LA BEATIFICAZIONE ISTITUZIONALE DI EMMA BONINO

 
 
 

Un bambino alla 8° settimana di vita

 

LA BEATIFICAZIONE ISTITUZIONALE DI EMMA BONINO

                                                 Leader del genocidio degli italiani
 

Giuseppe R.Brera[i]

 
E’ deceduta l’ex parlamentare radicale Emma Bonino incisiva nella storia della Repubblica Italiana per avere promosso il degrado morale dell’Italia promuovendo insieme ai socialisti( PSI, PLI, DP, PRI, PCI, PSDI e indipendenti di sinistra) e l’ipocrita collaborazione della Democrazia Cristiana e della compagine catto-comunista prima con Aldo Moro-storica apertura ai valori delle masse popolari al Congresso della DC del 1974-la legge 194,  firmata infatti da Andreotti Anselmi, Bonifacio-Morlino-Pandolfi. (DC). Questa ha fatto cadere la sanità italiana in una schizofrenia istituzionale e ha permesso da allora la soppressione di ca cinque milioni di bambini che non hanno avuto il diritto sacro e civile di vedere la luce, anche se un certo numero abortito vivo è stato soppresso. Famoso il caso di uno di questi messo in frigorifero a morire dal tecnico della morte di turno.  I bambini Down sono stati così sterminati fino al 9 mese senza pietà e arrestando la ricerca sulla terapia fetale del Down.
L’ipocrita obiezione di coscienza sul piamo morale è sul piano filosofico blasfema, in quanto non si può obiettare che la verità esiste. La verità è che il feto è un essere umano che ha diritto di vivere e nessuno ha il diritto di decidere della sua vita. la cui nascita al di là delle motivazioni consce e inconsce delle madri e dei padri appartiene al mistero dell’esistenza umana che solo la fede in un essere creatore della vita e della morte, del principio e del fine, dell’alfa e dell’omega, può spiegare, come è stato dedotto già dagli antichi filosofi greci ( Platone, Aristotele) e ieri da fisici del valore di Max Plank.
La Bonino responsabile in prima persona di decine di aborti per cui è stata incarcerata, è insieme a Marco Pannella, leader radicale,la maggior promotrice di questo genocidio e della schizofrenia istituzionale dell’istituzione medica che ha determinato  l’apertura di camere di sterminio ginecologico affiancate alle sale parte  particolari personalità di ostetrici-ginecologi , tecnici della morte, ruotano ,pagati dai soldi di contribuenti che non sono d’accordo,  esecutori di orrendi delitti contro bambini sani e malati nelle diverse fasi dello sviluppo fetale. L’aspetto schizoide di questi atti è che questi tecnici un giorno uccidono, un giorno fanno nascere.  La psicoanalisi kleiniana accomuna per dinamica   motivazionale inconscia  di natura schizoparanoide  le motivazioni di questi tecnici della morte, a quelle delle donne, che sono mandanti di un vero e proprio omicidio esecrato dagli albori della Medicina ( Giuramento d’Ippocrate-codice deontologico dei medici. Oggi sappiamo come l’aborto indotto è causa di gravi sequele epigenetiche e psicologico-negative –psichiatriche[II] come già nel 1981 avevo evidenziato da una ricerca, compita con abortisti nel saggio: “ La scelta di abortire: motivazioni e sequele psichiche” [III] . Depressione , reazioni psicotiche e disturbi psicosomatici sono comuni nelle donne che abortiscono, mediate da sensi di colpa inconsci, catartizzate da alcune con l’ideologizzazione dell’aborto in una politica femminista aggressiva  come in uno psicodramma perché attraverso la proiezione esterna dei sensi di colpa inconsci, attraverso il conflitto,  la donna non cade in depressione. Ecco perché dopo un aborto scelto da donne sposate o in coppe e sostenuto dai partner  le unioni spesso si rompono, in quanto il padre diventa “nemico” investito dalle proiezione dei sensi di colpa della donna che ha scelto di far uccidere il figlio.
 

  1.    Impatto dei diritti “civili”della Bonino sui giovani italiani

 
I danni psicologici e psichiatrici , con corrispondenza epigenetica (Iper-metilazione geni promotori es. di geni oncosoppressori con il loro silenziamento) sono così riassumibili:
1 Aumento del rischio suicida: Il tasso di suicidio delle donne in Finlandia è aumentato da 5,9/100.000 dopo la maternità a 34,1/100.000 dopo l’aborto volontario e/o terapeutico. Ciò significa che una donna che il rischio  di suicidio attribuibile all’aborto è  28,2 . In Italia non ci sono studi (IV)
2 Aumento del rischio del figlicidio. Non vi sono studi epidemiologici ma livello clinico è ben documentato. Ho avuto personalmente in terapia una madre che aveva fantasie omicide nei confronti del figlio. Il problema si risolse quando emerse che la donna aveva abortito e con la coscienza della dinamica che si era verificata dopo il fatto, dovuto alla proiezione inconscia dei sensi di colpa. I minori d donne sposate che abortiscono rischiamo di divenire il capro espiatorio dei sensi di colpa inconsci della madre. Un esempio di cronaca è stato il delitto di Cogne dove la madre, dopo un aborto  prendeva anti-depressivi che hanno slatentizzato la dinamica inconscia proiettiva dei sensi di colpa contro il bambino , divenuto oggetto dell’aggressività materna.

  1. Aumento rischio per la salute mentale delle donne che abortiscono. Su un campione di 56.741 ricoverate per cure psichiatriche l’aborto raddoppiava il rischio di ricoveri per reazioni di adattamento, episodi psicotici depressivi singoli e ricorrenti, e triplicava il rischio di ricoveri per disturbi bipolari maniaco depressivi (Reardon D,C e aa 2003). (V°)

3  Negli USA nel 2002 una ragazza che aveva abortito una prima gravidanza aveva un rischio di  cinque volte superiore di una ragazza che partorisce di divenire tossicomane e quattro volte di più rispetto ad una ragazza che perde il bambino per cause naturali. In Italia nel 2026 il rapporto 2025 della Società Italiana di adolescentologia e di Medicina dell’adolescenza ha documentato che nella popolazione 13–24 anni, l’aborto volontario è associato a un aumento significativo del rischio di consumo di sostanze: +38% per cannabis, +41% per cocaina, +63% per poliassunzione e +70% per uso problematico. L’impatto assoluto è pari a +350 casi per 100.000 giovani.
Tenendo presente che il consumo voluttuario di sostanze psicotrope e associato a un aumento del rischio di suicidio nei giovani e dell’abbandono scolastico , questa eredità culturale e legislativa della Bonino, Pannella e C, ha avuto degli effetti catastrofici.

  1. Aumento aborti indotti da uso di sostanze psicotrope: Il consumo di sostanze tra i giovani 13–24 anni mostra una correlazione significativa con l’aborto volontario: cannabis (+42%), cocaina (+58%), poliassunzione (+71%). L’impatto assoluto è ri-levante, con +170 casi per 100.000 giovani attribuibili al consumo di droghe

L’analisi socio-analitica degli effetti psico-sociali dell’aborto, dovute a ca cinque milioni di omicidi di stato-una strage-  causa anche di rotture famigliari , per le proiezioni catartiche aggressive della donna sul padre, vede l’aborto come induttore di una depressione sociale,   primo responsabile di una conflittualità  interna comune alle società occidentali ed esportata come catarsi nel favorire e non promuovere la fine di guerre ina tto per la necessità di catartizzare   un pool di sensi colpa persecutori la cui catarsi è la guerra.  La non volontà dell’Europa di non far cessare il conflitto Ucraino-Russo ha questa origine schizoparanoide .[VI]
Il curriculum necroforo e necrofili della Bonino non finisce qui: è storica la sua posizione a favore dell’eutanasia e della libertà di droga. Nell’ultima campagna elettorale che l’ha vista nelle piazze , come già era successo con Pannella, faceva distribuire ai partecipanti la Cannabis, per dimostrare la sua apertura alla libertà.
L’eredità culturale di Emma Bonino per il consumo di droga tra i giovani è riassumibile in questa tabella.
Il consumo di sostanze psicotrope è un forte predittore di suicidio causato da
Predittore                       OR ag-giustato ΔOR (%)      RD (per 100.000)  pvalue
1 Consumo di sostanze               1.55      +55           +1.8                          0.02
2  Poliassunzione di
sostanze                                      1.88   +88%          +2.4                           0.01
3  Uso problematico                    2.05    +105%        +3.0                          0.01
 
L’uso di sostanze è associato significativamente al rischio di morte per overdose, fino a triplicarlo, nelle poliassunzioni , ai problemi di salute mentale, all’abbandono scolastico alla mortalità per incidenti stradali
 
L’arbitrio della Bonino contro la verità e la libertà
 
Il problema filosofico che la Bonino, come Pannella con i compagni omologhi d’ideologia non hanno mai affrontato è l’origine dell’idea della libertà democratica, idea morale istituzionale. Morale significa: verità oggettiva per il bene dell’uomo. I radicali, i “Democratici”, I verdi e la sinistra italiana,  pensano che non esista una verità oggettiva base del bene o di una falso base del male, radice ontologica delle scelte dell’uomo e che la libertà significhi “ io faccio tutto quello che mi pare e mi piace”, “ La verità è ciò che io penso e sento che sia vero”, pensiero oggi al primo punto della “Sindrome della grande fratello”,[VII] pandemia che sta distruggendo l’Occidente e l’Italia. Nel mondo medico vi sono analfabeti anche mediatici che sono contagiati.
Gli affiliati alla defunta contestano così anche la morale intrinseca dell’organismo biologico a cui dobbiamo la salute e la vita. I natural killer, cellule di prima difesa dell’organismo, identificano l’antigene di virus, batteri e cellule tumorali e se il codice non corrisponde  a quello dell’organismo le distruggono. La verità oggettiva del codice della vita permette il bene della persona. la cellula NK  fa un’azione di verifica, si muove secondo il codice della verità antigenica per la vita dell’uomo. Si tratta di una morale biologica iscritta nel corpo fondata sulla verità di un codice per la vita.
La morte della Bonino ha provocato nello stato un delirio di beatificazione di una personalità necrofila e necrofora, chiaramente tormentata da sensi di colpa inconsci e viziata dall’onnipotenza del potere delle tenebre. La sua azione umanitaria come commissario UE per gli aiuti umanitari, a favore dei bambini africani, è interpretabile  come tentativo riparativo dei propri sensi di colpa per avere ucciso decine di esseri umani nelle prime fasi della vita.
Viene ricordata come apostola dei “diritti civili”. Ci si domanda se il diritto ad uccidere chi non si può difendere, (aborto-eutanasia) , a consentire che un minore in difficoltà o non in difficoltà psicologiche possa drogarsi siano diritti espressione di una civiltà o di un degrado destruente la civiltà e la democrazia, che dovrebbe essere fondata sulla verità per il bene dell’uomo, che non è riducibile all’arbitrio del singolo individuo, contagiato dalla Sindrome del Grande Fratello.
E’ un atto ” democratico” che tutela la libertà individuale il sopprimere la vita di un essere umano  o favorire che soggetti in evoluzione psicologica diventino schiavi della droga ?
Per questi motivi il minuto di silenzio in Senato, con applausi, i funerali di stato, con il corollario della frase del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “ Un punto di riferimento” (fatto incredibile ma non sorprendente )   sono espressione di un degrado incivile della Repubblica Italiana, un oblio della Costituzione che tutela salute e quindi la vita dei cittadini italiani di ogni età, da parte di chi dovrebbe difenderla.
Il divorzio, di cui la Bonino è stata un apostola, andrebbe ridiscusso per i suoi effetti destruenti. Oggi il matrimonio ha perso quel criterio d’indissolubilità che prima di questa legge esisteva per effetto della cultura cristiana. La legge oggi andrebbe rivista ponendo dei limiti per creare una maggiore responsabilità in chi si unisce in matrimonio. Oggi infatti il tasso delle rotture matrimoniali è altissimo  nel 2022 era ca 1 su due ( il 48,9%) ; nel 2000 una su 20. Il divorzio e prima la separazione a mio parere andrebbero proibiti-se non per cause gravi tipo violenza domestica-consumo di droga etc. quando vi siano figli minori, che attualmente non sono tutelati.
Il problema centrale è la lesione psicologica di 1.200.000 minori figli di coppie separate, ( il 14% dei minori  8.600.000)[VIII] un danno enorme per il tessuto sociale per le conseguenze psicologiche e comportamentali.
Le cause maggiori della separazione sono in ordine gerarchico  1 incomunicabilità  e conflitti   (prevenibile) 2 l’infedeltà 3 stress economico 4. Violenza domestica e abusi 5. Dipendenze e problemi di salute mentale 6. Differenze di ruoli  e aspettative di genere 7 disaccordo sull’educazione dei figli 8 insoddisfazione affettiva e perdita d’intimità 9 canbiamenti di valori e crescita personale divergente 10 alrre cause es: immigrazione, problemi legali, differenze culturali).
La separazione non è già un diritto civile ?
Dato che la Costituzione tutela il diritto alla salute e al sano sviluppo dei minori, (art. 30-31-32) la separazione e il divorzio  oggi appaiono anti-costituzionali, quando vi siano figli minori in quanto i minori sono danneggiati, escludendo alcune condizioni.
E’ evidente, da un punto di vista psicodinamico che questo incide negativamente sul desiderio matrimoniale dei figli di coppie separate e sulla natalità.
Studi longitudinali mostrano che i figli di genitori divorziati hanno una probabilità inferiore di contrarre matrimonio rispetto ai figli di genitori stabili. L’entità varia: alcuni lavori stimano riduzioni relative della probabilità di matrimonio dell’ordine del 10–30% a seconda del campione e della fascia d’età.(IX]  [X]
La letteratura mostra una tendenza a una fecondità più bassa tra i figli di genitori separati: differenze medie possono andare da 0,1 a 0,5 figli in meno per donna nel corso della vita, variando per contesto e coorte. Alcuni studi europei trovano effetti più marcati nelle coorti nate in periodi di transizione familiare.[XI] [XII] [XIII XIV]
3 La beatificazione istituzionale della Bonino
Quali sono gli effetti sulle ragazze e i giovani della “ Pompa magna” dei funerali della Bonino, a spese dei contribuenti  che per la maggior parte non sono d’accordo ?  Fare vivere li desiderio necrofilo, schizoparanoide e autolesivo di un aborto , il drogarsi  , l’ eutanasia , il suicidio assistito, o lo stesso divorzio, come atti eroici non certamente favorisce  lo sviluppo del  paese  e la salute mentale della popolazione  .
Oggi per salute s’intende: “La scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana”
L’eredita della Bonino, che abolisce il paradigma della verità oggettiva in favore dell’arbitrio individuale, fatto passare,  come libertà democratica e diritti civili,  ha favorito la “scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana” o invece appare con un’ombra tenebrosa basata sul falso cioè una falsa libertà, l’arbitrio  che danneggia grandemente l?Italia e la sua popolazione.
La Democrazia deve essere fondata sull ‘”alecrazia”(potere della verità”, altrimenti se 1000 psicopatici e immaturi hanno la maggioranza politica il paese è condannato e  un governo guidato da personalità ignoranti e necrofore,  porta la nave ad affondare. Per questo è necessario che chi vota guardi bene la statura culturale e morale di chi chiede uno stipendio di 13.000.000 euro al mese per amministrare la cosa pubblica. Lo sguardo primario deve essere volto alla politica nei confronti della maternità e i minori e i giovani, il futuro del paese che oggi, come ieri, non esiste in  minima parte.
Le tenebre sulla vera libertà, fondata sulla verità e il bene dell’uomo, rappresentate dalla defunta politica,  lasciano per eredità una falsa dignità dell’uomo, senza il paradigma della verità oggettiva per il bene, la cui motivazione profonda appare essere il desiderio di morte e il trionfo dell’istinto di morte.
L’aspetto più deteriore dei valori di questa ex- abile politica,  è stato il suo essere costante untrice della “Sindrome del Grande Fratello”, di una pandemia che ha danneggiato 5 milioni di donne e milioni di adolescenti e giovani.
Oggi al contrario è necessario che uomini di vera cultura si uniscano per combattere il degrado in cui è caduta l’Italia in in un Europa che è stata capace di votare a favore dell’inserimento dell’aborto come diritto costituzionale, fatto avvenuto in Francia su proposta di Macron, denunciato alla Corte penale internazionale  .
Un’  Europa che ha multato e ha tolto finanziamenti all’Ungheria rea di avere proibito la propaganda LCBT nelle scuole  e che mostra così un’azione politica che vuole essere superiore alle sovranità nazionali, può solo essere di danno se  non torna alla sua vocazione solo di comunità d’interessi.
Questo è il vero motivo delle vocazione europeista della defunta, che vedeva la possibilità di poteri politici sempre più lontani dalla verità di una vera civiltà per il bene dell’uomo e lo” sviluppo integrale della persona”, capaci di violare le lementari libertà civili e democratiche, come il diritto a vedere la luce  dopo l’uscita dal ventre materno.
Papa Francesco, nel commiatarsi dalla visita evangelica alla Bonino, malata, ha detto una grande verità: ” Tenga duro, l’erba cattiva non muore mai”
E’ invece nostro compito e dovere, prima di tutto dei medici e degli infermieri ma di tutti gli uomini e donne veri, vere e giusti, avere il coraggio e la responsabilità di estirpare l’erba cattiva perché il grano fertile e gli alberi da frutto crescano. Questo significa all’atto di voto identificare la cultura . valori morali e maturità affettiva  di chi chiede di essere scelto per amministrare la cosa pubblica (Res Publica)
La persona infatti determina i suoi atti e l’essere viene prima del fare.
L’unica possibile commemorazione che vedo per la Bonino è la dispersione delle ceneri su qualche camera di sterminio ginecologico o di suicidio assistito,  o su qualche tomba di giovane morto per droga, ( a spese private) e una preghiera perché Il Signore  perdoni quest’anima triste, con una giusta pena.
Manca solo, come ciliegina sulla torta della beatificazione istituzionale l’omelia del cardinale Zuppi , presidente della CEI ! Fortunatamente la pompa magna è stata laica.
Il Senato comunque potrebbe fare un cippo marmoreo dedicato alla defunta: “A colei che ha lottato con successo per introdurre in Italia  il diritto civile di uccidere a spese dello stato”.
 
[I]  Rettore dell’Università Ambrosiana, Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza, President of the World Societi of Person-Cntered Medicine – President of the World Health Committee.
 
[II] Brera G R. .  L’interruzione omicida della maternità: una catastrofe personale, psico-sociale ed intergenerazionale.     Estratto da : Giuseppe R Brera  Il tempo di Ulisse e il tempo di Penelope. Edizioni Università Ambrosiama 2004
 
[III] Brera G R   La scelta di abortire: motivazioni e sequele psichiche. Edizioni Amici per la vita, 1982
 
IV °Gissler M, Hemminki E, Lonnqvist J. Suicides after pregnancy in Finland, 1987-94: register linkage study. BMJ. 1996 Dec 7;313(7070):1431-4
V* Reardon DC, Cougle JR, Rue VM, Shuping MW, Coleman PK, Ney PG. Psychiatric admissions of low-income women following abortion and childbirth CMAJ. 2003 May 13;168(10):1253-6.
VI  Brera GR  Psicoanalisi della guerra Ucraina-Russia. Milano Editoria Università Ambrosiaba. 2024
[ViI°]Brera G.R   La sindrome del Grande Fratello e i magnifici sette. Come essere genitori in un tempo difficile. Milano; Edizioni dell’Università Ambrosiana. 2024
[VIII] Dati ITAT 2022
 
[IX]Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Rapporto 2025 sullo stato di salute dei giovani italiani. Edizioni Università Ambrosiana 2026. (in stampa)
 
[X] Amato PR, DeBoer DD. The transmission of divorce and marital instability across generations: a meta‑analysis. J Marriage Fam. 2001;63(3):1038–1050. doi:10.1111/j.1741-3737.2001.01038.x.
 
[XI] Amato PR. The consequences of divorce for adults and children. J Marriage Fam. 2000;62(4):1269–1287. doi:10.1111/j.1741-3737.2000.01269.x.
 
[XII) McLanahan S, Percheski C. Family structure and the reproduction of inequalities. Annu Rev Sociol. 2008;34:257–276. doi:10.1146/annurev.soc.34.040507.134549.
 
[XIII] Kiernan KE. The legacy of parental separation: Social, economic and demographic consequences for children in Britain. Popul Trends. 1992;(68):1–10. (review/empirical synthesis) doi:10.2307/2979186.
 
[XIV] Perelli‑Harris B, Styrc M. The role of parental separation in shaping young adults’ partnership and fertility trajectories in Europe. Demogr Res. 2018;38:1–30. doi:10.4054/DemRes.2018.38.1.
 
 
 

NESSUN RIMPIANTO PER EMMA BONINO

 
 
 

Un bambino alla 8° settimana di vita

 

NESSUN RIMPIANTO PER EMMA BONINO

                                                 Leader del genocidio italiano
 

Giuseppe R.Brera[i]

 
E’ deceduta l’ex parlamentare radicale Emma Bonino incisiva nella storia della Repubblica Italiana per avere promosso il degrado morale dell’Italia promuovendo insieme ai socialisti( PSI, PLI, DP, PRI, PCI, PSDI e indipendenti di sinistra) e l’ipocrita collaborazione della Democrazia Cristiana e della compagine catto-comunista prima con Aldo Moro-storica apertura ai valori delle masse popolari al Congresso della DC del 1974-la legge 194,  firmata infatti da Andreotti Anselmi, Bonifacio-Morlino-Pandolfi. (DC). Questa ha fatto cadere la sanità italiana in una schizofrenia istituzionale e ha permesso da allora la soppressione di ca cinque milioni di bambini che non hanno avuto il diritto sacro e civile di vedere la luce, anche se un certo numero abortito vivo è stato soppresso. Famoso il caso di uno di questi messo in frigorifero a morire dal tecnico della morte di turno.  I bambini Down sono stati così sterminati fino al 9 mese senza pietà e arrestando la ricerca sulla terapia fetale del Down.
L’ipocrita obiezione di coscienza sul piamo morale è sul piano filosofico blasfema, in quanto non si può obiettare che la verità esiste. La verità è che il feto è un essere umano che ha diritto di vivere e nessuno ha il diritto di decidere della sua vita. la cui nascita al di là delle motivazioni consce e inconsce delle madri e dei padri appartiene al mistero dell’esistenza umana che solo la fede in un essere creatore della vita e della morte, del principio e del fine, dell’alfa e dell’omega, può spiegare, come è stato dedotto già dagli antichi filosofi greci ( Platone, Aristotele) e ieri da fisici del valore di Max Plank.
La Bonino responsabile in prima persona di decine di aborti per cui è stata incarcerata, è insieme a Marco Pannella, leader radicale, la maggior promotrice di questo genocidio e della schizofrenia istituzionale dell’istituzione medica che ha determinato  l’apertura di camere di sterminio ginecologico affiancate alle sale parto dove  particolari personalità di ostetrici-ginecologi , tecnici della morte, ruotano ,pagati dai soldi di contribuenti che non sono d’accordo,  esecutori di orrendi delitti contro bambini sani e malati nelle diverse fasi dello sviluppo fetale. L’aspetto schizoide di questi atti è che questi tecnici un giorno uccidono, un giorno fanno nascere.  La psicoanalisi kleiniana accomuna per dinamica   motivazionale inconscia  di natura schizoparanoide  le motivazioni di questi tecnici della morte, a quelle delle donne, che sono mandanti di un vero e proprio omicidio esecrato dagli albori della Medicina ( Giuramento d’Ippocrate-codice deontologico dei medici. Oggi sappiamo come l’aborto indotto è causa di gravi sequele epigenetiche e psicologico-negative –psichiatriche[II] come già nel 1981 avevo evidenziato da una ricerca, compita con abortisti nel saggio: “ La scelta di abortire: motivazioni e sequele psichiche” [III] . Depressione , reazioni psicotiche e disturbi psicosomatici sono comuni nelle donne che abortiscono, mediate da sensi di colpa inconsci, catartizzate da alcune con l’ideologizzazione dell’aborto in una politica femminista aggressiva  come in uno psicodramma perché attraverso la proiezione esterna dei sensi di colpa inconsci, attraverso il conflitto,  la donna non cade in depressione. Ecco perché dopo un aborto scelto da donne sposate o in coppe e sostenuto dai partner  le unioni spesso si rompono, in quanto il padre diventa “nemico” investito dalle proiezione dei sensi di colpa della donna che ha scelto di far uccidere il figlio.
 

  1.    Impatto dei diritti “civili”della Bonino sui giovani italiani

 
I danni psicologici e psichiatrici , con corrispondenza epigenetica (Iper-metilazione geni promotori es. di geni oncosoppressori con il loro silenziamento) sono così riassumibili:
1 Aumento del rischio suicida: Il tasso di suicidio delle donne in Finlandia è aumentato da 5,9/100.000 dopo la maternità a 34,1/100.000 dopo l’aborto volontario e/o terapeutico. Ciò significa che una donna che il rischio  di suicidio attribuibile all’aborto è  28,2 . In Italia non ci sono studi (IV)
2 Aumento del rischio del figlicidio. Non vi sono studi epidemiologici ma livello clinico è ben documentato. Ho avuto personalmente in terapia una madre che aveva fantasie omicide nei confronti del figlio. Il problema si risolse quando emerse che la donna aveva abortito e con la coscienza della dinamica che si era verificata dopo il fatto, dovuto alla proiezione inconscia dei sensi di colpa. I minori d donne sposate che abortiscono rischiamo di divenire il capro espiatorio dei sensi di colpa inconsci della madre. Un esempio di cronaca è stato il delitto di Cogne dove la madre, dopo un aborto  prendeva anti-depressivi che hanno slatentizzato la dinamica inconscia proiettiva dei sensi di colpa contro il bambino , divenuto oggetto dell’aggressività materna  e ucciso in un raptus.

  1. Aumento rischio per la salute mentale delle donne che abortiscono. Su un campione di 56.741 ricoverate per cure psichiatriche l’aborto raddoppiava il rischio di ricoveri per reazioni di adattamento, episodi psicotici depressivi singoli e ricorrenti, e triplicava il rischio di ricoveri per disturbi bipolari maniaco depressivi (Reardon D,C e aa 2003). (V°)

3  Negli USA nel 2002 una ragazza che aveva abortito una prima gravidanza aveva un rischio di  cinque volte superiore di una ragazza che partorisce di divenire tossicomane e quattro volte di più rispetto ad una ragazza che perde il bambino per cause naturali. In Italia nel 2026 il rapporto 2025 della Società Italiana di adolescentologia e di Medicina dell’adolescenza ha documentato che nella popolazione 13–24 anni, l’aborto volontario è associato a un aumento significativo del rischio di consumo di sostanze: +38% per cannabis, +41% per cocaina, +63% per poliassunzione e +70% per uso problematico. L’impatto assoluto è pari a +350 casi per 100.000 giovani.
Tenendo presente che il consumo voluttuario di sostanze psicotrope e associato a un aumento del rischio di suicidio nei giovani e dell’abbandono scolastico , questa eredità culturale e legislativa della Bonino, Pannella e C, ha avuto degli effetti catastrofici.

  1. Aumento aborti indotti da uso di sostanze psicotrope: Il consumo di sostanze tra i giovani 13–24 anni mostra una correlazione significativa con l’aborto volontario: cannabis (+42%), cocaina (+58%), poliassunzione (+71%). L’impatto assoluto è ri-levante, con +170 casi per 100.000 giovani attribuibili al consumo di droghe

L’analisi socio-analitica degli effetti psico-sociali dell’aborto, dovute a ca cinque milioni di omicidi di stato-una strage-  causa anche di rotture famigliari , per le proiezioni catartiche aggressive della donna sul padre, vede l’aborto come induttore di una depressione sociale,   primo responsabile di una conflittualità  interna comune alle società occidentali ed esportata come catarsi nel favorire e non promuovere la fine di guerre ina tto per la necessità di catartizzare   un pool di sensi colpa persecutori la cui catarsi è la guerra.  La non volontà dell’Europa di non far cessare il conflitto Ucraino-Russo ha questa origine schizoparanoide .[VI]
Il curriculum necroforo e necrofili della Bonino non finisce qui: è storica la sua posizione a favore dell’eutanasia e della libertà di droga. Nell’ultima campagna elettorale che l’ha vista nelle piazze , come già era successo con Pannella, faceva distribuire ai partecipanti la Cannabis, per dimostrare la sua apertura alla libertà.
L’eredità culturale di Emma Bonino per il consumo di droga tra i giovani è riassumibile in questa tabella.
Il consumo di sostanze psicotrope è un forte predittore di suicidio causato da
Predittore                       OR ag-giustato ΔOR (%)      RD (per 100.000)  pvalue
1 Consumo di sostanze               1.55      +55           +1.8                          0.02
2  Poliassunzione di
sostanze                                      1.88   +88%          +2.4                           0.01
3  Uso problematico                    2.05    +105%        +3.0                          0.01
 
L’uso di sostanze è associato significativamente al rischio di morte per overdose, fino a triplicarlo, nelle poliassunzioni , ai problemi di salute mentale, all’abbandono scolastico alla mortalità per incidenti stradali
 
L’arbitrio della Bonino contro la verità e la libertà
 
Il problema filosofico che la Bonino, come Pannella con i compagni omologhi d’ideologia non hanno mai affrontato è l’origine dell’idea della libertà democratica, idea morale istituzionale. Morale significa: verità oggettiva per il bene dell’uomo. I radicali, i “Democratici”, I verdi e la sinistra italiana,  pensano che non esista una verità oggettiva base del bene o di una falso base del male, radice ontologica delle scelte dell’uomo e che la libertà significhi “ io faccio tutto quello che mi pare e mi piace”, “ La verità è ciò che io penso e sento che sia vero”, pensiero oggi al primo punto della “Sindrome della grande fratello”,[VII] pandemia che sta distruggendo l’Occidente e l’Italia. Nel mondo medico vi sono analfabeti anche mediatici che sono contagiati.
Gli affiliati alla defunta contestano così anche la morale intrinseca dell’organismo biologico a cui dobbiamo la salute e la vita. I natural killer, cellule di prima difesa dell’organismo, identificano l’antigene di virus, batteri e cellule tumorali e se il codice non corrisponde  a quello dell’organismo le distruggono. La verità oggettiva del codice della vita permette il bene della persona. la cellula NK  fa un’azione di verifica, si muove secondo il codice della verità antigenica per la vita dell’uomo. Si tratta di una morale biologica iscritta nel corpo fondata sulla verità di un codice per la vita.
La morte della Bonino ha provocato nello stato un delirio di beatificazione di una personalità necrofila e necrofora, chiaramente tormentata da sensi di colpa inconsci e viziata dall’onnipotenza del potere delle tenebre. La sua azione umanitaria come commissario UE per gli aiuti umanitari, a favore dei bambini africani, è interpretabile  come tentativo riparativo dei propri sensi di colpa per avere ucciso decine di esseri umani nelle prime fasi della vita.
Viene ricordata come apostola dei “diritti civili”. Ci si domanda se il diritto ad uccidere chi non si può difendere, (aborto-eutanasia) , a consentire che un minore in difficoltà o non in difficoltà psicologiche possa drogarsi siano diritti espressione di una civiltà o di un degrado destruente la civiltà e la democrazia, che dovrebbe essere fondata sulla verità per il bene dell’uomo, che non è riducibile all’arbitrio del singolo individuo, contagiato dalla Sindrome del Grande Fratello.
E’ un atto ” democratico” che tutela la libertà individuale il sopprimere la vita di un essere umano  o favorire che soggetti in evoluzione psicologica diventino schiavi della droga ?
Per questi motivi il minuto di silenzio in Senato, con applausi, i funerali di stato, con il corollario della frase del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “ Un punto di riferimento” (fatto incredibile ma non sorprendente )   sono espressione di un degrado incivile della Repubblica Italiana, un oblio della Costituzione che tutela salute e quindi la vita dei cittadini italiani di ogni età, da parte di chi dovrebbe difenderla.
Il divorzio, di cui la Bonino è stata un apostola, andrebbe ridiscusso per i suoi effetti destruenti. Oggi il matrimonio ha perso quel criterio d’indissolubilità che prima di questa legge esisteva per effetto della cultura cristiana. La legge oggi andrebbe rivista ponendo dei limiti per creare una maggiore responsabilità in chi si unisce in matrimonio. Oggi infatti il tasso delle rotture matrimoniali è altissimo  nel 2022 era ca 1 su due ( il 48,9%) ; nel 2000 una su 20. Il divorzio e prima la separazione a mio parere andrebbero proibiti-se non per cause gravi tipo violenza domestica-consumo di droga etc. quando vi siano figli minori, che attualmente non sono tutelati.
Il problema centrale è la lesione psicologica di 1.200.000 minori figli di coppie separate, ( il 14% dei minori  8.600.000)[VIII] un danno enorme per il tessuto sociale per le conseguenze psicologiche e comportamentali.
Le cause maggiori della separazione sono in ordine gerarchico  1 incomunicabilità  e conflitti   (prevenibile) 2 l’infedeltà 3 stress economico 4. Violenza domestica e abusi 5. Dipendenze e problemi di salute mentale 6. Differenze di ruoli  e aspettative di genere 7 disaccordo sull’educazione dei figli 8 insoddisfazione affettiva e perdita d’intimità 9 canbiamenti di valori e crescita personale divergente 10 alrre cause es: immigrazione, problemi legali, differenze culturali).
La separazione non è già un diritto civile ?
Dato che la Costituzione tutela il diritto alla salute e al sano sviluppo dei minori, (art. 30-31-32) la separazione e il divorzio  oggi appaiono anti-costituzionali, quando vi siano figli minori in quanto i minori sono danneggiati, escludendo alcune condizioni.
E’ evidente, da un punto di vista psicodinamico che questo incide negativamente sul desiderio matrimoniale dei figli di coppie separate e sulla natalità.
Studi longitudinali mostrano che i figli di genitori divorziati hanno una probabilità inferiore di contrarre matrimonio rispetto ai figli di genitori stabili. L’entità varia: alcuni lavori stimano riduzioni relative della probabilità di matrimonio dell’ordine del 10–30% a seconda del campione e della fascia d’età.(IX]  [X]
La letteratura mostra una tendenza a una fecondità più bassa tra i figli di genitori separati: differenze medie possono andare da 0,1 a 0,5 figli in meno per donna nel corso della vita, variando per contesto e coorte. Alcuni studi europei trovano effetti più marcati nelle coorti nate in periodi di transizione familiare.[XI] [XII] [XIII XIV]
3 La beatificazione istituzionale della Bonino
Quali sono gli effetti sulle ragazze e i giovani della “ Pompa magna” dei funerali della Bonino, a spese dei contribuenti  che per la maggior parte non sono d’accordo ?  Fare vivere li desiderio necrofilo, schizoparanoide e autolesivo di un aborto , il drogarsi  , l’ eutanasia , il suicidio assistito, o lo stesso divorzio, come atti eroici non certamente favorisce  lo sviluppo del  paese  e la salute mentale della popolazione  .
Oggi per salute s’intende: “La scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana”
L’eredita della Bonino, che abolisce il paradigma della verità oggettiva in favore dell’arbitrio individuale, fatto passare,  come libertà democratica e diritti civili,  ha favorito la “scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana” o invece appare con un’ombra tenebrosa basata sul falso cioè una falsa libertà, l’arbitrio  che danneggia grandemente l?Italia e la sua popolazione.
La Democrazia deve essere fondata sull ‘”alecrazia”(potere della verità”, altrimenti se 1000 psicopatici e immaturi hanno la maggioranza politica il paese è condannato e  un governo guidato da personalità ignoranti e necrofore,  porta la nave ad affondare. Per questo è necessario che chi vota guardi bene la statura culturale e morale di chi chiede uno stipendio di 13.000.000 euro al mese per amministrare la cosa pubblica. Lo sguardo primario deve essere volto alla politica nei confronti della maternità e i minori e i giovani, il futuro del paese che oggi, come ieri, non esiste in  minima parte.
Le tenebre sulla vera libertà, fondata sulla verità e il bene dell’uomo, rappresentate dalla defunta politica,  lasciano per eredità una falsa dignità dell’uomo, senza il paradigma della verità oggettiva per il bene, la cui motivazione profonda appare essere il desiderio di morte e il trionfo dell’istinto di morte.
L’aspetto più deteriore dei valori di questa ex- abile politica,  è stato il suo essere costante untrice della “Sindrome del Grande Fratello”, di una pandemia che ha danneggiato 5 milioni di donne e milioni di adolescenti e giovani.
Oggi al contrario è necessario che uomini di vera cultura si uniscano per combattere il degrado in cui è caduta l’Italia in in un Europa che è stata capace di votare a favore dell’inserimento dell’aborto come diritto costituzionale, fatto avvenuto in Francia su proposta di Macron, denunciato alla Corte penale internazionale  .
Un’  Europa che ha multato e ha tolto finanziamenti all’Ungheria rea di avere proibito la propaganda LCBT nelle scuole  e che mostra così un’azione politica che vuole essere superiore alle sovranità nazionali, può solo essere di danno se  non torna alla sua vocazione solo di comunità d’interessi.
Questo è il vero motivo delle vocazione europeista della defunta, che vedeva la possibilità di poteri politici sempre più lontani dalla verità di una vera civiltà per il bene dell’uomo e lo” sviluppo integrale della persona”, capaci di violare le lementari libertà civili e democratiche, come il diritto a vedere la luce  dopo l’uscita dal ventre materno.
Papa Francesco, nel commiatarsi dalla visita evangelica alla Bonino, malata, ha detto una grande verità: ” Tenga duro, l’erba cattiva non muore mai”
E’ invece nostro compito e dovere, prima di tutto dei medici e degli infermieri ma di tutti gli uomini e donne veri, vere e giusti, avere il coraggio e la responsabilità di estirpare l’erba cattiva perché il grano fertile e gli alberi da frutto crescano. Questo significa all’atto di voto identificare la cultura . valori morali e maturità affettiva  di chi chiede di essere scelto per amministrare la cosa pubblica (Res Publica)
La persona infatti determina i suoi atti e l’essere viene prima del fare.
L’unica possibile commemorazione che vedo per la Bonino è la dispersione delle ceneri su qualche camera di sterminio ginecologico o di suicidio assistito,  o su qualche tomba di giovane morto per droga, ( a spese private) e una preghiera perché Il Signore  perdoni quest’anima triste, con una giusta pena.
Manca solo, come ciliegina sulla torta della beatificazione istituzionale l’omelia del cardinale Zuppi , presidente della CEI ! Fortunatamente la pompa magna è stata laica.
Il Senato comunque potrebbe fare un cippo marmoreo dedicato alla defunta: “A colei che ha lottato con successo per introdurre in Italia  il diritto civile di uccidere a spese dello stato”.
 
[I]  Rettore dell’Università Ambrosiana, Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza, President of the World Societi of Person-Cntered Medicine – President of the World Health Committee.
 
[II] Brera G R. .  L’interruzione omicida della maternità: una catastrofe personale, psico-sociale ed intergenerazionale.     Estratto da : Giuseppe R Brera  Il tempo di Ulisse e il tempo di Penelope. Edizioni Università Ambrosiama 2004
 
[III] Brera G R   La scelta di abortire: motivazioni e sequele psichiche. Edizioni Amici per la vita, 1982
 
IV °Gissler M, Hemminki E, Lonnqvist J. Suicides after pregnancy in Finland, 1987-94: register linkage study. BMJ. 1996 Dec 7;313(7070):1431-4
V* Reardon DC, Cougle JR, Rue VM, Shuping MW, Coleman PK, Ney PG. Psychiatric admissions of low-income women following abortion and childbirth CMAJ. 2003 May 13;168(10):1253-6.
VI  Brera GR  Psicoanalisi della guerra Ucraina-Russia. Milano Editoria Università Ambrosiaba. 2024
[ViI°]Brera G.R   La sindrome del Grande Fratello e i magnifici sette. Come essere genitori in un tempo difficile. Milano; Edizioni dell’Università Ambrosiana. 2024
[VIII] Dati ITAT 2022
 
[IX]Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Rapporto 2025 sullo stato di salute dei giovani italiani. Edizioni Università Ambrosiana 2026. (in stampa)
 
[X] Amato PR, DeBoer DD. The transmission of divorce and marital instability across generations: a meta‑analysis. J Marriage Fam. 2001;63(3):1038–1050. doi:10.1111/j.1741-3737.2001.01038.x.
 
[XI] Amato PR. The consequences of divorce for adults and children. J Marriage Fam. 2000;62(4):1269–1287. doi:10.1111/j.1741-3737.2000.01269.x.
 
[XII) McLanahan S, Percheski C. Family structure and the reproduction of inequalities. Annu Rev Sociol. 2008;34:257–276. doi:10.1146/annurev.soc.34.040507.134549.
 
[XIII] Kiernan KE. The legacy of parental separation: Social, economic and demographic consequences for children in Britain. Popul Trends. 1992;(68):1–10. (review/empirical synthesis) doi:10.2307/2979186.
 
[XIV] Perelli‑Harris B, Styrc M. The role of parental separation in shaping young adults’ partnership and fertility trajectories in Europe. Demogr Res. 2018;38:1–30. doi:10.4054/DemRes.2018.38.1.
 
 
 

Apprendimento, allostasi e salute nell’adolescenza a scuola: la svolta della medicina e della pedagogia centrate sulla persona

Apprendimento, allostasi e salute nell’adolescenza a scuola: la svolta della medicina e della pedagogia centrate sulla personaa

Vito Galanteb

Abstract

This research report explores the systemic convergence between academic learning, allostatic regulation, and adolescent health through the conceptual lens of Person-Centered Medicine (PCM) and relational epigenetics. Developed at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University, this interactionist-teleonomic paradigm overcomes clinical and educational fragmentation by treating the adolescent as an indissoluble unity of body, mind, and spirit. Guided by the Health Relativity Theory, formalized through the equation HP= K(IqxCq), the report evaluates how chronic academic anxiety and adverse educational environments act as primary drivers of brain entropy and high allostatic load. This stress-induced state triggers profound psychoneuroendocrineimmunological (PNEI) dysregulation, leading to HPA-axis blunting, elevated inflammatory biomarkers (such as hepcidin and IL-6), prefrontal-limbic disconnect, and cognitive shutdown. Conversely, pedagogical practices modeled on empathy, relational quality, and “intellectual charity” promote cortical synaptic plasticity, reducing neural entropy and converting distress into eustress. The report synthesizes the clinical validation of the Person-Centered Clinical Method (PCCM)—which shows a 95% improvement in patient comprehension and a 70% reduction in unnecessary diagnostic costs—and underscores the implementation of kairological medical counseling and creative parenting as essential maieutic tools to foster adolescent resilience and preserve developmental trajectories.

Keywords

Adolescence, Person-Centered Medicine, School Stress, Allostatic Load, Psychoneuroendocrineimmunology, Epigenetics, Brain Entropy, Kairological Counselling.

Epistemologia della complessità e superamento del riduzionismo biomedico

La scienza medica contemporanea e i sistemi educativi istituzionali si trovano dinanzi a una profonda frammentazione epistemologica che separa fittiziamente i parametri biologici dello sviluppo umano dall’attività cognitiva, simbolica e spirituale dell’adolescente1. Storicamente, a partire dal positivismo ottocentesco di Claude Bernard, la medicina ha ridotto la propria clinica a una mera riparazione di ingranaggi molecolari isolati, relegando la salute a una misura statica di assenza di sintomi fisici1. Allo stesso modo, la pedagogia tradizionale ha spesso trattato lo studente come un ricettore passivo di nozioni da quantificare attraverso misurazioni standardizzate della performance1. Questo dualismo cartesiano ha generato una grave cecità clinica e metodologica, impedendo di comprendere come la qualità dell’ambiente di apprendimento scolastico influenzi direttamente la biologia dello sviluppo e, viceversa, come l’equilibrio fisiologico determini le capacità cognitive superiori1.
Per superare tale frammentazione, la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, fondata e diretta da Giuseppe R. Brera, ha introdotto a partire dal 1998 il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM)1. Questo modello scientifico propone una vera e propria inversione ontologica basata sull’assioma Sum ergo cogito (Sono, dunque penso), riaffermando il primato dell’essere e del significato biologico sull’attività puramente strumentale e cognitiva1. La salute viene ridefinita come un processo indeterministico e semiologico di adattamento creativo, inteso come la scelta consapevole delle vere possibilità per essere la migliore persona umana1.
All’interno di questo scenario di rinnovamento scientifico si inserisce l’attività clinica e accademica del Prof. Vito Galante, il cui contributo all’adolescentologia clinica e alla pedagogia relazionale ha ricevuto una consacrazione internazionale nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”1. Attraverso la direzione di due avanzati poli di ricerca — il Laboratorio in Counselling medico dell’adolescente presso l’ateneo milanese e il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori — il Prof. Galante coordina network scientifici nazionali ed europei mirati a dimostrare l’interconnessione profonda tra relazioni educative, stabilità biologica ed espressione epigenetica nello studente adolescente1. Il paradigma si fonda sul superamento dell’imperialismo bio-tecnologico a favore del sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E, Subjectivity-Biology-Environment), in cui l’adolescente è concepito come un sistema aperto e teleonomico, ossia orientato naturalmente verso la ricerca oggettiva di significato, verità, amore e bellezza1.

La Teoria della Relatività della Salute e l’ermeneutica kairologica dello sviluppo

Il fondamento scientifico e matematico di questo modello interazionista è rappresentato dalla Teoria della Relatività della Salute (HRT, Health Relativity Theory)1. La HRT demolisce la concezione deterministica lineare secondo cui la reazione biologica a uno stressore sia fissa e universale, dimostrando che l’impatto di qualsiasi stimolo ambientale è relativo alla qualità dei processi interpretativi e delle risposte decisionali del soggetto1. L’equazione fondamentale che formalizza la probabilità di salute (Hp) di un individuo è espressa come:
All’interno di questo formalismo matematico indeterministico, ciascuna variabile assume una precisa connotazione clinica ed esistenziale1:

Hp=k( Iq x Cq)

  • Hp (Probabilità di Salute): Rappresenta la risultante dinamica della resilienza allostatica e della stabilità sistemica dell’organismo di fronte alle perturbazioni esterne e interne1.
  • K (Costante Kairologica): Descrive la costante antropologica che esprime l’intrinseca domanda di senso e trascendenza caratteristica della natura umana1. Tale costante acquisisce la sua massima espressione nell’adolescenza, intesa come il tempo propizio (Kairos) in cui le domande sul significato dell’essere diventano determinanti per la salute stessa1.
  • Iq (Qualità dell’Interpretazione): Misura l’efficacia del filtro simbolico, cognitivo ed emotivo applicato dal soggetto agli stimoli ambientali (comprese le sfide didattiche, le valutazioni scolastiche e le relazioni con docenti e pari)1.
  • Cq (Qualità delle Scelte o del Coping): Indica il livello di libertà e responsabilità con cui l’adolescente seleziona le proprie risposte comportamentali e i propri stili di vita biologici1.

La teoria permette di distinguere la probabilità di attivazione dei processi di resilienza allostatica (Hpa) da quelli che inducono vulnerabilità biologica e patogenesi (Hpp), a seconda che l’interpretazione e il coping siano orientati in senso costruttivo o disfunzionale4:

Hpa=k( Iqa x Cqa) vs Hpp =k( Iqp x Cqp)

Durante l’adolescenza, lo studente sperimenta l’emergenza di nuove strutture logiche, affettive e noetiche, transitando attraverso specifici stati ontologici descritti dall’antropologia kairologica1.
 
Lo Sviluppo Ontologico della Persona: Dal Concetto Scolastico alla Struttura Kairologica
La scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana, attraverso i contributi del Professor Brera   e Galante, evidenzia i limiti della definizione scolastica classica di persona. La formula di Boezio, “Persona est individua substantia rationalis naturae” (la persona è sostanza individuale di natura razionale), appare oggi insufficiente e potenzialmente rischiosa sotto il profilo pedagogico e bioetico.14 Se l’ontologia della persona viene vincolata esclusivamente all’esercizio effettivo delle sue funzioni razionali o cognitive, si rischia di negare la piena dignità umana a soggetti in cui tali funzioni non sono ancora sviluppate (come i feti o i neonati), sono compromesse (come nei pazienti affetti da autismo, schizofrenia o demenza) o sono in fase terminale.
La Kairologia propone un’antropologia in cui la dignità e l’essere persona costituiscono uno statuto ontologico intrinseco, indipendente dalle capacità prestazionali o razionali del soggetto. Lo sviluppo della natura umana viene così ripartito in tre stati ontologici fondamentali:
Il Primo Stato Ontologico: L’Essere Persona
Sussiste dal concepimento all’adolescenza È uno stato ontologico passivo, ricevuto come dono biologico ed esistenziale. In questa fase, la relazione con l’ambiente e con le figure genitoriali è governata dalla “comunicazione”. Sotto il profilo kairologico, la comunicazione si attesta a un livello puramente informativo e adattivo, finalizzato alla sopravvivenza e all’evoluzione biologica (si pensi al rapporto feto-madre o neonato-genitore) Sebbene gratificante e necessaria, la comunicazione non costituisce ancora una “relazione umana” autentica, poiché il bambino non possiede la consapevolezza cognitiva e affettiva necessaria per stabilire un rapporto paritario fondato sulla reciprocità dell’alterità10.
Il Secondo Stato Ontologico: La Possibilità di Essere una Persona Umana (Self-possible)
Si manifesta con l’avvento dell’adolescenza, definita come il tempo del kairos. L’adolescente acquisisce l’autocoscienza e la capacità di stabilire una polarità relazionale consapevole tra un “Io” e un “Tu”. Le facoltà superiori dell’intelligenza e della volontà si aprono alla ricerca di una libertà naturale che richiede una scelta responsabile tra le diverse possibilità di desideri, intenzioni e comportamenti. Questo passaggio genera un intenso “pathos ontologico”, una tensione drammatica tra le possibilità infinite percepite dal soggetto e i limiti oggettivi imposti dalla realtà. Il Self-possible solleva la questione del significato dell’esistenza, condensata nella domanda socratica “Ti esti?” (Che cos’è la verità? Cos’è l’amore? Cos’è la bellezza?), una domanda la cui risposta eccede le sole capacità della ragione umana.
Il Terzo Stato Ontologico: Lo Stato Ontologico Reale (Self-real)
Rappresenta la piena realizzazione del Self-possible attraverso l’adesione al Self-ideal. Il Self-ideal (Sé-ideale) non deve essere confuso con l’”ideale dell’Io” della psicoanalisi freudiana, il quale è un mero strumento di adattamento psicologico orientabile indifferentemente verso dinamiche di vita o di morte. Il Self-ideal è invece una costante naturale, un’attrazione innata inscritta nella natura umana verso la verità assoluta, l’amore disinteressato e la bellezza contemplativa. Il Self-real si compie quando l’adolescente, attraverso scelte libere, mature e conformi al bene oggettivo, ordina il proprio mondo interiore ed esterno, realizzando la propria dignità e libertà personale.

Dimensione Relazionale Comunicazione (Primo Stato) Relazione Umana (Secondo e Terzo Stato)
Finalità Principale Sopravvivenza, adattamento evolutivo, gratificazione immediata dell’intenzione10. Realizzazione della dignità, della libertà e della reciprocità affettiva7.
Livello di Consapevolezza Informativo, pre-riflessivo, centrato sui bisogni primari del soggetto10. Autocosciente, aperto alla polarità Io-Tu e alla trascendenza7.
Meccanismo di Chiusura Si esaurisce con il soddisfacimento del bisogno biologico o informativo10. Processo continuo, dinamico e aperto all’infinito del significato9.
Soggetti Coinvolti Comune a tutti gli esseri animati ed elementi energetici10. Esclusiva dell’essere umano capace di intenzionalità etica7.

Questa transizione evolutiva non è una mera successione cronologica (Chronos), ma un percorso di progressiva unificazione della personalità, schematizzato nella tabella sottostante1.

Stato Ontologico Dimensione Temporale ed Esistenziale Strutture Coinvolte Obiettivo Teleonomico Implicazione Scolastica
Essere Persona (Being a Person) Statico-strutturale, permanente dal concepimento alla morte naturale1. Dignità intrinseca, potenziale ontologico, unità corpo-mente-spirito1. Preservazione e riconoscimento incondizionato del valore intrinseco del giovane1. Rifiuto della riduzione dello studente a mero numero o performance valutativa1.
Il Sé Possibile (Self-possible) Dinamico-potenziale, si attiva con vigore durante l’adolescenza1. Intelligenza, volontà, tensione ideale, polarità relazionale Io-Tu1. Esplorazione delle possibilità esistenziali guidata dal Sé Ideale (Verità, Amore, Bellezza)1. Sostegno alla scoperta dei propri talenti e della propria vocazione personale1.
Il Sé Reale (Self-real) Storico-esistenziale, frutto delle scelte nel tempo propizio (Kairos)1. Scelte etiche concrete, stili di vita responsabili, coping orientato ai valori1. Traduzione delle potenzialità in comportamenti reali protettivi della salute1. Sviluppo della responsabilità individuale e della resilienza scolastica1.

Fisiopatologia dello stress scolastico: allostasi, entropia cerebrale e dinamiche PNEI

L’impatto biologico delle dinamiche scolastiche sull’adolescente trova una spiegazione scientifica nel passaggio dal concetto classico di omeostasi a quello di allostasi, formulato da Peter Sterling e Joseph Eyer1. Mentre l’omeostasi mira a mantenere i parametri biologici fissi attraverso risposte reattive, l’allostasi descrive un sistema di regolazione predittiva coordinato dal cervello, che adatta i parametri fisiologici anticipando le richieste ambientali future1. Quando lo studente affronta le sfide quotidiane della scuola in un clima di fiducia ed empatia, l’attivazione transitoria dei mediatori dello stress (asse HPA e sistema simpatico) si traduce in eustress, promuovendo la plasticità sinaptica, l’attenzione e la focalizzazione cognitiva senza costi biologici significativi1.
Al contrario, l’esposizione cronica a pressioni valutative esasperate, l’ansia da interrogazione costante, l’isolamento sociale o un clima didattico alienante generano un persistente sovraccarico allostatico (allostatic overload)1. In questo stato, il cervello valuta l’ambiente scolastico come una minaccia continua per l’integrità del Sé, innescando una secrezione prolungata del fattore di rilascio della corticotropina (CRF) e un’iperattivazione dell’amigdala1. L’ipercortisolemia cronica e la persistente stimolazione adrenergica provocano una downregulation dei recettori dei glucocorticoidi a livello ippocampale, determinando l’atrofia dendritica nelle aree deputate alla memoria consolidata e bloccando la sintesi del fattore neurotrofico cerebrale (BDNF)1. Questo fenomeno biologico, noto come spegnimento cognitivo, riduce drasticamente l’efficienza sinaptica e si associa a un incremento dell’entropia cerebrale, ovvero a uno stato di disordine informativo e sovraccarico energetico all’interno delle reti neurali1.
A livello molecolare, la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) descrive come questa attivazione allostatica disfunzionale si traduca in uno stato flogistico sistemico di basso grado1. Lo stress allostatico cronico induce una upregulation del fattore di trascrizione NF-kB, stimolando la sintesi di citochine pro-infiammatorie (come l’interleuchina 6, IL-6, e il fattore di necrosi tumorale alfa, TNF-α) e deprimendo la risposta immunitaria cellulo-mediata3. In aggiunta, studi condotti su adolescenti esposti a stress cronico indicano che elevati carichi allostatici correlano con un incremento della sintesi di epcidina, l’ormone regolatore del ferro sensibile agli stati infiammatori1. L’innalzamento dell’epcidina provoca un sequestro intracellulare del ferro e un’anemia funzionale, compromettendo l’ossigenazione cerebrale e aggravando l’astenia cognitiva dello studente1.
 

Parametro Fisiologico / Biomarcatore Stato sotto Carico Allostatico (Ambiente Performante e Alienante) Stato sotto Modulazione Protettiva (Apprendimento Centrato sulla Persona) Conseguenza Clinica e Cognitiva sullo Studente
Cortisolo Salivare Curva circadiana appiattita o iperproduzione cronica diurna1. Ritmo circadiano fisiologico conservato (picco mattutino, calo serale)3. Stabilizzazione del tono dell’umore, miglioramento della qualità del sonno e della concentrazione3.
Asse Oppioide-Surrenalico Iperattivato con persistente rilascio di catecolamine e cortisolo1. Inibito o attivato esclusivamente in modo acuto e transitorio1. Vasocostrizione periferica, ipertensione subclinica, immunosoppressione, ansia1.
Asse Cannabinoide-Pineale Inibito, con drastico calo della secrezione notturna di melatonina1. Attivato da relazioni empatiche e percezione di significato esistenziale1. Immunostimolazione, connettività prefrontale-limbica ottimale, effetto ansiolitico naturale1.
Epcidina Sierica Significativamente elevata a causa dell’attivazione flogistica (IL-6)1. Mantenuta entro i range di omeostasi metabolica basale1. Prevenzione dell’anemia funzionale e dell’astenia cognitiva da carenza di ferro biodisponibile1.
Proteina C-Reattiva (CRP) e IL-6 Elevate, espressione di neuroinfiammazione e infiammazione sistemica di basso grado1. Ridotte, a testimonianza di una bassa carica flogistica sistemica1. Protezione della plasticità sinaptica, riduzione del rischio di disturbi depressivi e somatizzazioni1.
Lunghezza dei Telomeri Accorciamento telomerico accelerato dovuto a stress ossidativo ed etico1. Preservazione dell’integrità telomerica e della stabilità genomica1. Prevenzione dell’invecchiamento cellulare precoce e rafforzamento della resilienza biologica1.

Epigenetica relazionale e riprogrammazione cellulare nell’ambiente educativo

La transizione dal distress biologico all’eustress trova una solida validazione scientifica nelle scoperte sull’epigenetica relazionale e morale, discipline che documentano come le interazioni affettive e i vissuti simbolici siano in grado di modificare la metilazione del DNA e la conformazione cromatinica, regolando l’espressione genica senza alterare la sequenza primaria del genoma2. Nel contesto scolastico, il clima della classe e la sintonizzazione empatica del docente agiscono come veri e propri modulatori epigenetici2. Relazioni positive fondate sulla fiducia riducono la trascrizione di geni pro-infiammatori e attivano pathway epigenetici associati alla resilienza psicofisiologica2.
Questo processo di modulazione biologica si ricollega alle ricerche di Piermario Biava riguardanti la riprogrammazione epigenetica cellulare attraverso i fattori di differenziazione delle cellule staminali embrionali3. Le scoperte di Biava dimostrano che l’organismo possiede codici regolatori epigenetici sensibili ai segnali microambientali e informativi esterni, in grado di riorientare il destino cellulare e contrastare i processi di degenerazione e invecchiamento3. All’interno del sistema integrato Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E), la qualità delle relazioni educative e familiari funge da segnale bio-informativo epigenetico, stabilizzando la telomerasi e mantenendo l’integrità dei telomeri, la cui lunghezza costituisce una misura quantitativa dell’impatto della qualità della vita sulla stabilità genomica del giovane3.
L’efficacia biologica di contesti educativi ecologici è emersa chiaramente anche dallo studio empirico condotto da Dettweiler e colleghi sulla regolazione allostatica nell’apprendimento all’aperto (outdoor schooling). L’analisi della variabilità della frequenza cardiaca (HRV), valutata mediante l’indice RMSSD (che riflette l’attività parasimpatica e il tono vagale), ha rivelato che lo svolgimento delle lezioni in ambienti naturali favorisce una sintonizzazione autonomica ottimale. Questa condizione, definita come “mobilitazione senza destabilizzazione”, permette un incremento dell’attenzione focalizzata associato a un’elevata variabilità cardiaca e a una drastica riduzione del cortisolo libero, confermando come la riconfigurazione dello spazio didattico e la qualità delle interazioni ambientali modulino direttamente la risposta PNEI dello studente15.

La Pedagogia Centrata sulla Persona e il Metodo Kairos

Il superamento del distress scolastico richiede una profonda critica ai modelli educativi basati esclusivamente sul condizionamento comportamentale e sulla pressione valutativa quantitativa, dinamiche che Giuseppe R. Brera definisce come “Skinnerizzazione” della scuola e della società1. Questo approccio riduzionista, mutuato dal comportamentismo di B.F. Skinner, tratta l’allievo come un organismo puramente reattivo da addestrare attraverso rinforzi esterni e punizioni, spegnendo il necessario conflitto interiore e riducendo l’adolescente alla condizione di “bruto” descritta da Dante Alighieri nel Canto XXVI dell’Inferno1. La vera nobiltà dell’essere umano risiede invece nella tensione teleonomica verso la virtù e la conoscenza (virtute e canoscenza), un’aspirazione che non può essere sottomessa a logiche di mercato o a performance standardizzate1.
La Pedagogia Centrata sulla Persona si propone di superare la Skinnerizzazione attraverso l’applicazione del “Programma Scuola-Salute” e del “Metodo Kairos”, concepiti per educare il desiderio profondo del giovane anziché reprimerlo o manipolarlo1. La traduzione operativa dei principi della Kairologia in ambito educativo si realizza attraverso il “Programma Kairos” (Kairos Method), ideato da Brera nel 1993 come modello di educazione alla salute e alla creatività per gli adolescenti, successivamente integrato nei curricula di formazione della scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana. Il metodo si distanzia dai programmi tradizionali di prevenzione sanitaria, spesso improntati a un moralismo igienista o a un mero approccio patocentrico. Il Programma Kairos postula che la prevenzione delle condotte a rischio e la promozione della salute si realizzino attraverso l’educazione dei desideri autentici dell’adolescente, aiutandolo a trascendere i bisogni effimeri e consumistici che ne frammentano la personalità.
Vito Galante ha integrato cinque criteri pedagogici fondamentali per l’educazione del desiderio (Parisi,2019)16 e lo sviluppo della resilienza nell’ ossatura applicativa del Programma Kairos all’interno delle scuole e delle istituzioni educative, ciascuno associato a precisi meccanismi d’azione kairologica e a risposte biologiche misurabili nell’adolescente1
 

Criterio Pedagogico Declinazione Operativa (Scuola e Famiglia) Meccanismo d’Azione Kairologico Risposta Neuro-Endocrina ed Epigenetica
1. L’esperienza di essere desiderato Accoglienza incondizionata dello studente nella sua interezza, indipendente dalle performance o dai risultati didattici1. Consolidamento della sicurezza ontologica primaria e dell’identità; apertura al dono di sé1. Stimolazione della via dell’ossitocina, attivazione dei circuiti dopaminergici del reward e riduzione del cortisolo basale1.
2. L’accettazione del limite Valorizzazione del limite (fisico, cognitivo, morale) come confine protettivo e stimolo per l’alleanza con l’altro1. Superamento dell’illusione di onnipotenza infantile; interiorizzazione del senso di responsabilità e del dovere1. Riduzione dello stress etico e della frustrazione cronica; stabilizzazione della reattività dell’asse HPA1.
3. Il passo indietro dell’educatore Pratica del disimpegno strategico (stepping back) per concedere autonomia decisionale all’adolescente1. Transizione dalla dipendenza infantile alla libertà etica e alla scelta responsabile (Self-possible)1. Facilitazione dei processi di mielinizzazione sinaptica e potenziamento della connettività prefrontale-limbica1.
4. La pedagogia del silenzio Programmazione di spazi di silenzio e disconnessione attiva dai dispositivi tecnologici durante l’orario scolastico1. Interruzione dell’iperstimolazione digitale; stimolazione dell’introspezione e della riflessione profonda1. Riduzione della stimolazione adrenergica e incremento significativo della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)1.
5. L’abbraccio della promessa Presentazione dell’offerta formativa scolastica come consegna di una promessa di felicità, verità e bellezza futura1. Risignificazione delle crisi e dei fallimenti temporanei come kairoi opportuni per edificare la resilienza1. Ottimizzazione della regolazione allostatica; attivazione di pathway epigenetici anti-infiammatori sistemici1.

La cooperazione sinergica tra scuola e famiglia si rivela imprescindibile per l’attivazione di questi criteri1. Il “genitore ottimale”, formato attraverso i laboratori di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori, funge da modello positivo e base sicura, supportando l’adolescente nella costruzione del proprio orientamento temporale e spaziale1. Questa interazione tra la natura biologica dell’allievo (la “farina”) e la guida relazionale dell’educatore (il “lievito”) permette lo sviluppo armonico della soggettività giovanile, prevenendo l’insorgenza di risposte allostatiche distruttive1.

Il Decalogo dell’Adolescentologo come codice operativo e biologico

La traduzione clinica della Medicina Centrata sulla Persona nell’interazione con il giovane paziente è governata dal “Decalogo dell’Adolescentologo”, formulato originariamente da Giuseppe R. Brera nel 1989 e successivamente implementato e validato nella prassi scientifica dal Prof. Vito Galante e dalla Prof.ssa Mariangela Porta1. Questo strumento metodologico e deontologico impone al medico e al pedagogista una vera e propria inversione clinica, richiedendo di indagare in primo luogo le risorse di salute, i talenti e i fattori protettivi dell’adolescente prima di procedere alla valutazione nosografica delle sue patologie o disfunzioni3. Il Decalogo riconosce che l’adolescente esprime, attraverso la vulnerabilità del proprio corpo (cefalee tensive, disturbi alimentari, somatizzazioni), una profonda richiesta di essere ascoltato e creduto da figure di riferimento autorevoli1.
 

Principio del Decalogo Rilevanza Clinica e Relazionale Meccanismo Fisiopatologico Sottostante Modulazione PNEI e Allostatica
1) Saper ascoltare Esclude le pressioni ideologiche del medico e dei genitori, accogliendo il non-detto, il linguaggio analogico e il vissuto noetico1. Sospensione fenomenologica dell’ansia diagnostica immediata (Clinical Epoché)3. Riduzione dell’iperattività dell’amigdala e della secrezione di CRF indotta dallo stato di minaccia esistenziale1.
2) Essere accettante, comprensivo e autorevole Fornisce all’adolescente un limite sicuro contro cui confrontarsi per proiettare il proprio “Io ideale”3. Stabilità epistemologica e morale del clinico come punto d’appoggio relazionale stazionario3. Riduzione del carico allostatico mediata dalla sintonizzazione intersoggettiva e dalla sicurezza percepita1.
3) Saper aspettare con pazienza Rispetta i movimenti di crescita dell’adolescente senza imporre il contatto terapeutico in modo intrusivo3. Tolleranza della stasi clinica e del silenzio come spazio necessario per l’elaborazione interna3. Prevenzione delle risposte allostatiche difensive e delle resistenze somatiche indotte da forzature esterne1.
4) Non farsi manipolare né sostituirsi nelle scelte Rifiuta qualsiasi manipolazione affettiva del giovane, responsabilizzandolo nelle decisioni non strettamente mediche3. Definizione rigorosa dei limiti professionali del setting clinico centrato sulla persona3. Mielinizzazione delle aree prefrontali coinvolte nei processi di decision-making autonomo1.
5) Lasciare spazio alla domanda di senso Accoglie la domanda di verità, amore e bellezza dell’adolescente senza scivolare nel moralismo dogmatico3. Integrazione maieutica della dimensione spirituale all’interno del percorso di salute3. Attivazione dell’asse cannabinoide-pineale, stimolazione della sintesi di melatonina e indoli protettivi1.
6) Gestire le richieste affettive (transfert) Riconosce il bisogno affettivo dell’adolescente senza diventarne attore o instaurare dipendenze disfunzionali3. Interpretazione e delimitazione cosciente delle proiezioni emotive del paziente sul clinico3. Stabilizzazione del tono vagale e regolazione della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)3.
7) Integrare i genitori rispettando la privacy Crea spazi di ascolto confidenziali per il giovane guidando al contempo la famiglia attraverso la genitorialità creativa3. Gestione dell’alleanza terapeutica triangolare senza alimentare il conflitto generazionale3. Riduzione dello stress allostatico intrafamiliare, miglioramento del supporto sociale percepito dallo studente1.
8) Strutturare la relazione con regole chiare Stabilisce un setting relazionale invalicabile (patti chiari, amicizia lunga) a tutela del percorso di cura3. Contenimento del senso di onnipotenza narcisistica e della svalutazione del lavoro medico3. Disattivazione dei circuiti dell’ansia legati all’incertezza relazionale e al disorientamento spaziale1.
9) Saper tollerare le frustrazioni Consente al clinico di non reagire in modo punitivo di fronte a provocazioni o drop-out terapeutici dell’adolescente3. Maturità professionale che interpreta l’opposizione come dato semeiologico del travaglio identitario3. Ottimizzazione dell’allineamento cuore-cervello dell’operatore, che trasmette contenimento emotivo8.
10) Rimanere aggiornati multidisciplinarmente Impone lo studio continuo dei fenomeni evolutivi complessi e dei correlati biologici dello stress giovanile3. Comprensione di quadri clinici emergenti come la dipendenza digitale e la “Sindrome di Mercurio”3. Raccordo costante tra i progressi della biologia molecolare, dell’epigenetica e della clinica della persona3.

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona e l’efficacia della Diacrisi

L’operazionalizzazione clinica del paradigma della PCM avviene attraverso il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM), una procedura strutturata che trasforma l’incontro clinico in un evento kairologico intersoggettivo1. Il fulcro metodologico del PCCM risiede nella “Diacrisi” (discernimento), termine scelto appositamente per distinguersi dalla diagnosi tradizionale, spesso ridotta a un mero etichettamento nosografico3. La Diacrisi si articola in sette fasi procedurali rigorose, guidate dalla “Clinical Epoché” (la sospensione fenomenologica delle categorizzazioni predeterminate per accogliere l’unicità del paziente)3:

  1. Generazione del Campo Antropico (ACH): Il medico instaura attivamente un’atmosfera clinica fondata su Acceptance, Comprehension, Help (Accettazione, Comprensione, Aiuto), gettando le basi della relazione maieutica3.
  2. Valutazione Empatica: Diagnosi dinamica dei canali di comunicazione analogica ed empatica per connettersi con il dolore emotivo dell’adolescente3.
  3. Inizio Interlocutorio: Spazio dedicato alla narrazione libera del problema esistenziale del giovane prima della descrizione tecnica del sintomo fisico3.
  4. Clinical Epoché: Sospensione cosciente dei giudizi nosografici per rispettare il mistero e la dignità intrinseca della persona del paziente3.
  5. Tempo Interlocutorio-Anamnestico (“Dare corpo alla parola”): Esplorazione approfondita della storia esistenziale, della qualità della vita, dei simbolismi affettivi e spirituali e delle abitudini psicofisiologiche3.
  6. Esame Fisico (“Dare parola al corpo”): Esame obiettivo integrato, in cui i segni biologici vengono interpretati anche come messaggi simbolici espressi dall’organismo del giovane3.
  7. Diagnosi della Persona (e calcolo del Cross-ratio): Sintesi tridimensionale che incrocia le risorse (strengths) e i problemi (weaknesses) del soggetto nelle tre dimensioni (corpo, mente, spirito), valutando quantitativamente il rapporto tra resilienza allostatica e fattori di rischio biologico-ambientali1.

L’efficacia e la sostenibilità del PCCM sono state rigorosamente documentate attraverso studi clinici pilota condotti su ampi campioni di adolescenti1. La tabella seguente sintetizza i risultati quantitativi raccolti sull’applicazione del metodo nei servizi di medicina generale, pediatria e specialistica dell’adolescenza1.

Indicatore di Efficacia Clinica e Organizzativa Riscontro Favorevole (%) Implicazione Clinica per lo Studente Adolescente Impatto sul Sistema Sanitario Pubblico
Comprensione globale dei problemi del paziente 95%1 Diagnosi accurata delle cause profonde del distress e superamento della somatizzazione ansiosa1. Riduzione drastica del nomadismo medico e delle consultazioni ripetute1.
Miglioramento della qualità di vita e della salute generale 75%1 Attivazione delle risorse biologiche di resilienza (asse pineale) e ripristino dell’equilibrio allostatico1. Riduzione della necessità di interventi terapeutici invasivi o cronici1.
Riduzione di esami diagnostici e prescrizioni inutili 70%1 Protezione dell’adolescente dalla medicalizzazione inappropriata e dall’ansia iatrogena1. Enorme risparmio di risorse economiche per il sistema sanitario1.
Riduzione dei ricoveri ospedalieri superflui 55%1 Prevenzione dello stress da ospedalizzazione e tutela della continuità scolastica e relazionale del giovane1. Riduzione del sovraffollamento nei reparti d’emergenza e di pediatria clinica1.
Efficacia dichiarata dai Pediatri di Libera Scelta 85%1 Intercettazione precoce delle disfunzioni allostatiche durante la transizione evolutiva all’adolescenza1. Consolidamento delle attività di prevenzione primaria sul territorio1.
Efficacia dichiarata dai Medici di Medicina Generale 100%1 Totale applicabilità del metodo nel contesto delle cure primarie e della medicina di famiglia1. Svolta epistemologica nella gestione clinica della medicina territoriale1.

I dati presentati confermano che il PCCM non rappresenta un semplice correttivo umanistico alla pratica medica, bensì una metodologia scientifica superiore in grado di massimizzare la precisione diagnostica e l’efficacia terapeutica attraverso la valorizzazione della soggettività del paziente3.

Prospettive per una riforma della sanità territoriale e conclusioni operative

Le evidenze scientifiche prodotte dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana e coordinate dalle ricerche del Prof. Vito Galante dimostrano l’esistenza di un legame indissolubile tra l’apprendimento scolastico e la salute dell’adolescente, un nodo sistemico governato dalla transduzione biologica dei significati esistenziali1. La vulnerabilità biologica o, al contrario, la resilienza allostatica del giovane sono direttamente modellate dalla qualità delle relazioni interpersonali vissute a scuola e in famiglia1.
Questa consapevolezza scientifica impone una critica costruttiva alle attuali politiche sanitarie, in particolare alle riforme della sanità territoriale basate sul Decreto-Legge Schillaci e sui finanziamenti del PNRR per le Case di Comunità3. Tali riforme rischiano di condannare gli adolescenti a una invisibilità clinica e psicologica strutturale1. Senza la creazione di spazi assistenziali differenziati, autonomi e protetti dedicati specificamente all’età evolutiva — superando l’abitudine obsoleta di collocare l’adolescente nei reparti pediatrici o in quelli per adulti — le nuove strutture territoriali rischiano di configurarsi come impersonali poliambulatori prestazionali, incapaci di intercettare il grido d’aiuto espresso attraverso il linguaggio analogico del corpo del giovane1.
Per salvaguardare lo sviluppo delle future generazioni, è indispensabile attuare una riforma strutturale integrata che connetta la medicina scolastica, la pedagogia relazionale e la clinica territoriale secondo tre direttrici essenziali1:

  • Integrazione del Programma Kairos nei Piani Triennali dell’Offerta Formativa (PTOF): Le istituzioni scolastiche secondarie devono adottare il Metodo Kairos come modello strutturato per la promozione della salute, superando le campagne di prevenzione standardizzate a favore di una didattica incentrata sulla valorizzazione del desiderio e sulla riduzione dell’entropia cerebrale1.
  • Formazione obbligatoria dei docenti in Epigenetica Relazionale: Istituire percorsi formativi per il personale docente finalizzati a comprendere l’impatto dei sistemi comunicativi scolastici sulla biologia dello studente, promuovendo valutazioni che non agiscano come minacce per il Sé e favorendo climi di classe cooperativi ed empatici1.
  • Diffusione capillare dei laboratori di Genitorialità Creativa: Sostenere le famiglie attraverso percorsi formativi basati sul modello dell’Accademia Genitori, offrendo ai coniugi gli strumenti per edificare un ambiente domestico sereno e ricco d’amore, in grado di agire come potente attivatore epigenetico di resilienza allostatica nell’adolescente1.

Solo attraverso questa alleanza maieutica tra una medicina della persona e una scuola della verità sarà possibile tutelare la dignità trascendente dell’adolescente, consentendogli di compiere liberamente le migliori scelte per diventare la migliore persona umana possibile1.

Bibliografia

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  9. Galante V. Educare al desiderio [Internet]. Castellaneta: Diocesi di Castellaneta; 2021 Mar 19 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: http://www.diocesicastellaneta.net/wp-content/uploads/sites/2/2021/03/19/educare-al-desiderio.pdf
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  11. Galante V. L’applicazione della Kairologia del Prof. Brera nell’educazione cattolica: un’analisi ontologica, epigenetica e pedagogica dello sviluppo umano [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026 Jun 27 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/27/lapplicazione-della-kairologia-del-prof-brera-nelleducazione-cattolica-unanalisi-ontologica-epigenetica-e-pedagogica-dello-sviluppo-umano/
  12. Galante V. Epigenetica relazionale e morale: la rivoluzione del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano [Internet]. ResearchGate; 2026 Jul [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/408491470_Epigenetica_Relazionale_e_Morale_La_Rivoluzione_del_Paradigma_della_Medicina_Centrata_sulla_Persona_della_Scuola_Medica_di_Milano
  13. Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona [Archivio notizie su Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/medicina-centrata-sulla-persona/
  1. Brera GR, Galante V. Dalla comunicazione alla relazione umana. La Kairologia e lo sviluppo ontologico della persona: dal poter essere alla realtà dell’essere una persona umana. Adolescentologia. Giornale Italiano di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. 2018; V-VI (4-1):4-30
  2. ResearchGate. Modeling Physiological and Behavioral Signatures of Allostatic Stress Regulation: Preliminary Evidence from Outdoor Schooling for Adolescents at Risk. ResearchGate. 2024. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/400670414_Modeling_Physiological_and_Behavioral_Signatures_of_Allostatic_Stress_Regulation_Preliminary_Evidence_from_Outdoor_Schooling_for_Adolescents_at_Risk
  3. N. Parisi, Educati al “desiderio “partendo dalla Bibbia, Alpha Omega, XXII, n.2, 2019-pp.349-359.

 
a Articolo che sviluppa la relazione tenuta il 10 Settembre 2026 in occasione della II° Videoconferenza nazionale per le scuole introduttiva a Youth Science Italy 2026- I° Settimana Italiana di Educazione alla ricerca scientifica
b Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana
Direttore del Comitato Sanitario Nazionale
Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)
Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea
Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano
Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori
Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it
 
 
 


Bioetica Esistenziale e Fenomenologia del Kairos: La Vita di Madre Teresa di Calcutta alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona

Bioetica Esistenziale e Fenomenologia del Kairos: La Vita di Madre Teresa di Calcutta alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona[1]

Vito Galante[2]

Abstract

This research report provides an epistemological and bioethical analysis of the life and spiritual trajectory of Mother Teresa of Calcutta (Anjezë Gonxhe Bojaxhiu) through the theoretical framework of Kairology (Kairologia) and Person-Centered Medicine (Medicina Centrata sulla Persona), formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University. By synthesizing historical-biographical data, private correspondence, and person-centered medical epistemology, this study demonstrates how Mother Teresa’s existential turning points—most notably her 1942 private vow, her 1946 “call within the call,” and her decades-long “dark night of the soul”—represent paradigmatic operationalizations of kairological teleonomy. Rather than viewing her prolonged spiritual dryness as a psychological crisis or faith deficit, kairological hermeneutics interprets it as an intense state of ontological pathos, wherein the absence of affective divine consolation is transformed through high-level existential coping into empathetic identification with the abandoned. Furthermore, her clinical and humanitarian work at Nirmal Hriday exemplifies the rejection of biomolecular reductionism and the “culture of waste,” embodying the person-centered principle that human life possesses irreducible divine value across its biological, psychological, and spiritual dimensions from conception to natural death.

Keywords

Kairology, Giuseppe R. Brera, Mother Teresa of Calcutta, Person-Centered Medicine, Teleonomy, Dark Night of the Soul, Existential Coping, Relational Epigenetics.

Introduzione e Inquadramento Epistemologico

La scienza medica contemporanea sta vivendo una trasformazione epistemologica e clinica di portata storica, caratterizzata dal progressivo superamento del riduzionismo bio-molecolare e dall’affermazione del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (Person-Centered Medicine, PCM)1. Formulato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera ed elaborato scientificamente presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, questo paradigma riconsidera la natura della scienza medica a partire dal valore irriducibile della persona umana, intesa nella sua globalità psicobiologica e spirituale dal concepimento alla morte naturale1. La Medicina Centrata sulla Persona fonda le proprie basi sull’integrazione tra i risultati empirici delle scienze di base—quali la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), la neurobiologia e l’epigenetica relazionale—e le acquisizioni fondamentali dell’antropo-analisi e della fenomenologia1.
Al centro di questo riorientamento teorico risiede la Kairologia (Kairologia), concepita da Brera nel 1993 come un’ermeneutica unificante della natura umana4. Nata originariamente dallo studio clinico e fenomenologico del pensiero simbolico dell’adolescente, la Kairologia interpreta l’essere umano come un soggetto intrinsecamente teleonomico, ossia guidato da una tendenza naturale, consapevole o inconsapevole, a realizzare la propria esistenza orientandosi verso tre vettori fondamentali: Verità, Amore e Bellezza1. La salute cessando di essere definita semplicemente come assenza oggettiva di malattia o mero equilibrio omeostatico, viene integrata nel concetto di adattamento creativo e sviluppo delle risorse soggettive, attraverso cui il singolo affronta i fattori di rischio e risponde alla domanda interiore di senso1.
L’applicazione dell’ermeneutica kairologica breriana alla biografia spirituale e all’opera assistenziale di Madre Teresa di Calcutta (1910–1997) offre un terreno di indagine di straordinaria profondità scientifica ed etica2. La rivelazione delle sue lettere private nel volume Come Be My Light ha documentato una condizione esistenziale segnata da oltre cinquant’anni di “oscurità interiore” e dolorosa aridità spirituale9. L’analisi di questo vissuto attraverso i principi della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona consente di trascendere sia le descrizioni puramente agiografiche sia le riduzioni psichiatriche o scettiche, restituendo l’immagine di un’esistenza in cui la gestione del pathos ontologico si è trasdotta in un’efficacia clinica ed assistenziale rivoluzionaria1.

La Struttura Antropologica e Psiconeurobiologica della Kairologia

Per comprendere la traiettoria esistenziale di Madre Teresa alla luce del pensiero breriano, è necessario precisare l’architettura concettuale della Kairologia e la sua articolazione nelle scienze umane e mediche1.
La dimensione fondamentale del paradigma kairologico risiede nella distinzione tra Chronos e Kairos1. Se il Chronos rappresenta la successione quantitativa e lineare del tempo misurabile, il Kairos costituisce il tempo opportuno, l’istante qualitativo ed esistenziale in cui la persona viene interpellata da una possibilità di scelta e da una domanda di significato1. Nel Kairos, il soggetto si trova immerso in una polarità relazionale consapevole tra l’Io e il Tu, chiamata a tradursi in una decisione etica e responsabile1. La sofferenza e la gioia non sono eventi casuali della biologia, ma momenti kairologici attraverso i quali la persona è messa nelle condizioni di scoprire e realizzare la propria natura ontologica1.
La Kairologia concepisce la persona come un’unità indissolubile ed interattiva di tre dimensioni dotate del medesimo valore epistemologico1:

  • Corpo: l’insieme strutturato e dinamico dei fenomeni biologici e fisiologici1.
  • Mente: il sistema dei processi simbolici, percettivi, affettivi e comportamentali1.
  • Spirito: l’apertura alla trascendenza e la naturale “domanda di significato” (meaning inquiry) dell’essere umano1.

Tali mondi non sussistono come compartimenti stagni, ma interagiscono in modo bidirezionale e teleonomico1. Nel quadro epistemologico sviluppato presso l’Università Ambrosiana, la definizione classica boeziana della persona (persona est rationalis naturae individua substantia”) rivela evidenti limiti sia pedagogici sia bioetici4. Se il valore della persona venisse ancorato esclusivamente all’esercizio attuale delle sue capacità razionali o cognitive, si rischierebbe di escludere dalla piena dignità umana i soggetti fragili, gli adolescenti in fase di maturazione, gli ammalati terminali o gli individui in stato di grave compromissione neurologica2. La Kairologia e la Medicina Centrata sulla Persona sostengono invece che la dignità del soggetto ha una matrice trascendente ed inviolabile dal concepimento alla morte naturale, irriducibile a qualsiasi utilità economica, ideologia o dogma riduzionista1.
Dal punto di vista della fisiologia clinica e della PNEI, la Kairologia trova fondamento scientifico nella teoria della relatività indeterminata delle reazioni biologiche alla qualità del coping1. Formulata da Brera, questa teoria dimostra che la risposta dell’organismo agli eventi di vita non è determinata in modo rigido dallo stimolo esterno, ma dipende dalla qualità delle risorse di adattamento (coping) e dall’interpretazione soggettiva dell’esperienza1. L’epigenetica relazionale e morale documenta come gli stati affettivi, le relazioni interpersonali e le scelte etiche modulino l’espressione genica, l’assetto neurobiologico e il carico allostatico, fornendo la prova molecolare dell’interazione continua tra mente, corpo e spirito2.

Ermeneutica Kairologica dei Momenti di Svolta nella Vita di Madre Teresa

La vita di Anjezë Gonxhe Bojaxhiu si è articolata attraverso una serie di snodi kairologici che ne hanno definito l’orientamento teleonomico e l’impatto storico-sanitario1.
Il primo Kairos decisivo si colloca nel 1942 quando, mentre era religiosa professa nelle Suore di Loreto a Calcutta, pronunciò un voto privato segreto con il quale si impegnava in modo vincolante a non rifiutare mai nulla a Dio, scegliendo di dare sempre la risposta di massimo amore a ogni richiesta interiore9. Sotto l’aspetto kairologico, questo voto rappresenta la strutturazione primaria di un’alleanza ontologica1. Tale atto ha impresso una direzione teleonomica incrollabile alla sua vita affettiva ed intellettuale, preparando l’organismo e la psiche a sostenere il peso di prove future di eccezionale gravità1.
Il secondo e più celebre momento kairologico avvenne il 10 settembre 1946 durante un viaggio in treno verso Darjeeling, evento noto nella storiografia spirituale come la “chiamata nella chiamata” (the call within the call)9. In quell’occasione, Madre Teresa avvertì l’imperativo interiore di abbandonare la quiete del convento di Loreto per immergersi nelle macerie umane degli slums di Calcutta, mettendosi al servizio dei più poveri tra i poveri9. Le espressioni simboliche che accompagnarono questo momento—Come, be My light (“Vieni, sii la mia luce”) e il grido di Cristo sulla croce I Thirst (“Ho sete”) —costituiscono il codice semantico del suo nuovo orientamento di vita9. In termini kairologici, questo evento segna il passaggio dal tempo cronologico a una dimensione in cui la domanda di significato dello spirito riorganizza istantaneamente la mente e l’agire biologico del soggetto1.
Il terzo Kairos si concretizzò tra il 1948 e il 1950 con l’uscita dall’ordine di Loreto, l’adozione del sari bianco bordato di blu e la fondazione delle Missionarie della Carità9. L’apertura nel 1952 della casa per moribondi Nirmal Hriday a Kalighat rappresenta l’estrinsecazione clinica e comunitaria della sua visione: raccogliere gli abbandonati dalle strade per offrire loro cure mediche essenziali, igiene, sollievo dal dolore e, soprattutto, uno sguardo umano capace di restituire la consapevolezza della dignità personale negli ultimi istanti di vita2.
La tabella seguente riassume la corrispondenza tra gli eventi della biografia cronologica di Madre Teresa e le relative categorie kairologiche e teleonomiche definite dal paradigma breriano.
 

Evento Cronologico (Chronos) Momento Kairologico (Kairos) Dimensione Antropologica Prevalente Vettore Teleonomico e Meccanismo Psiconeurobiologico
1928–1941: Ingresso nelle Suore di Loreto e insegnamento a Calcutta10. Formazione dell’Io religioso e strutturazione delle risorse affettive1. Mente / Spirito1 Ricerca della Verità e orientamento ideale alla vocazione di servizio1.
1942: Voto segreto di non negare nulla a Dio9. Alleanza esistenziale e impegno ontologico incondizionato1. Spirito1 Adesione totale al Bene; pre-condizionamento etico di alto livello resiliente1.
10 Settembre 1946: Viaggio verso Darjeeling (“Chiamata nella Chiamata”)9. Rivelazione dell’urgenza missionaria (Come be My light / I Thirst)9. Spirito / Mente1 Attuazione dell’Amore in risposta alla sofferenza; ristrutturazione cognitiva e simbolica1.
1948–1950: Fondazione delle Missionarie della Carità e avvio di Nirmal Hriday2. Operazionalizzazione del modello assistenziale nei bassifondi2. Corpo / Mente / Spirito1 Riconoscimento valore assoluto della persona; neutralizzazione attiva fattori di rischio1.
1948–1997: Decenni di “Notte Oscura dello Spirito”9. Prolungato Pathos Ontologico e prova dell’aridità affettiva1. Spirito / Corpo (Carico Allostatico)1 Coping esistenziale supremo; trasduzione dell’assenza in empatia clinica e vicinanza1.

La “Notte Oscura dello Spirito”: Pathos Ontologico e Coping Esistenziale

La pubblicazione delle lettere personali indirizzate da Madre Teresa ai suoi direttori spirituali ha portato alla luce un vissuto interiore di permanente desolazione, durato quasi ininterrottamente dal 1948 fino alla sua morte9. La narrazione epistolare rivela una totale assenza di consolazione sensibile, accompagnata dall’impressione di essere rifiutata e dimenticata da Dio: “C’è così tanta oscurità nella mia anima… la fede non c’è, il vuoto e l’oscurità sono così grandi che non vedo nulla”13.
Il riduzionismo interpretativo ha tentato di catalogare questa condizione attraverso categorie inadeguate, liquidandola come una forma di depressione endogena cronica, un burnout da stress allostatico o, sul versante scettico, come la dimostrazione di una strisciante crisi di fede o ipocrisia13. Tali letture appaiono epistemologicamente fallaci poiché scompongono il dato psicologico isolandolo dal comportamento globale e dall’efficacia clinica ed esistenziale della persona1. Nonostante l’oscurità interiore, Madre Teresa ha dimostrato una straordinaria capacità organizzativa, un sorriso radioso costante nella relazione interpersonale e una fermezza decisionale priva di tentennamenti per oltre cinquant’anni11.
L’ermeneutica kairologica breriana consente di interpretare questa “notte oscura” come la forma più elevata di Pathos Ontologico1. Il pathos rappresenta la tensione drammatica che nasce dal contrasto tra i limiti dell’esistenza terrena e le possibilità aperte dalla libertà responsabile del soggetto1. In Madre Teresa, l’assenza di consolazione sensibile non ha prodotto la paralisi o il nichilismo, ma è stata convertita, mediante un coping esistenziale di livello superiore, in uno strumento di identificazione empatica con gli ultimi1.
La mancanza della percezione sensibile di Dio ha permesso a Madre Teresa di sperimentare nello spirito esattamente lo stesso vuoto, abbandono e solitudine che i malati moribondi ed emarginati di Calcutta vivevano nel corpo e nella mente1. La religiosa ha così compreso che la sua missione non consisteva soltanto nel portare aiuto materiale, ma nel condividere fino in fondo l’oscurità dei dimenticati9. Ella scrisse: “Se mai diventerò una santa, sarò sicuramente una santa dell’oscurità. Sarò continuamente assente dal Cielo per accendere la luce di coloro che sono nell’oscurità sulla terra”10.
Dal punto di vista della Medicina Centrata sulla Persona e delle neuroscienze interazioniste, l’esperienza di Madre Teresa attesta l’efficacia protettiva delle risorse di significato1. Nonostante l’esposizione a carichi allostatici ambientali e infettivi devastanti, la tenuta psicofisica della religiosa è stata garantita dalla qualità del suo coping, fondato su una risposta etica incondizionata alla domanda di senso1. Il significato attribuito alla sofferenza ha modulato la reattività biologica dell’organismo, prevenendo la dissoluzione della salute e dimostrando che lo spirito ha un’influenza causale diretta sulle dimensioni biologiche e psicologiche1.

La Prassi Assistenziale a Kalighat e l’Ermeneutica della Persona nella Scienza Medica

L’impatto dell’opera di Madre Teresa sul pensiero medico moderno risiede nella sua radicale opposizione alla “cultura dello scarto”, denunciata da Giuseppe R. Brera come una conseguenza dell’utilitarismo scientista che riduce l’uomo a bene sacrificabile o strumentale1.
Nella struttura sanitaria tecnocratica contemporanea, il malato incurabile o terminale viene frequentemente percepito come un fallimento terapeutico o un peso economico1. A Kalighat, la prassi di Madre Teresa ha capovolto questa impostazione, realizzando un modello assistenziale centrato sulla persona che anticipa l’applicazione clinica del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (Person-Centered Clinical Method, PCCM)8. L’atto di toccare il corpo del lebbroso, di detergere le ferite dei moribondi abbandonati e di assicurare loro un ambiente di calore affettivo risponde alla necessità di curare la globalità del soggetto, riconoscendo che anche laddove la guarigione biologica (curing) non sia più possibile, la presa in carico della persona (caring) rimane un dovere etico ed epistemologico primario1.
Nella visione insegnata presso l’Università Ambrosiana, il curante non si comporta come un mero esecutore di protocolli tecnici, ma agisce quale guida maieutica2. Analogamente al ruolo svolto da Virgilio o Beatrice nel viaggio dantesco, il medico o l’operatore sanitario ha il compito di accompagnare la persona attraverso il “mare dell’incertezza” e della sofferenza, impedendo che essa soccomba alla disperazione2. Madre Teresa ha esercitato esattamente questa funzione maieutica: ponendosi di fronte al moribondo come un “Io” accogliente di fronte a un “Tu” sofferente. Le Missionarie della Carità permettono al malato di riappropriarsi della propria dignità ed ontologia, consentendogli di concludere l’esistenza terrena riconciliato con sé e con il mondo1.
Per evidenziare la portata di questo cambiamento paradigmatico, la tabella sottostante contrappone le premesse e le ricadute operative del riduzionismo bio-medico con il modello della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe R. Brera e la prassi assistenziale di Madre Teresa.
 

Dimensione di Analisi Riduzionismo Meccanicista Bio-Medico Modello della Medicina Centrata sulla Persona (Brera) Prassi Assistenziale di Madre Teresa a Kalighat
Epistemologia di Fondo Riduzionista, determinista, bio-molecolare1. Interazionista, teleonomica, fenomenologica1. Personalista, evangelica, orientata al servizio relazionale1.
Concetto di Persona Organismo biologico regolato da meccanismi biochimici e genetici1. Sintesi teleonomica tridimensionale di Corpo, Mente e Spirito1. Immagine viva di Dio; valore divino irriducibile ed inviolabile1.
Definizione di Salute Assenza oggettiva di lesioni d’organo o patologia biologica1. Costruzione dinamica di fattori protettivi e adattamento creativo1. Percezione interiore di dignità, sintesi armonica e accoglienza affettiva2.
Significato della Sofferenza Anomalia o danno funzionale da eliminare o sopprimere tecnicamente1. Kairos ed opportunità ontologica per la scoperta del senso della vita1. Partecipazione al pathos della croce ed opportunità di coping supremo11.
Ruolo del Curante Tecnico specializzato riparatore di processi patologici1. Guida maieutica che supporta il paziente nell’incertezza2. Presenza empatica e servitrice, orientata alla cura integrale2.
Approccio al Moribondo Fallimento della tecnologia medica o scarto biologico ed economico2. Transizione esistenziale sacra da accompagnare con dignità1. Restituzione dell’Amore assoluto: morire sentendosi unici ed amati2.

Conclusioni Epistemologiche e Implicazioni Cliniche

L’esame della traiettoria di Madre Teresa di Calcutta alla luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona del Professor Giuseppe Rodolfo Brera conduce a una serie di acquisizioni teoriche, bioetiche e cliniche di fondamentale rilevanza per la scienza medica contemporanea1:

  1. La Struttura Teleonomica dello Spirito e la Salute: La vita di Madre Teresa dimostra che la dimensione spirituale della persona non costituisce un semplice sovrastruttura psicologica, ma rappresenta il motore teleonomico centrale che orienta e sostiene la mente e il corpo1. La capacità di rispondere alla domanda di significato permette al soggetto di sviluppare fattori di protezione primari capaci di neutralizzare gli effetti deprimenti del carico allostatico e delle avversità ambientali1.
  2. La Trasduzione del Pathos Ontologico tramite il Coping Esistenziale: La fenomenologia della “notte oscura dello spirito” svela come l’assenza di consolazioni emotive possa essere gestita mediante un coping etico e relazionale di altissimo livello1. Trasformando la propria desolazione interiore in uno strumento di comprensione empatica della sofferenza altrui, Madre Teresa ha dimostrato che il dolore personale può diventare il Kairos per una donazione di sé clinicamente ed umanamente feconda1.
  3. Il Riorientamento Umanistico e Clinico della Formazione Medica: L’opera assistenziale svolta a Kalighat conferma la fondatezza del Manifesto della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana1. La scienza medica moderna è chiamata a superare la frammentazione iperspecialistica e la cultura dello scarto, riappropriandosi della maieutica relazionale1. La cura della persona richiede la capacità di accostarsi al paziente integrando le evidenze biomolecolari con l’ascolto della sua esperienza soggettiva, della sua storia e della sua domanda di significato trascendente dal concepimento alla morte naturale1.

 

Bibliografia

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2.Galante V. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea. Comitato Sanitario Nazionale. 21 luglio 2026 [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/21/la-medicina-centrata-sulla-persona-e-lepopea-della-conoscenza-lintegrazione-tra-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-e-la-visione-dantesca-nella-scienza-medica-contemporanea/
3.Medicina centrata sulla persona. Università Ambrosiana News [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/medicina-centrata-sulla-persona/
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5.Università Ambrosiana. Corso di perfezionamento in kairologia: presentazione e obiettivi [PDF online]. Milano: Università Ambrosiana [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: http://www.unambro.it/html/pdf/Kay_Presentazione_obiettivi.pdf
6.Centro Studi Kairologici. Milano: Università Ambrosiana [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html
7.Università Ambrosiana. Sugli adolescenti, l’adolescentologia e la medicina: domande e risposte [PDF online]. Milano: Università Ambrosiana [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/domandeerisposteadolescentologia.pdf
8.I° Webinar Nazionale di Medicina Centrata sulla Persona con il Prof. Giuseppe R. Brera. Università Ambrosiana News. 20 marzo 2026 [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/2026/03/20/webinar-nazionale-di-medicina-centrata-sulla-persona/
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11.Boerman G. Review of Mother Teresa’s Come Be My Light. The Cresset [online]. 2008 [citato il 4 settembre 2026];71(5). Disponibile su: http://thecresset.org/2008/Trinity2008/Boerman_T2008.html
12.Indiana University Libraries Catalog (IUCAT). Mother Teresa: come be my light: the private writings of the “Saint of Calcutta” [scheda catalografica online]. Kokomo (IN): Indiana University [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://iucat.iu.edu/iuk/7298794
13.Kolodiejchuk B. A reading of Mother Teresa Come Be My Light. San Francisco: Scribd [documento online; citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.scribd.com/document/178380957/A-READING-OF-MOTHER-TERESA-COME-BE-MY-LIGHT-BY-BRIAN-KOLODIEJCHUK
14.Person Centered Clinical Method [Archivio articoli online]. Comitato Sanitario Nazionale [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/person-centered-clinical-method/
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16.Tag: Giuseppe R-Brera. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [online; citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/giuseppe-r-brera/
17Brera GR. Informazioni sull’attività scientifica ed istituzionale del prof. Giuseppe Rodolfo Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana [PDF online]. Milano: Università Ambrosiana [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Giuseppe_Rodolfo_Brera.pdf
 
[1] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it il 05/9/2026 in occasione della memoria liturgica di S. Teresa di Calcutta
 
[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana
Direttore del Comitato Sanitario Nazionale
Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)
Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea
Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano
Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori
Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it
 

La Trasfigurazione dell’Esistenza: La Vita e la Conversione di Sant’Agostino alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona

La Trasfigurazione dell’Esistenza: La Vita e la Conversione di Sant’Agostino alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona[1]

 
Vito Galante[2]

 Abstract

This study presents an advanced epistemological, clinical, and humanistic analysis of the life, existential crisis, and spiritual conversion of Saint Augustine of Hippo through the theoretical lens of Kairology, developed by Giuseppe Rodolfo Brera at the Ambrosiana University. Kairology defines human nature not as a deterministic bio-mechanical entity, but as a teleonomic, interactionist unity driven by an innate demand for truth, love, and beauty. Within the framework of the Health Relativity Theory, expressed by the formula Hp= k(Iq x Cq), Augustine’s biographical evolution is analyzed as a dynamic shift in personal Health Probability (Hp). His youthful restlessness, philosophical wandering through Manichaeism, and somatic distress represent the operational tension of the Kairological Constant (k) under conditions of low Interpretation Quality (Iq) and fragmented Choice Quality (Cq). Augustine’s reflection on temporal dispersion (distentio animi) versus spiritual integration (intentio) in the Confessions directly anticipates the Kairological distinction between quantitative chronological time (Chronos) and qualitative transformative opportunity (Kairos). Furthermore, by incorporating concepts from psycho-neuro-endocrine-immunology (PNEI), allostatic load, and epigenetics, this report illustrates how the Milanese epiphany (Tolle, Lege) resolved Augustine’s chronic existential suffering—clinically understood as the “cry of the spirit”—leading to the manifestation of the Real Self and the full restoration of person-centered health.

Keywords

Kairology, Giuseppe Rodolfo Brera, Saint Augustine, Person-Centered Medicine, Kairos, Teleonomy, Health Relativity Theory, PNEI, Epigenetics.

Introduzione: Il Paradigma Kairologico e la Fenomenologia della Natura Umana

L’evoluzione della scienza medica e della riflessione epistemologica contemporanea ha conosciuto una svolta di portata epocale attraverso la formulazione della Medicina Centrata sulla Persona e della Kairologia, teorizzate da Giuseppe Rodolfo Brera presso l’Università Ambrosiana e la Scuola Medica di Milano1. La Kairologia, presentata ufficialmente nel 1993 in occasione del I° Congresso Internazionale di Adolescentologia ad Assisi, è sorta dall’indagine clinica e fenomenologica dell’inconscio e dello sviluppo umano, delineandosi come un’ermeneutica innovativa della natura umana capace di superare in modo radicale il riduzionismo meccanicistico e deterministico del modello biomedico tradizionale1.
Il nucleo fondante del pensiero kairologico risiede nel riconoscimento che l’essere umano non può essere ridotto a un semplice aggregato di processi biomolecolari eterodiretti dal caso o dagli automatismi istintuali4. Al contrario, la persona umana si struttura come un’unità intagibile, interazionista e dotata di una teleonomia intrinseca: un orientamento nativo e inalienabile verso la realizzazione del significato, della verità, dell’amore e della bellezza1. La Kairologia opera una distinzione concettuale decisiva tra il tempo quantitativo, misurabile e biologico, espresso dal termine greco Chronos, e il tempo qualitativo, denso di opportunità e favorevole alla trasformazione dell’esistenza, identificato nel concetto di Kairos4.
Per tradurre questa prospettiva fenomenologica in una struttura teorica e scientifica rigorosa, il paradigma kairologico ha formalizzato la Teoria della Relatività della Salute (Health Relativity Theory – HRT), la cui espressione matematico-concettuale è definita dall’equazione5:

Hp= k(Iq x Cq)

All’interno di questa legge epistemologica, il fattore Hp (Health Probability) indica la probabilità dello stato di salute e del benessere globale della persona, inteso come piena attuazione delle sue risorse affettive, cognitive e creative5. La variabile K (Costante Kairologica) rappresenta la spinta teleonomica innata della natura umana, ovvero la domanda insopprimibile di verità, amore e bellezza inscritta nella struttura ontologica individuale5. Il parametro Iq (Interpretation Quality) misura la qualità ermeneutica e cognitiva con cui il soggetto interpreta la realtà, la propria identità e le vicende dell’esistenza5. Infine, il fattore Cq (Choices Quality) esprime il valore etico e la coerenza decisionale delle scelte pratiche ed operative attraverso cui la persona risponde alla propria interpretazione5.
L’applicazione di questo rigoroso modello concettuale alla vita, alle opere e all’itinerario spirituale di Sant’Agostino d’Ippona consente di rileggere il percorso del Padre della Chiesa non soltanto come una vicenda storico-teologica, ma come la perfetta dimostrazione scientifica ed epistemologica del funzionamento della natura umana illuminata dalla dinamica kairologica4.

Il Tempo Tra Chronos e Kairos: Distentio Animi e Teleonomia Agostiniana

Nel Libro XI delle Confessioni, Agostino sviluppa un’indagine speculativa di straordinaria profondità sulla natura del tempo, affrontando l’apparente aporia della sua misurabilità10. L’analisi agostiniana prende le mosse dall’osservazione che il passato non esiste più in quanto trascorso, il futuro non esiste ancora in quanto non avvenuto, e il presente costituisce un punto privo di estensione spaziale e temporale10. Agostino giunge a risolvere il dilemma definendo il tempo come distentio animi—una tensione o dispersione dell’anima che si estende nel passato mediante la memoria, si concentra nel presente mediante l’attenzione e si protende verso il futuro mediante l’attesa10.
Quando l’esistenza dell’uomo rimane confinata esclusivamente nella dimensione del Chronos—il tempo lineare, seriale e quantitativo della biologia e degli eventi esteriori—l’anima vive una condizione di dolorosa frammentazione5. La distentio animi, priva di un centro di gravità teleonomico, coincide con l’esperienza dell’invecchiamento biologico, della caducità delle cose e dell’angoscia della dissoluzione10. È la condizione dell’individuo assoggettato alle sollecitazioni dell’ambiente e guidato da un determinismo meccanicista che ne disgrega l’unità interiore4.
La Kairologia elaborata dal Prof. Brera rispecchia e sistematizza in chiave medico-epistemologica questa intuizione agostiniana4. Il Chronos rappresenta la coordinata temporale in cui agiscono i processi deterministici della materia e le leggi di usura allostatica dell’organismo4. Il Kairos, di contro, è l’attimo propizio e denso di significato nel quale la libertà e la trascendenza irrompono nella successione cronologica, consentendo alla persona di riappropriarsi della propria identità4. Il passaggio fondamentale dal Chronos al Kairos si attua, nella prospettiva di Agostino, allorché la distentio animi viene riassorbita e trasfigurata nella intentio: il raccoglimento interiore mediante il quale l’anima orienta la totalità delle sue facoltà verso la Verità immutabile ed eterna10.
In questa transizione ermeneutica, il Kairos non si riduce a un’occasione contingente o a un mero dato cronometrico, ma costituisce il punto di incontro sinallagmatico tra la sollecitazione della Grazia trascendente e la determinazione responsabile del soggetto4. È l’istante in cui la domanda ontologica inscritta nella natura umana trova il suo compimento, trasformando la percezione del tempo da una catena angosciosa di momenti transitori a una trama unificata e dotata di salvezza e integrità5.

L’Inquietudine Giovanile come Espressione della Costante Kairologica (K)

Il celebre incipit del Libro I delle Confessioni— «Nos fecisti ad te et inquietum est cor nostrum donec requiescat in te» —si configura come l’anticipazione teologica della Costante Kairologica (K) teorizzata dall’epistemologia dell’Università Ambrosiana5. Secondo la prospettiva del Prof. Brera, la natura umana è portatrice di un codice semantico nativo che rifiuta intrinsecamente il vuoto di senso e l’assenza di valore5. L’inquietudine del cuore agostiniano non deve pertanto essere interpretata come un’anomalia psicopatologica primaria o un disturbo d’ansia privo di scopo, bensì come il segnale fisiologico ed epistemologico della teleonomia umana, la quale sollecita continuamente la persona alla ricerca della Verità, dell’Amore e della Bellezza5.
Durante la giovinezza vissuta a Tagaste, Madaura e Cartagine, la vicenda personale di Agostino rispecchia fedelmente la fenomenologia dello sviluppo giovanile studiata dall’Adolescentologia e dalla Kairologia clinica1. In questa fase esistenziale, la spinta energetica ed ontologica della Costante Kairologica (K) agisce con la massima intensità; ciononostante, i fattori relativi all’interpretazione (Iq) e alla scelta (Cq) risultano contrassegnati da una marcata inadeguatezza e frammentazione5.
La ricerca di risposta alla domanda di amore assoluto si arena inizialmente nell’edonismo e nel possesso affettivo transitorio, dove il bene creato viene erroneamente sostituito alla fonte del Bene. Sul piano intellettuale, la sete di verità spinge Agostino ad aderire per circa un decennio al dualismo manicheo. Sotto il profilo kairologico, l’ipotesi manichea offriva un valore di Interpretation Quality (Iq) gravemente difettoso: essa tentava di risolvere il problema del male attribuendolo a un principio cosmico ontologico estrinseco, deresponsabilizzando la libertà del soggetto e paralizzando le sue capacità decisionali (Cq). Contemporaneamente, l’esigenza di affermazione della personalità veniva alienata nella rincorsa della gloria retorica e del successo sociale.
Questo divario ermeneutico genera ciò che la Kairologia definisce il “grido dello spirito”: una condizione di sofferenza profonda che sorge inevitabilmente allorché le istanze ontologiche dell’individuo non incontrano risposte oggettive adeguate5. La dissociazione tra il sé genetico (le potenzialità innate) e il sé ideale (i valori riduttivi o distorti perseguiti) ostacola la strutturazione del Real Self4. Nella formula della relatività della salute, l’incompatibilità tra un valore elevatissimo di K e valori scadenti o fuorvianti di Iq e Cq riduce drasticamente il Health Probabilty (Hp) di Agostino, traducendosi in un distress prolungato, in instabilità affettiva e in manifestazioni somatico-ansiose5.

La Svolta Ermeneutica e la Grazia: Iq, Cq e il Kairos di Milano

La maturazione dell’itinerario agostiniano raggiunge il proprio vertice epistemologico e clinico nel soggiorno a Milano, tappa in cui si realizza la ristrutturazione profonda dei parametri dell’equazione kairologica5.
La prima trasformazione cruciale concerne l’innalzamento della Interpretation Quality (Iq)5. L’incontro con la figura del vescovo Ambrogio e l’assidua frequenza alla sua predicazione, unitamente alla lettura dei testi dei filosofi neoplatonici, forniscono ad Agostino una nuova chiave ermeneutica1. Egli apprende che le Scritture non devono essere interpretate secondo un letteralismo rigido, ma attraverso una lettura spirituale e allegorica; nello stesso tempo, comprende che il male non costituisce una sostanza ontologica cosmica, bensì una privatio boni dovuta al disordine dell’atto volitivo. Questa riqualificazione cognitiva ed ermeneutica eleva straordinariamente il valore di Iq, restituendo alla realtà un ordine intellegibile guidato dalla Provvidenza e liberando la responsabilità della persona5.
Nonostante il progresso ermeneutico, l’integrazione della persona rimane incompiuta fino a quando l’interpretazione non si traduce in un atto volitivo e decisionale risolutivo5. L’evento drammatico del giardino di Milano rappresenta l’archetipo perfetto dell’esperienza kairologica4. Agostino versa in uno stato di lacerante tensione interiore, sospeso tra la consapevolezza razionale della Verità e la resistenza delle vecchie abitudini comportamentali. Sentendo l’invocazione infantile «Tolle, lege; tolle, lege», egli non interpreta l’accaduto come una coincidenza banale, ma come un segno provvidenziale e individuale ad esso direttamente rivolto5.
L’apertura istantanea delle Lettere di San Paolo e la lettura del brano di Romani 13, 13-14 costituiscono il momento preciso del Kairos4. In quell’istante si fondono la sollecitazione esterna del testo sacro, il livello apicale di Interpretation Quality (Iq) e l’atto supremo di Choices Quality (Cq): la volontà aderisce interamente alla Verità riconosciuta4.
La risposta decisionale si manifesta attraverso scelte operative di altissimo valore etico ed esistenziale (Cq): Agostino rassegna le dimissioni dalla cattedra di retorica, scioglie i legami concubinari, si ritira con gli amici a Cassiciaco per prepararsi al battesimo e dedica l’intera sua vita al ministero episcopale e allo studio teologico5. L’allineamento dei tre fattori dell’equazione kairologica permette alla Costante Kairologica (K) di trovare il suo appagamento oggettivo, determinando il raggiungimento del massimo potenziale di salute (Hp) e la nascita del Real Self unificato nella Grazia4.

Epigenetica, Allostasi e Salute Persona-Centrata nel Percorso Agostiniano

L’analisi dell’itinerario agostiniano secondo il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona e della Kairologia trova un fondamentale complemento nello studio dei meccanismi bio-psicologici e psiconeuroendocrineimmunologici (PNEI) che governano la salute dell’essere umano1.
La ricerca promossa dall’Università Ambrosiana ha ampiamente dimostrato come il vissuto esistenziale, la qualità delle relazioni interpersonali e il soddisfacimento della domanda innata di significato agiscano direttamente sulla regolazione del carico allostatico e sulla modulazione epigenetica del genoma5. Nelle Confessioni, Agostino documenta con precisione clinica i sintomi somatici che accompagnarono la fase più acuta della sua crisi intellettuale e morale prima della conversione: senso di soffocamento, fitte al torace e un’improvvisa indisposizione della voce (oppressio pectoris).
Dal punto di vista della scienza interazionista, questi disturbi rappresentano la traduzione somatica di un carico allostatico cronico indotto dal dissidio tra la spinta teleonomica del fattore K e l’inadeguatezza delle risposte ermeneutiche e comportamentali (Iq e Cq)5. Il perenne stato di allarme neurovegetativo, alimentato dalla frustrazione ontologica, determinava un’iperattivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, con conseguente alterazione dei pattern neurotrasmettitoriali e citochinici7.
L’evento della conversione e l’ingresso nella dimensione kairologica determinano un immediato e profondo reset allostatico5. Il perfetto allineamento tra la percezione di senso (Iq) e l’azione pratica (Cq) disattiva l’iperattivazione dello stress cronico, ripristinando la fisiologica flessibilità neurovegetativa7. L’esperienza della riconciliazione ontologica e spirituale agisce come un potente segnale epigenetico protettivo, in grado di modulare favorevolmente l’espressione genica, rafforzare le difese immunitarie e promuovere la resilienza sistemica della persona5.
Agostino attesta in tal modo come la salute non sia identificabile con la semplice assenza di patologia d’organo, bensì con uno stato dinamico di armonia, adattamento creativo e autorealizzazione dell’individuo nella propria totalità biologica, psicologica e spirituale3.

Sintesi Comparativa dei Processi Kairologici e Agostiniani

La sottostante tabella analitica pone in diretta comparazione le tappe biografiche ed esistenziali di Sant’Agostino con i costrutti clinici, epistemologici e PNEI appartenenti alla Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera4:

Tappa Biografica di Sant’Agostino Dimensione Temporale Predominante Dinamica dei Parametri Kairologici (Hp=K[Iq×Cq) Correlati Clinici, Psiconeuroendocrini e PNEI Esito sulla Persona e Realizzazione del Sé
Giovinezza a Cartagine (Edonismo e Retorica) Chronos incontrollato; dominanza della Distentio animi K elevato; Iq riduttivo (edonistico); Cq frammentato e instabile Inquietudine ontologica, alterazioni dell’umore, “grido dello spirito” Ricerca sterile di appagamento nei beni transitori; scissione dell’identità personale4
Adesione al Manicheismo (Ricerca del Senso) Chronos intellettualizzato; illusione ermeneutica K elevato; Iq distorto (dualismo cosmico); Cq deresponsabilizzato Carico allostatico persistente da risonanza emotiva irrisolta e colpevolezza Paralisi della decisione etica; persistenza del vuoto interiore e dell’ansia5
Soggiorno a Milano (Predicazione di Ambrogio) Transizione al Kairos; avvio della Intentio interiore K elevato; Iq in forte crescita (esegesi allegorica); Cq in tensione acuta Somatizzazione del conflitto esistenziale (oppressio pectoris, sintomi respiratori) Disintegrazione delle false strutture interpretative; preparazione alla scelta7
Epifania del Giardino (Evento del Tolle, Lege) Kairos Perfetto (Momento Opportuno Salvifico) K trova saturazione nell’incontro tra l’apice di Iq e l’atto puro di Cq Crollo del carico allostatico; reset neurovegetativo e riconfigurazione PNEI Nascita del Real Self; unificazione teleonomica e guarigione spirituale4
Maturità Episcopale (Ippona) Kairos interiorizzato; vita centrata nella Grazia Hp al massimo valore teorico e pratico (K, Iq, Cq in perfetta armonia) Elevata resilienza biologica e sistemica; stabilità immunitaria e allostasi ottimale Piena attuazione della Salute Persona-Centrata; fecondità teologica ed etica7

Conclusioni

L’indagine sistematica della vita, delle opere e della trasformazione interiore di Sant’Agostino d’Ippona condotta mediante l’ermeneutica della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera dimostra la straordinaria validità di questo paradigma clinico ed epistemologico per la comprensione dell’essere umano1.
La traiettoria esistenziale agostiniana si attesta come la convalida storica e fenomenologica della legge della relatività della salute: l’uomo non può conseguire una vera integrità biologica, psicologica e relazionale se non rispondendo in modo coerente alla spinta teleonomica espressa dalla Costante Kairologica (K)5. Soltanto attraverso l’innalzamento della qualità interpretativa della realtà (Iq) e la deliberazione di scelte etiche ad altissima coerenza (Cq) la persona può superare la dispersione angosciosa del tempo cronologico (Chronos) e accedere alla dimensione rigeneratrice del Kairos5.
In ultima analisi, Sant’Agostino si conferma l’archetipo universale dell’uomo che, attraverso il travaglio dell’inquietudine ontologica e il superamento dei riduzionismi del suo tempo, giunge alla piena scoperta del proprio codice semantico interiore5. La Kairologia e la Medicina Centrata sulla Persona offrono alla scienza e alla clinica contemporanee il quadro teorico e metodologico indispensabile per accompagnare l’individuo nel medesimo cammino: dal determinismo della malattia e della frammentazione temporale alla maieutica della dignità, della salute integrale e della libertà della persona5.

Bibliografia

1.Università Ambrosiana. Informazioni sull’attività scientifica ed istituzionale del prof. Giuseppe Rodolfo Brera [PDF]. Milano: Università Ambrosiana; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Giuseppe_Rodolfo_Brera.pdf
2.Università Ambrosiana. Centro Studi Kairologici. Milano: Università Ambrosiana; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html
3.ResearchGate. Giuseppe R. Brera MD, Professor LD MA – Head of Department at Ambrosiana University [Profilo ResearchGate]. Berlin: ResearchGate GmbH; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera
4.Comitato Sanitario Nazionale. Adolescentologia [Archivio articoli]. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/adolescentologia/
5.Comitato Sanitario Nazionale. Bioetica dell’adolescenza: L’ermeneutica kairologica di Giuseppe Rodolfo Brera e il magistero della Chiesa cattolica. Una sintesi epistemologica e clinica dell’Università Ambrosiana. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; 21 giu 2026 [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/21/bioetica-delladolescenza-lermeneutica-kairologica-di-giuseppe-rodolfo-brera-e-il-magistero-della-chiesa-cattolica-una-sintesi-epistemologica-e-clinica-delluniversita-ambrosiana/
6.Comitato Sanitario Nazionale. Adolescenti [Archivio articoli]. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/adolescenti/
7.Comitato Sanitario Nazionale. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; 21 lug 2026 [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/21/la-medicina-centrata-sulla-persona-e-lepopea-della-conoscenza-lintegrazione-tra-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-e-la-visione-dantesca-nella-scienza-medica-contemporanea/
8.Brera GR. Person Centered Medicine: Theory, Teaching, Research [PDF su ResearchGate]. Berlin: ResearchGate GmbH; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/215528815_Person_Centered_MedicineTheoryTeachingResearch
9.Università Ambrosiana. Corso di perfezionamento in kairologia: presentazione e obiettivi [PDF]. Milano: Università Ambrosiana; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: http://www.unambro.it/html/pdf/Kay_Presentazione_obiettivi.pdf
10.Mimesis Edizioni. Tempo al Tempo [PDF]. Milano-Udine: Mimesis Edizioni; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.mimesisedizioni.it/download/12507/7b519f6781f2/tempo-al-tempo.pdf
11.ResearchGate. Catturare il divenire. Modi e rappresentazioni della temporalità: “aión”, “khrónos”, “kairós” [PDF su ResearchGate]. Berlin: ResearchGate GmbH; 2019 [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/336900377_Catturare_il_divenire_Modi_e_rappresentazioni_della_temporalita_aion_khronos_kairos
12.Comitato Sanitario Nazionale. Le Opere di Misericordia alla Luce della Medicina Centrata sulla Persona e dell’Adolescentologia Clinica: Sintesi Epistemologica, Allostatica e Kairologica. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; 4 lug 2026 [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/04/le-opere-di-misericordia-alla-luce-della-medicina-centrata-sulla-persona-e-delladolescentologia-clinica-sintesi-epistemologica-allostatica-e-kairologica/
13.Università Ambrosiana. Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona. Milano: Università Ambrosiana; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/manita.htm
14.Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona [Archivio articoli]. Milano: Università Ambrosiana News; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/medicina-centrata-sulla-persona/
15.Comitato Sanitario Nazionale. Giuseppe Rodolfo Brera [Archivio articoli]. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/giuseppe-rodolfo-brera/
16.ResearchGate. Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità [PDF su ResearchGate]. Berlin: ResearchGate GmbH; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/407289618_Il_Ruolo_del_Medico_nella_Medicina_Centrata_sulla_Persona_Dall’Analfabetismo_Epistemologico_alla_Maieutica_della_Dignita
 
[1] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it il 28/08/2026. Omaggio a S. Agostino in occasione della sua memoria liturgica Punto di riferimento fondamentale della Scuola Medica di Milano per lo sviluppo della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona
[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana
Direttore del Comitato Sanitario Nazionale
Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)
Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea
Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano
Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori
Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it
 
 

 NO AL SUICIDIO ASSISTITO VERITA’ O ARBITRIO ?  LA MISSIONE DELLA VERA MEDICINA

 NO AL SUICIDIO ASSISTITO

VERITA’ O ARBITRIO ?  LA MISSIONE DELLA VERA MEDICINA

Giuseppe R.Brera*

  1. 1. Sofferenza , speranza e  libertà

La vita in alcuni momenti può essere sentita come insopportabile perché determinata  e dipendente da altri  ,un senso  di non “farcela più” , un peso insopportabile  anche nel vedere la sofferenza delle persone vicine. Quando la speranza non esiste , può nascere il desiderio di farla finita, di suicidarsi , come nella depressione endogena o in un dolore non tollerabile o nella convinzione  di una non guarigione, anche se in medicina la prognosi infausta è sempre una probabilità mai una certezza, come insegna Lourdes, uno smacco per gli apostoli del determinismo e dello scientismo. La possibilità di guarire è spesso oggi confusa con la capacità nel dare e ricevere cura e la percezione del proprio stato è relativa al senso d’importanza   della propria presenza nel  mondo, cioè alla coscienza di un valore non contingente della propria esistenza ,superiore alla sofferenza e alla morte cioè di una libertà superiore alla condizione umana. Quando l’uomo dà un senso trascendente al soffrire, come il  sacrificio per amore, il mondo si riempie di una luce che illumina tutti. Questa è stata la rivoluzione di Gesù Cristo che ha generato luce e energia per il mondo  eliminando la necessità antropologica della guerra , come ci inseggna la psicoanalisi di Franco Fornari. La sofferenza , la morte e la guerra non hanno più avuto l’ultima parola.  Quando nella notte della disperazione, soprattutto per la perdita dell’ autonomia, confusa spesso con “libertà”-è tipico degli adolescenti- non è possibile provvedere da soli a un suicidio, allora si può fare strada l’idea di chiedere l’aiuto di un terzo, fatto oggi possibile dopo la sentenza della Corte Costituzionale, la decisione della camera dei Deputati , che contraddice in modo radicale la Costituzione che difende la tutela della salute, alternativo a quello di uccidere un malato con tecniche indirette. La Corte con la sentenza ha di fatto annullato l’art. 32 della Costituzione, in quanto la salute che implica necessariamente la vita è un diritto fondamentale.  Il diritto alla tutela della salute non coincide con il diritto alla morte ma necessariamente con la vita che la rende possibile.   Chi dovrà applicare l’orologio elettronico al paziente per la dose letale, magari comandato a distanza da un App. con teschio ? Chi potrà evitare che questo sistema tele-criminale non possa essere applicato da un secondo “boia di stato”-il primo è quello che compie il genocidio abortista eugenetico o a richiesta- a anziani o pazienti ignari, sempre necessariamente un sanitario, un infermiere. Il vero problema di questi pazienti è la percezione del valore del proprio esserci e del proprio essere una persona umana , comprendere con l’aiuto di persone illuminate che la loro vita non può perdere l’essere soggetto-oggetto d’amore e di senso per tutti e per Dio. La Corte Costituzionale, e la Camera “bassa” hanno introdotto in realtà  una legittimazione culturale del suicidio nella cultura occidentale che si è evoluta con la croce come bandiera, a partire da Costantino il Grande.

2. Il desiderio di morte è un fenomeno clinico  e nessuno ha il diritto di entrare nel rapporto medico-paziente

L’idea di un suicidio è un fenomeno clinico frequente anche in gravi forme di depressione endogena , in cui la persona si sente colpevole di tutto anche di essere vivo, fatto che si può acuire quando la persona non autonoma vede che i prossimi fanno fatica e questo aumenta la sofferenza, generando sensi di colpa. La motivazione soggettiva  alla morte fa parte della clinica  che realizza il diritto alla salute possibile se il paziente vive.   Una sorta di “suicidio biologico” è anche frequente negli anziani quando i figli fanno pesare il loro fare per loro. Questa documenta bene il rapporto tra soggettività e salute, colonna epistemologica della Medicina centrata sulla persona. Gli anziani spesso si ammalano  e muoiono per la correlata caduta delle difese immunitarie in quanto si  sentono in colpa , non più amati e degni di attenzione e rispetto, come è accaduto anche con la decisione analfabeta d’isolarli se ammalati di COVID. Un’ideazione suicida diretta o assistita fa parte del rapporto medico-paziente e della cura medica,  indirizzata a dare salute-fatto prescritto dalla Costituzione-oggi tradita- anche nella modulazione del rapporto  parenti-malato. Questo è un assioma della clinica. Nessuno , in primis lo stato, si  può permettere di entrare con  sentenze o leggi in un rapporto clinico , pena di un danno al paziente, che, con la legittimazione culturale del desiderio di morire, fuori dal contesto clinico, può sentirsi motivato e non metterlo in discussione per cercare la verità sulla sua motivazione, saltando il medico e affidandosi a un “boia di stato”. Per questo motivo la Corte costituzionale ha tradito se stessa e il suo ufficio in primis “il rispetto della persona umana”(art.32). La dignità umana, che la Costituzione tutela, si realizza nella verità e nell’amore,  radici filosofico-cristiane  della libertà e dell’Occidente, la cui possibilità è stata tolta dalla sentenza e che  sono state tagliate  nella costituzione europea , fatto che è anche all’origine del conflitto Russo-Ucraino.

3. Il senso della sofferenza va oltre le nostre capacità di comprensione

Quando il medico si trova di fronte a un desiderio di morte  si  gioca il suo spirito morale, la formazione e le  capacità professionali, che al limite, lo coinvolgono anche in prima persona chiedendogli anche di mettere sul tavolo anche i valori più alti della sua esistenza come la fede e l’attaccamento affettivo del paziente. Quando mi sono trovato diverse volte in questa situazione dopo aver valutato se l’idea suicida era motivata dalla mancanza di un reale attaccamento affettivo, formulavo la domanda: “Lo sa che Lei è amato da Dio nella sua individualità più di tutto l’universo fisico ?” Cercavo di far percepire, in un vuoto di relazioni affettive, l’esistenza di un rapporto affettivo tra  Dio e lui-lei, trascendente il desiderio soggettivo ma contingente nell’attualità. Una volta, a conclusione di una psicoterapia-  un cara persona mi disse: “ Vede dottore non mi sono buttata dalla finestra perché sulla sua scrivania ho visto il libro dei Salmi “.  Il problema per l’uomo che vuole morire è avere coscienza che la sua vita  non è relativa al suo desiderio e alla sua volontà, un mondo simbolico soggettivo sottomesso  all’ arbitrio , ma proprio perché “simbolico” chiede un significato oggettivo . Il desiderio di morire deve  essere messo in dubbio per consentire la ricerca una verità inconfutabile su sé e il mondo, anche se non percepita e che se scoperta permette di sentirsi e essere liberi. In questo Agostino d’Ippona è maestro: “ Se dubito vuol dire che esiste la verità”  e l’uomo è fatto “ per essere, sapere e amare”. Oggi  purtroppo la Chiesa, nella notte di un pragmatismo sociologico  relativistico  de-sacralizzante l’esistenza e la fede cristiana, si è dimenticata delle sue radici culturali.  E’ la conoscenza della verità infatti che fonda la libertà. Questo è un mistero fenomenologicamente irrisolvibile ma rivelabile alla soggettività nella relazione con chi è vicino, in primis il medico e i prossimi. La Fede è una grande risorsa psicologica nelle difficoltà della vita, anche estreme. Il comprendere che ognuno di noi e ogni situazione, anche se  è fatta di sofferenze insopportabili  e perdita dell’autonomia o sensi di colpa inconsci o consci  , fa parte di un misterioso progetto di Dio, che si rivela nell’amore gratuito di chi è vicino, permette una diversa prospettiva e una luce, un’energia che illumina la notte del dolore e toglie il senso di solitudine e si tramette al mondo biologico, aprendo il sistema. La salute è infatti un sistema aperto costituito da variabili soggettive, biologiche, di relazione con l’ambiente in continua interazione  a cui l’uomo è chiamato per natura a dare un senso. La prossimità affettiva e competente nella luce spirituale  permette di capire come la nostra condizione può inserirsi in una storia dell’universo, ben più grande del nostro pensiero e vissuto e trova un senso  nel generare amore. I monaci tibetani sostengono che l’universo, in senso fisico, è retto dall’amore e la fisica quantistica è vicina a questa idea.  Il senso dato alla sofferenza ha dunque un valore che va ben oltre la nostra  comprensione . Il pensare e sentire di non essere “Un granello di sabbia perso casualmente in un deserto”, sviluppo di un bellissimo pensiero di Carlo Casini,  fa i conti in primis con il mistero dell’esistenza della nostra stessa vita , della nascita, dell’amore, del dolore, della sofferenza e della morte. Siamo fatti per i vermi o in noi e per noi c’è un disegno misterioso di verità, di amore e di bellezza, che trascende il tempo, c’è un ruolo determinante per  la vita dell’Universo ?  Chi  dà un senso d’amore alla propria sofferenza  è di fatto un nuovo Prometeo, amato non invidiato da Dio.

4. L’ideologia del suicidio assistito e dell’eutanasia nasconde un’aggressività mortale travestita da pietismo

Il pensare di essere fatti per i vermi, può giustificare il “carpe diem” e uno stile di vita edonistico-narcisistico, fatto di specchi , di vita  virtuale sui “social”, di apparenza, di cui la nostra cultura è imbevuta, che lascia un vuoto tremendo quando  non è più possibile e apre a falsi pietismi degli ideologi del suicidio assistito  e dell’eutanasia che dovrebbero analizzare con la psicoanalisi le loro motivazioni  -“formazione reattiva” secondo Freud- in cui l’aggressività si traveste da pietà.  L’evento malattia, anche nei casi estremi,   appartiene all’esistenza  dunque è un possibile per essere, un interrogativo sulla nostra identità di uomini e quindi è una possibilità per cambiare punto di vista, entrando in un vero rapporto con se stessi, cioè la propria anima che è fatta naturalmente per la verità e la libertà, come appare anche nell’esperienza di molti pazienti, caposaldo epistemologico della Medicina centrata sulla persona.

5. La “lezione” della Croce di Cristo e la Chiesa

Solo assecondando la ricerca della verità  nel nostro essere uomini e non cose, cioè “soggetti” non “oggetti”, possiamo  capire chi veramente siamo , sperimentando la nostra libertà sulla morte e la divina dignità della nostra natura. E’ la lezione della Croce di Cristo,   massacrato e inchiodato per scelta e per amore dell’umanità. Cosa impariamo dal simbolo dell’Occidente, che incontriamo ogni giorno nel calendario ? Certamente che la libertà dell’uomo non dipende dalle possibilità di auto-determinazione , ma dal senso che egli dà al suo stato. Questo non vale solo per la malattia e la sofferenza per la perdita dell’autonomia ma anche per la nascita e l’amore. Chi tuttavia ha il potere di far perdere all’uomo la possibilità di un’autonomia di pensiero e di sentimenti, se non fattori interni a lui come i sensi di colpa, segno di una colpa ontologica esistente in un nostro essere non libero. Guardare alla Croce come salvezza dalla morte, offre la libertà dalla colpa., all’origine di ogni guerra. Oggi l’uomo sembra voler sfuggire al confronto con la croce di Cristo, la sua vita e il suo messaggio, radice dell’ Italia e dell’ Occidente, con il suo significato antropologico non solo mistico, che testimonia la vittoria della libertà dell’essere uomini  sulla morte, nuova costituzione della libertà nell’amore sacrificale redentrice la colpa. L’Occidente, in un delirio di onnipotenza, si è totalmente dimenticato , sopratutto nei centri di potere che il tempo e l’universo sono misurati da Cristo, che si è posto come punto di partenza e punto d’arrivo. Siamo nel 2022 e saremo domani e dopo-domani in un tempo dopo la nascita di questo straordinario uomo , la sua croce e la sua resurrezione. Un nuovo tempo quotidiano di speranza e di vita eterna. Questo confronto  esistenziale e culturale  non è paradossalmente incoraggiato dalla Chiesa, caduta in un’oscurità  pragmatico- relativistica , che parte dall’errore di Papa Bergoglio: “ La realtà è, l’idea si elabora” in Evangeli Gaudium ,   ma l’idea della verità è la realtà che ha permesso la sopravvivenza dell’umanità e il progresso. Il Papa confonde la realtà con il mondo sensibile-empirico, chiudendo così alla necessità dell’uomo di un’ interpretazione oggettiva della natura del proprio essere entro limiti certi,  fatto che sta portando l’insegnamento della teologia cristiana al relativismo morale e alla scomparsa del linguaggio evangelico: “Si/no”, un’idea che nasce  dalla logica aristotelica. L’essere non può non essere.  Anche un Papa può sbagliare.  Alla base di un vero potere delle tenebre, che ha pervaso anche la Corte Costituzionale e la ” Camera bassa”, e che allontana dal confronto con la radicalità della Croce c’è la perdita della radicalità degli opposti: si/no-Vero/falso, Vita/morte, amore/odio. Non è possibile un confronto vita/morte senza la radicalità del si/no. La Chiesa tuttavia dopo S.Giovanni Paolo II°  e Papa Benedetto ha perso penetrazione culturale e linguaggio forte, contraddittorio, radicale, anche se ha criticato la scelta scellerata della Corte Costituzionale ed è sempre dalla parte della vita di chi soffre ma oggi in un senso socio-prgamatico e non restituente all’uomo la dignità della sacralità della vita, la sua sostanza.  L”essere”,infatti  viene prima del “fare”  e entrambi non possono essere separati dal “sapere” e dall’ “amore”. (S.Agostino). Anche nella medicina moderna fondata sul concetto del “ prendersi cura”, istituito dalla lezione di Cristo sul Buon Samaritano, c’è la straordinaria domanda socratica a Gesù di Pilato: “Che cosa è la verità” , l’altra radice irrinunciabile dell’Occidente: il “ Ti esti “ (il cosa è ?) socratico: la metafisica affossata da Marx,  Comte,  Sartre. Ma il “cosa” è stato sostituito dal “Chi” dal Buon samaritano , di fronte alla sofferenza e alle domande anche di morte. Il chiudere un paziente nel suo problema e nella sua soggettività significa ucciderlo ,  nella sua profonda dignità di uomo  come insegna il nuovo concetto di salute ” La scelta delle migliori possibilità per essere la migliore persona umana” che chiede  l’apertura al possibile dell’amore, della verità e della bellezza,   per la costruzione dell’essere una persona umana nella speranza tale che possa dare una risposta al mistero dell’esistenza, non la chiusura. Il suicidio assistito è la sconfitta della medicina che non deve essere confusa con una tecnica della vita o della morte. Questo richiede l’adeguamento della formazione dei medici al grande cambiamento epistemologico della medicina avvenito negli ultimi quarant’anni, che l’ha trasformata in una scienza indterminista. La salute e la malattia sono infatti concetti relativi alla qualità dell’inerpretazione soggettiva della realtà.

6. La vittoria sulla sofferenza e la morte

Come ha evidenziato Paul Tournier-padre spirituale della Medicina centrata sulla persona nel suo straordinario saggio “Medicina e Persona”- ,  l’importanza della nostra vita e delle nostre radici culturali non può fare a meno della Croce di Cristo, che ha cambiato tutto, come anche Friedrich Engel e Friedrich Nietzsche, sostenevano, perché con il  gesto eroico di sacrificarsi per amore affrontando con coraggio il martirio per amore,  quest’uomo, ha cambiato le sorti e il destino dell’umanità e di ogni uomo, introducendo l’idea del “sacrificio per amore”  e la sofferenza come possibilità di libertà assoluta di dono e  di eroica vittoria sulla morte. Una nuova verità  di natura divina, a cui  l’uomo è chiamato, entrò nella storia e può far sperimentare  che la condizione umana può essere un dono  d’amore vittorioso sulla morte, rendendo l’uomo libero, fondante una nuova reciprocità affettiva tra le persone, e facendo percepire  a chi si sente abbandonato  solo e sofferente, che la Croce può generare amore, come sanno le madri di molti disabili e molti malati cronici.

7. L’ideologia radicale è fondata sull’arbitrio non sulla ricerca della verità

La Corte costituzionale  e la Camera hanno voluto istituire  un’ ideologia che strumentalizza il desiderio di morte : “Se mi permettono il suicidio vuol dire che non sono niente, sono uno scarto , invece di crearmi possibilità per stare bene” come ha scritto un malato di SLA su Avvenire. Il desiderio suicida è in realtà una provocazione: “Vediamo un po’ se siete capaci di farmi amare la vita in questa condizione ” o il sentirsi importanti   perché capo fila di un’ideologia radicale.   La nostra cultura, purtroppo, sta ideologizzando, anche su spinta di movimenti politici come i Radicali l’assunto: “ E verità ciò che io sento o penso”,  confondendo arbitrio con libertà. Al desiderio o volontà di morte,  questa cultura che fa interiorizzare il consumo dell’oggetto, ilsé e l’altro per motivi di “marketing”, come “usa e getta”, deve dunque ripartire dalle radici,  dall’idea della verità oggettiva , un’idea dell’essere : da Socrate, Platone e Aristotele e alla Croce di Cristo  cioè dalla verità e dall’amore fondanti la libertà dell’uomo.  In particolare lo deve fare la Medicina con la Medicina centrata sulla persona-un cambiamento epocale di paradigma nato in Italia nel 1999- che oggi deve  applicare nella clinica il nuovo concetto di salute nato da essa. Oggi il medico dovrebbe essere preparato a acquisire anche con capacità di counselling  capacità maieutiche dell’essere-persona del paziente, riscoprendo la nobiltà della sua professione non la sottomissione ad asfissianti burocrazie amministrative telematiche che lo vogliono ridurre a funzionario bio-tecnologico, riducendosi  a essere strumento controllato dallo stato, “parafulmine” dei problemi della nostra cultura e degli errori e delle omissioni di governi. I medici che hanno applicato in ambulatorio la Medicina centrata sulla persona e il “counselling medico” hanno avuto risultati straordinari.(leggere l’articolo sul sito)

8. Medici non “Boia di stato”

  Dato che un desiderio suicida è un problema clinico e non altro, assecondare che  uno stato  anonimo e impersonale tramite dei “boia” prezzolati dal Servizio Sanitario Nazionale-fatto ripugnante-  possa assecondare una volontà di morte, è aprire o chiudere le possibilità per essere una persona umana , per acquisire una dignità irriducibile ? Se la coscienza dei medici è orientata  alla libertà dell’uomo dalla malattia e dalla morte ed è fondata sulla ricerca della verità oggettiva  insieme al paziente, certamente accettare che leggi necrofore e ignoranti  autorizzino “boia di stato” a entrare in un rapporto clinico, rendendo impossibile o vanificando il lavoro medico-psicologico, assecondando  suicidi o uccidendo- come già succede con l’aborto-  significa rinunciare alla propria identità e alla propria missione esistenziale-culturale e a ogni fondamento etico e epistemologico della scienza medica.  L’identità della medicina non è  “la bio-tecnologia”, se pur necessaria, ma la cura clinica della persona  il cui essere una persona  sana, ne è il punto di partenza e d’arrivo. Con il nuovo concetto di salute  risultato del cambiamento epocale della medicina, il lavoro del medico ma anche quello dell’infermiere, diventa più ricco, più profondo e “maieutico” .Questo richiede più tempo  e valorizzazione culturale e politica del lavoro medico e sanitario e una nuova formazione, centrata sulla persona del paziente.  I medici devono rifiutare le possibilità di un’obiezione di coscienza, perché la loro coscienza ha come fondamento la verità anche scientifica sulla natura umana e metterla in discussione significherebbe accettare la non esistenza di un significato etico oggettivo fondante la Medicina, accettando  che lo stato con dei “ boia”, entri  in un rapporto clinico, annientante la loro identità,  e il loro lavoro. I medici  in nome di una nobiltà e dignità di uomini e di professionisti ,da recuperare dove non esista più, per difendere i pazienti dovrebbero muoversi compatti e uniti  per  rivoluzionare la tendenza politica e statale che li vuole strumenti ignavi, al massimo “Obiettori” ,iniziando a neutralizzare una sentenza scellerata e facendo vedere chi comanda in Italia nella sanità e nella sua politica per il bene della popolazione. E’ una questione di potere, in cui la politica sanitaria deve essere riportata a essere figlia dei valori eterni della Medicina e del progresso scientifico.  Questo lo devono fare i medici e gli infermieri stando dalla parte delle persone E’ necessario combattere ogni tentativo dello stato di sostituirsi alla  coscienza medica  relativizzandola all’ignoranza sulla natura umana e a una confusione tra verità e arbitrio. Questa oggi è la missione della vera Medicina e la ragione della nascita del Comitato Sanitario Nazionale.

*Rettore dell’Università Ambrosiana, Direttore della Scuola Medica di Milano, Presidente del Comitato Sanitario Nazionale e dello “World Health Committee”Presidente Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza,Secretary of the International Commitee of “La Charte Mondiale de la Santé-the World Health Charter
gbrera@unambro.it
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La Burocrazia come Limite della Medicina Generale nell’Assistenza alla Cronicità: Analisi Epistemologica e Clinica alla Luce della Medicina Centrata sulla Persona

La Burocrazia come Limite della Medicina Generale nell’Assistenza alla Cronicità: Analisi Epistemologica e Clinica alla Luce della Medicina Centrata sulla Persona[1]

Vito Galante[2]

Abstract The escalating burden of chronic non-communicable diseases represents one of the most critical challenges facing contemporary healthcare systems. In primary care, general practitioners (GPs) are increasingly constrained by an overwhelming administrative burden, characterized by redundant bureaucratic tasks, rigid prescribing protocols (such as Piani Terapeutici and restrictive AIFA notes), and fragmented digital documentation. This report provides an exhaustive epistemological and clinical analysis of how bureaucratic hypertrophy alienates general practice, compromising the therapeutic relationship and worsening health outcomes for chronic patients. Framed within the Person-Centered Medicine (PCM) paradigm formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University, this study demonstrates that bureaucratic reductionism stems from a mechanistic, biomolecular model that treats human health as a mere technical-statistical entity.
Through the theoretical lenses of Kairology, Psychoneuroendocrineimmunology (PNEI), Relational Epigenetics, and the Health Relativity Theory, administrative friction is identified as a major allostatic stressor that impairs patient coping mechanisms and induces physician burnout. Empirical data from Ambrosiana University demonstrate that replacing bureaucratic compliance with the Person-Centered Clinical Method (PCCM) leads to a 95% improvement in patient understanding, a 75% increase in quality of life, a 70% reduction in unnecessary diagnostic tests and drug prescriptions, and a 55% decrease in avoidable hospitalizations. Reorganizing chronic care around the teleonomic nature of the human person—integrating body, mind, and spirit—is essential to overcome administrative alienation and restore the physician’s role as a maieuta of human dignity.
Keywords Person-Centered Medicine; Giuseppe R. Brera; General Practice; Chronic Disease Management; Administrative Burden; Person-Centered Clinical Method (PCCM); Epigenetics; Kairology.

Introduzione e Inquadramento del Problema: La Cronicità Sovraccaricata dalla Burocrazia

La gestione delle patologie croniche non trasmissibili — quali le malattie cardiovascolari, il diabete mellito, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, le patologie neurodegenerative e quelle autoimmuni — costituisce la sfida prioritario-strutturale dei moderni sistemi sanitari universalistici1. L’invecchiamento progressivo della popolazione e l’aumento della multimorbilità impongono una riorganizzazione radicale dell’assistenza primaria, collocando il Medico di Medicina Generale (MMG) al crocevia fondamentale tra la tutela della salute pubblica e la presa in carico clinica del singolo individuo1. Tuttavia, la medicina territoriale si trova oggi sommersa da una profonda crisi d’identità e di sostenibilità, determinata dall’ipertrofia degli adempimenti burocratici e amministrativi che soffocano l’atto medico quotidiano2.
Il Medico di Medicina Generale, la cui funzione originaria si fonda sulla continuità relazionale, sulla fiducia interpersonale e sulla visione olistica del paziente nel suo contesto di vita, si trova progressivamente trasformato in un mero compilatore di dati e intermediario burocratico per conto delle istituzioni regolatorie e assicurativo-sanitarie5. L’introduzione capillare di flussi informativi rigidi, prescrizioni vincolate da registri regionali, Piani Terapeutici (PT) cartacei o digitali di complesso rinnovo, Note AIFA vincolanti e procedure farraginose per l’accesso alle prestazioni specialistiche ha frammentato il tempo dedicato all’ascolto clinico5.
Studi condotti sull’organizzazione della Primary Care evidenziano come una quota compresa tra il 25% e il 40% dell’orario di lavoro giornaliero del medico di famiglia sia assorbita da mansioni di natura puramente amministrativa, del tutto prive di valore aggiunto clinico2. Nel contesto italiano, circa il 27% delle consultazioni di medicina generale risulta potenzialmente evitabile, essendo generate da inefficienze del sistema di prenotazione esterna, ritardi nelle comunicazioni di dimissione ospedaliera o richieste di rinnovo prescrittivo formale di terapie stabili da anni5.
La burocrazia in medicina non rappresenta una semplice disfunzione organizzativa o un inconveniente logistico; essa costituisce un vero e proprio ostacolo epistemologico e clinico10. Riducendo l’incontro clinico a una sequenza di adempimenti procedurali e codifiche nosografiche, il sistema burocratico aliena il medico dalla sua missione maieutica e declassa il paziente cronico a mero portatore di organo malato o consumatore di risorse1. Per comprendere la radice di tale fallimento e delineare una via di superamento scientificamente e clinicamente fondata, appare necessario analizzare il problema alla luce della Medicina Centrata sulla Persona (PCM), il paradigma scientifico ed epistemologico ideato dal Prof. Giuseppe Rodolfo Brera presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana11.

L’Anatema Burocratico e la Crisi Epistemologica della Medicina Contemporanea

La Genesi Riduzionista dell’Ipertrofia Amministrativa

La deriva burocratica della medicina generale trae origine dal predominio del paradigma riduzionista e biomolecolare, consolidatosi nel corso del XIX e XX secolo11. Tale modello, fondato su un determinismo meccanicista, concepisce la malattia come un’alterazione puramente anatomo-patologica o biochimica del corpo-macchina, e la salute come semplice assenza di sintomi o parametri alterati12. In questa prospettiva, la soggettività del paziente, la sua vita emotiva, le sue credenze, la sua ricerca di significato e il suo contesto socio-relazionale vengono espunti dall’equazione diagnostico-terapeutica, poiché considerati variabili non quantificabili o irrilevanti10.
L’applicazione di questo riduttivismo bio-meccanico alla gestione della sanità pubblica ha prodotto il fenomeno della medicina amministrata o gestionale10. Nell’illusione di poter controllare la spesa sanitaria e misurare l’efficacia clinica attraverso algoritmi e indici di performance quantitativi, i sistemi sanitari hanno moltiplicato le strutture di controllo burocratico4. Le norme prescrittive, quali i Piani Terapeutici per farmaci biotecnologici, antidiabetici di nuova generazione, anticoagulanti orali diretti o la triplice terapia per la BPCO, sono nate inizialmente come strumenti di monitoraggio della spesa e dell’appropriatezza8. Tuttavia, col passare degli anni e con il consolidamento delle evidenze di efficacia e sicurezza di questi principi attivi, la permanenza di tali vincoli si è trasformata in un puro vincolo formale9.
Come denunciato dalle principali rappresentanze della professione medica (tra cui la FNOMCeO), l’obbligo di rinnovo periodico dei Piani Terapeutici da parte dei soli specialisti ospedalieri genera milioni di visite ridondanti ogni anno, costringendo i pazienti cronici — spesso anziani e fragili — a continui spostamenti tra presidi territoriali e ospedali al solo scopo di ottenere un timbro o una firma9. Si stima che l’eliminazione dei Piani Terapeutici obsoleti e la loro sostituzione con note prescrittive ordinarie o con l’apertura della prescrizione ai medici di medicina generale libererebbe oltre cinque milioni di visite specialistiche all’anno, restituendo tempo clinico prezioso sia agli specialisti sia ai medici di famiglia9. La persistenza di queste barriere burocratiche sottrarre importanti risorse assistenziali ai casi complessi o di nuova diagnosi e costringe il medico di medicina generale a un estenuante lavoro di rincorsa burocratica, trasformando la ricettazione in una pratica difensiva e alienante6.

Analfabetismo Epistemologico e Alienazione Professionale

Questo fenomeno riflette ciò che Brera e Galante definiscono analfabetismo epistemologico della medicina contemporanea: l’incapacità dell’istituzione sanitaria e dei suoi operatori di riconoscere i fondamenti concettuali e le teorie scientifiche che sottendono l’atto clinico10. Credendo che la medicina sia una scienza dura al pari della fisica classica determinista, il sistema sanitario tratta i processi vitali e assistenziali come sequenze di causa-effetto programmabili via software10.
L’effetto immediato di questo analfabetismo è la depersonalizzazione della cura5. Il medico, sopraffatto da schermi di computer, alert prescrittivi, scadenze amministrative e minacce di rivalsa contabile per presunte inappropriatezze, soffre di un marcato fenomeno di burnout professionale2. Il tempo della visita, prescrittivamente ridotto a pochi minuti dai carichi di lavoro, viene assorbito dall’inserimento dati, lasciando spazio insufficiente alla comprensione della persona malata2. Si produce così una cesura drammatica nel rapporto medico-paziente: il malato si sente inascoltato e reificato; il medico percepisce la propria professione declassata da arte maieutica ed etica a mansione d’ordine burocratico5.

Il Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe R. Brera: Fondamenti Teorici ed Epistemologici

Per superare la paralisi prodotta dall’ipertrofia burocratica nella cura della cronicità, la scienza medica necessita di un cambiamento di paradigma11. Questo cambiamento è stato teorizzato e sviluppato a partire dal 1998 presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana dal Prof. Giuseppe Rodolfo Brera, attraverso la formulazione del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM) e la stesura del suo fondamentale Manifesto Epistemologico nel 1999-200011.

I Pilastri Epistemologici del Manifesto della Medicina Centrata sulla Persona

La Medicina Centrata sulla Persona scompagina il riduzionismo biomolecolare senza negare i contributi della ricerca biologica, ma integrandoli in una visione antropologica completa e non deterministica12. I concetti cardine definiti nel Manifesto Epistemologico (Anno Domini 2000) e negli sviluppi successivi costituiscono il presupposto filosofico e scientifico per rifondare l’assistenza al paziente cronico10:

  1. La Teleonomia della Natura Umana: L’essere umano non è un mero aggregato meccanico mosso unicamente da spinte istintuali o reazioni chimiche deterministiche, ma è una realtà intrinsecamente teleonomica12. La teleonomia è definita da Brera come la tendenza naturale, consapevole o inconscia, della persona a costruire la propria natura umana come una realtà orientata alla Verità, all’Amore e alla Bellezza 12. Nella cura della cronicità, la malattia non cancella questa spinta teleonomica; al contrario, la sofferenza e la limitazione biologica pongono al paziente una drammatica domanda di senso che richiede una risposta integrata12.
  2. La Persona come Soggetto Tridimensionale Integrato: La persona è considerata un soggetto unico e irripetibile nella sua globalità, dal concepimento alla morte naturale, strutturato dall’interazione costante e di pari dignità etico-epistemologica di tre dimensioni: il Corpo (la globalità dinamica dei fenomeni biologici e fisiologici), la Mente (il mondo simbolico, affettivo, percettivo, cognitivo e comportamentale) e lo Spirito (la naturale e inalienabile domanda di significato, di trascendenza e di orientamento valoriale dell’esistenza)12. Questi tre mondi non coesistono come entità separate, ma interagiscono in modo teleonomico bidirezionale12. Le scoperte della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), dell’epigenetica e della neurobiologia confermano scientificamente che lo stato emotivo, i significati attribuiti all’esistenza e la qualità delle relazioni umane modificano direttamente la trascrizione genica, la risposta immunitaria e la funzione neuroendocrina10.
  3. La Teoria della Relatività Indeterminata dei Fenomeni Biologici al Coping: Dimostrata da Brera, la Teoria della Relatività dei Fenomeni Biologici stabilisce che la reattività biologica e l’esordio o la progressione di una patologia non sono dati assoluti e deterministici, ma sono relativi alla possibilità e alla qualità del coping della persona, ossia alla sua capacità biologica, psicologica e spirituale di affrontare ed elaborare gli eventi di vita stressanti (interni ed esterni)12. Il sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E) riprogramma costantemente i processi vitali attraverso la simbolizzazione affettiva ed esistenziale10.
  4. Il Nuovo Concetto di Salute: Nel paradigma di Brera, la salute cessa di essere un concetto statico o un semplice stato negativo (“assenza di malattia”) per diventare il lavoro attivo e dinamico di costruzione da parte della persona di fattori protettivi che neutralizzano i fattori di rischio12. La salute si rivela nelle possibilità e nella qualità del coping nel proprio stile di vita, ed è fondamentalmente definita come “la scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana”12.
  5. Il Medico come Maieuta della Dignità Umana e l’Incontro Kairologico: La cura clinica trova il suo culmine nella relazione interpersonale12. L’incontro tra medico e paziente non è un atto burocratico o una transazione commerciale, ma un Kairos — il momento opportuno di grazia e di svolta in cui la sofferenza o la gioia consentono alla persona di scoprire la propria irriducibile dignità12. Il medico agisce come un maieuta, aiutando il paziente a far emergere le proprie risorse interiori e a diventare il protagonista attivo del proprio processo di guarigione o di adattamento creativo alla cronicità10.

Fisiopatologia Relazionale e PNEI: L’Impatto Biologico del Vincolo Amministrativo

La decontestualizzazione burocratica dell’assistenza sanitaria danneggia direttamente la fisiologia del paziente cronico10. L’analisi interazionista e PNEI sviluppata presso la Scuola Medica di Milano rivela una serie di relazioni causali di secondo e terzo ordine tra l’ipertrofia burocratica e il peggioramento delle patologie croniche10.
Quando il Medico di Medicina Generale è costretto a dedicare il tempo della consultazione alla compilazione di campi informatici e moduli di autorizzazione, il contatto visivo, l’ascolto empatico e l’esame fisico vengono drasticamente ridotti6. Dal punto di vista della Epigenetica Relazionale e Morale — disciplina approfondita da Brera e Galante —, la mancanza di sintonizzazione affettiva e di accoglienza maieutica viene percepita dalla persona malata come un segnale di minaccia ed estraniamento10.
Questa percezione soggettiva attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) e il sistema nervoso simpatico del paziente12. La prolungata secrezione di cortisolo e catecolamine, indotta dallo stress relazionale e dalla frustrazione burocratica (ad esempio la paura di non ottenere il rinnovo di un farmaco essenziale o di non poter prenotare una visita di controllo), innesca un carico allostatico disfunzionale12. A livello epigenetico, lo stress cronico altera i pattern di metilazione del DNA nei promotori dei geni che regolano i recettori dei glucocorticoidi (come il gene NR3C1) e le citochine pro-infiammatorie17. Nei pazienti affetti da patologie cardiovascolari, diabete o malattie autoimmuni, ciò si traduce in un aumento dello stato infiammatorio sistemico (IL 6, TNFα), favorendo la progressione della patologia organica e scompensando l’equilibrio metabolico ed emodinamico17.
Il sistema burocratico costringe il medico ad adottare una diagnostica e una prescrittiva basate quasi esclusivamente sul dato nosografico e laboratoristico (l’ansia della codifica o “ansia nosografica”)10. Anziché valutare le risorse di coping del paziente e sostenere la sua motivazione al cambiamento dello stile di vita, il medico burocratizzato applica rigidi protocolli farmacologici10. Tuttavia, un paziente cronico privo di una relazione terapeutica significativa e disorientato dai cavilli amministrativi sviluppa un profondo senso di impotenza appresa (learned helplessness)1. La perdita di fiducia nell’alleanza terapeutica riduce drasticamente l’aderenza ai trattamenti e spinge il paziente a consultazioni inappropriate o all’uso incontrollato del pronto soccorso, determinando l’esatto contrario dell’appropriatezza e del contenimento della spesa perseguiti in teoria dai regolatori burocratici2.

Analisi Comparativa dei Modelli Assistenziali ed Evidenze Cliniche

Per comprendere appieno l’abisso che separa la gestione burocratico-riduzionista dall’applicazione del paradigma centrato sulla persona, è opportuno confrontare direttamente i due modelli di assistenza alla cronicità e analizzare le evidenze empiriche di efficacia clinica raccolte presso l’Università Ambrosiana10.

Confronto Paradigmatico nell’Assistenza Primaria

 

Dimensione di Analisi Paradigma Biomedico-Burocratico (Medicina Amministrata) Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (Giuseppe R. Brera)
Epistemologia di fondo Determinismo meccanicista, riduzionismo biomolecolare, positivismo quantitativo12. Interazionista, teleonomico, indeterminato, complesso (S-B-E System)12.
Oggetto della Cura La malattia organica, la patologia nosografica, la codifica ICD, il parametro alterato10. La Persona malata nella sua tridimensionalità globale: Corpo, Mente e Spirito12.
Ruolo del Medico Esecutore tecnico di protocolli, compilatore di flussi informativi e gestore di Piani Terapeutici6. Maieuta della Dignità Umana, educatore alla salute, ricercatore delle risorse di coping10.
Ruolo del Paziente Recettore passivo di prescrizioni, oggetto di adempimenti burocratici e verifiche di conformità1. Soggetto attivo, protagonista teleonomico della propria salute e costruttore di fattori protettivi12.
Natura della Relazione Transazionale, burocratica, spesso difensiva e frammentata dal sovraccarico informatico5. Alleanza terapeutica maieutica, incontro interpersonale fondato sul significato (Kairos)12.
Gestione della Cronicità Frammentazione in linee guida rigide, vincoli di Nota AIFA e Piani Terapeutici specialistici9. Integrazione della clinica con l’epigenetica relazionale e potenziamento del Coping individuale10.
Definizione di Salute Assenza di malattia organica o rientro nei range dei parametri di laboratorio12. Costruzione dinamica di fattori protettivi per la realizzazione della persona (verità , amore, bellezza))12.

Evidenze Empiriche di Efficacia del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM)

L’adozione del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) ideato da Brera non rappresenta soltanto un’istanza etica o filosofica, ma dimostra una superiore efficacia clinica ed economica rispetto alla pratica burocratizzata11. Studi condotti presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana hanno quantificato l’impatto dell’applicazione del PCCM da parte dei medici di medicina generale nella gestione dei pazienti con patologie croniche13.
 

Indicatore Clinico / Assistenziale Modello Burocratico-Standard Modello Centrato sulla Persona (PCCM) Variazione Percentuale / Impatto
Comprensione profonda della persona del paziente Superficiale / Parziale (focalizzata sul sintomo nosografico)10 Ottimale e globale (valutazione tridimensionale Corpo-Mente-Spirito)12 +95% dei casi con comprensione globale13
Miglioramento della Qualità della Vita (QoL) Stazionaria o in declino legato al Carico Allostatico12 Incremento significativo e percezione di benessere integrato12 +75% dei pazienti con miglioramento QoL13
Prescrizioni farmacologiche ridondanti o inappropriate Elevate (generate da medicina difensiva e cascata prescrittiva)10 Drasticamente ridotte grazie alla focalizzazione sui fattori protettivi12 -70% di farmaci inutili prescritti13
Richiesta di esami diagnostici e specialistici inutili Ipertrofica (spinta dall’ansia nosografica del medico e del paziente)2 Minimizzata attraverso la chiarificazione clinica maieutica10 -70% di accertamenti tecnici inutili
[cite: 13]
Ospedalizzazioni e accessi impropri in Pronto Soccorso Frequenti causa scompenso allostatico e fallimento del coping1 Drasticamente abbattute per merito della tenuta dell’alleanza relazionale5 -55% di ricoveri ospedalieri evitabili
[cite: 13]

L’analisi di queste evidenze dimostra un apparente paradosso: la burocrazia, introdotta dai sistemi di governo sanitario per contenere i costi, finisce per far lievitare la spesa globale, inducendo risposte cliniche ed esami difensivi, scompensi organici da stress relazionale e ricoveri evitabili5. Al contrario, l’investimento sulla qualità della relazione terapeutica e sulla formazione dei medici al Metodo Clinico Centrato sulla Persona produce un imponente risparmio di risorse economiche e di sofferenza umana13.

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e la Diacrisi come Risposta Operativa

Per affrancare la Medicina Generale dalle secche della burocrazia alienante, non è sufficiente semplificare le norme amministrative; è necessario che il medico acquisisca una nuova metodologia clinica rigorosa e scientificamente validata10. Tale metodologia è rappresentata dal Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM), introdotto nell’insegnamento universitario della Scuola Medica di Milano fin dal 199811.
Il PCCM sostituisce la diagnosi puramente nosografica con il concetto operativo di Diacrisi10. La Diacrisi è l’atto sintetico-interpretativo che integra simultaneamente due dimensioni fondamentali:

  1. La Diagnosi di Persona: l’identificazione della struttura di personalità del paziente, delle sue risorse evolutive, del suo stile di coping, dei suoi fattori protettivi, della sua domanda spirituale ed esistenziale di senso e della qualità delle sue relazioni interpersonali12.
  2. La Diagnosi di Malattia: la valutazione scientifica rigorosa dei segni, dei sintomi, delle alterazioni anatomo-fisiologiche e dei parametri bio-umorali relativi alla patologia cronica12.

La Diacrisi consente al medico di non rimanere ostaggio dell’ansia nosografica — che spinge alla sovra-prescrizione di farmaci ed esami per coprire ogni minima deviazione dalla norma statistica — ma di interpretare il dato biologico all’interno della storia unica della persona10.
Un elemento fondante del PCCM nella gestione della cronicità è l’applicazione del Counselling Medico, ideato da Brera nel 199111. Il Counselling Medico non è una forma di psicoterapia, né una semplice consulenza informale, ma una tecnica clinica maieutica attraverso la quale il medico guida il paziente a prendere consapevolezza delle proprie possibilità di salute e di scelta etico-esistenziale10.
Come evidenziato dalle ricerche di Galante sulla funzione della Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona, la guarigione o la stabilizzazione di una malattia cronica dipendono dall’attivazione della risposta volitiva e morale del paziente10. Un sistema burocratico tratta il paziente come un soggetto passivo da controllare; il Counselling Medico, al contrario, stimola la risposta teleonomica e la volontà di guarire, aiutando il malato a riorganizzare il proprio stile di vita, la propria alimentazione, la propria attività fisica e le proprie risposte allo stress12. Attraverso questo percorso maieutico, la persona cronica smette di vivere la terapia come un’imposizione esterna soffocata da adempimenti burocratici e la trasforma in una scelta libera e responsabile per la realizzazione della propria vita10.

Conclusioni e Prospettive Politico-Sanitarie

L’analisi condotta dimostra in modo inequivocabile che l’ipertrofia burocratica costituisce un vero e proprio limite strutturale, clinico ed epistemologico per la Medicina Generale nell’assistenza alle persone con patologie croniche1. Riducendo la pratica medica a un esercizio di conformità amministrativa, il sistema sanitario contemporaneo soffoca la relazione terapeutica, induce il burnout nei professionisti della salute e innesca reazioni di stress allostatico nei pazienti, con il risultato di peggiorare i quadri clinici e far lievitare i costi assistenziali globali5.
Il superamento di questa crisi richiede una rivoluzione scientifica e culturale che metta al centro il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona formulato dal Prof. Giuseppe Rodolfo Brera11. Alla luce dei principi della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana e delle evidenze empiriche disponibili, si tracciano le seguenti raccomandazioni politico-sanitarie e metodologiche9:

  1. Radicale Deburocratizzazione dell’Atto Prescrittivo: In linea con le istanze della FNOMCeO e i recenti aggiornamenti normativi (quali l’evoluzione della Nota AIFA 97, della Nota 99 e l’istituzione della Nota N01), è urgente eliminare l’obbligo di rinnovo specialistico per i farmaci d’uso consolidato nella cronicità8. La responsabilità prescrittiva deve essere restituita appieno al Medico di Medicina Generale, abilitandolo a gestire la continuità terapeutica senza interposizioni burocratiche9. Le Note AIFA devono tornare a essere strumenti trasparenti di guida all’appropriatezza scientifica e non cavilli amministrativi sanzionatori9.
  2. Riforma della Formazione Medica (Medical Education): È necessario superare l’analfabetismo epistemologico della classe medica introducendo nei corsi di Laurea in Medicina e nelle Scuole di Specializzazione in Medicina di Comunità e Cure Primarie l’insegnamento dell’epistemologia interazionista, della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), dell’epigenetica relazionale e della Teleonomia umana10. I medici di medicina generale devono essere addestrati all’uso della Diacrisi e delle tecniche di Counselling Medico, al fine di acquisire competenze relazionali rigorose per la conduzione dell’incontro clinico e la gestione maieutica del paziente cronico10.
  3. Riorganizzazione del Tempo Clinico e Risorse Territoriali: La legislazione e gli Accordi Collettivi Nazionali della Medicina Generale devono formalizzare e tutelare il tempo dell’ascolto e della comunicazione empatico-maieutica come prestazione clinica fondamentale, inderogabile e non sostituibile da adempimenti informatici (“tempo di relazione come tempo di cura”)22. Inoltre, le Aziende Sanitarie e le aggregazioni territoriali (Case di Comunità, COT, AFT) devono farsi carico della gestione amministrativa e del flusso dati attraverso segreterie dedicate e figure infermieristiche, liberando integralmente il medico di famiglia da compiti di codifica ed data-entry passivo2.

Soltanto affrancando la medicina generale dalle catene della burocrazia riduzionista e riorganizzando l’assistenza primaria attorno alla tridimensionalità della persona umana (Corpo, Mente e Spirito) sarà possibile garantire un’assistenza alla cronicità che sia scientificamente avanzata, economicamente sostenibile e autenticamente umana10.
 

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27.Comitato Sanitario Nazionale. La Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona secondo il Paradigma di Giuseppe R. Brera: Fondamenti Epistemologici, Clinici ed Epigenetici. CSN; 2026 Ago 17. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/08/17/la-volonta-nella-medicina-centrata-sulla-persona-secondo-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-fondamenti-epistemologici-clinici-ed-epigenetici/
28.Galante V. Epistemologia della Riforma Territoriale: Analisi Critica del Decreto-Legge Schillaci alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona. ResearchGate; 2026. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/407288782_Epistemologia_della_Riforma_Territoriale_Analisi_Critica_del_Decreto-Legge_Schillaci_alla_Luce_del_Paradigma_della_Medicina_Centrata_sulla_Persona
29.Doctor33. MMG privato, il Regno Unito fa sul serio. Ecco gli scenari a confronto con l’Italia. Doctor33; Disponibile su: https://www.doctor33.it/articolo/60353/mmg-privato-il-regno-unito-fa-sul-serio-ecco-gli-scenari-a-confronto-con-litalia

 
[1] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it il 22/08/2026
 
[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana
Direttore del Comitato Sanitario Nazionale
Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)
Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea
Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano
Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori
Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it
 
 

Epistemologia Kairologica e Santità Clinica: La Vita e l’Opera di San Giuseppe Moscati alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe Rodolfo Brera

Epistemologia Kairologica e Santità Clinica: La Vita e l’Opera di San Giuseppe Moscati alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe Rodolfo Brera[1]

Vito Galante[2]
Abstract
This research report provides an exhaustive epistemological and clinical analysis of the life, scientific work, and spiritual witness of Saint Giuseppe Moscati (1880–1927), reinterpreted through the theoretical framework of Kairology and Person-Centered Medicine (PCM), as formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Ambrosiana University’s Milan School of Medicine. Moving beyond the Cartesian-Bernardian mechanistic paradigm that reduces clinical practice to chronological, metric measurement (Chronos), Kairology introduces the existential, qualitative, and teleonomic dimension of time (Kairos)—the opportune moment of grace, moral decision, and therapeutic encounter. Moscati’s pioneering biochemical contributions—particularly his groundbreaking research on glycogen metabolism, parenteral polysaccharide absorption, and his early clinical adoption of insulin in 1922—are synthesized with his personalist clinical vision, which recognized in every suffering person an immortal soul and an image of Christ. Through Brera’s Theory of the Relativity of Biological Reactions to Coping Quality (RBR) and psychoneuroendocrinoimmunological (PNEI) principles, Moscati’s existential choice of selfless love and spiritual devotion is demonstrated to represent the operational realization of human teleonomy and relational epigenetics, establishing him as an archetype of the Kairological physician for contemporary medical science.
Keywords: Kairology, Giuseppe Rodolfo Brera, San Giuseppe Moscati, Person-Centered Medicine, Epistemology, Epigenetics, Teleonomy, Glycogen Metabolism, Psychoneuroendocrinoimmunology.

Introduzione ed Inquadramento Epistemologico: Dalla Tirannia del Chronos al Dispiegamento del Kairos

La scienza medica contemporanea ha attraversato una profonda evoluzione epistemologica, segnata dalla necessità insostituibile di superare i limiti del riduzionismo biomolecolare e del positivismo di matrice bernardiana1. Tale paradigma deterministico, storicamente fondato sulla scissione cartesiana tra res cogitans e res extensa, ha ridotto per oltre un secolo l’organismo umano a un mero meccanismo biologico e la malattia a una semplice alterazione fisico-chimica della struttura molecolare, estromettendo la dimensione soggettiva, morale e spirituale dal nucleo primario dell’atto clinico1. A partire dai primi anni Novanta del Novecento, con la nascita della Medicina Centrata sulla Persona (PCM) e la successiva fondazione della Scuola Medica di Milano presso l’Università Ambrosiana, il Professor Giuseppe Rodolfo Brera ha promosso un radicale cambio di paradigma scientifico ed epistemologico1.
Il fulcro ermeneutico di questa trasformazione poggia sulla Kairologia, teoria formulata da Brera nel 1993 e formalizzata nel Manifesto della Kairologia del 19961. La Kairologia scardina la concezione classica del tempo clinico introducendo una distinzione categoriale tra due dimensioni temporali ontologicamente ed epistemologicamente opposte1:

  • Chronos: la temporalità quantitativa, misurabile, lineare e riduzionista propria della meccanica classica bernardiana1. Essa misura lo scorrere metrico dei processi biologico-invecchianti, la dinamica sintomatica e la successione temporale delle procedure diagnostico-terapeutiche1.
  • Kairos: il tempo opportuno, il momento propizio e qualitativo di grazia, svelamento e sintesi creativa1. Esso costituisce l’istante esistenziale in cui la libertà, la responsabilità morale e la decisione soggettiva irrompono nella storia dell’individuo per imprimere una direzione nuova e significante all’esistenza, trasformando l’esperienza della sofferenza in un atto dotato di senso teleonomico1.

Applicare l’ermeneutica kairologica alla figura storica, scientifica e spirituale di San Giuseppe Moscati (1880–1927) consente di interpretare la sua straordinaria efficacia clinica e la sua statura umana non come eventi disgiunti dal rigore scientifico, ma come la prima anticipazione storica pienamente realizzata del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona1. Moscati, insigne biochimico e primario dell’Ospedale Santa Maria del Popolo degli Incurabili di Napoli, ha saputo saldare la massima precisione della ricerca sperimentale con una percezione kairologica del malato, rivelando che la salute non costituisce uno stato statico né il mero risultato dell’espressione genica, bensì un processo dinamico di adattamento creativo e di realizzazione teleonomica1.

Il Profilo Scientifico di Giuseppe Moscati: Rigore Biochimico e Teleonomia della Natura Umana

Nel dibattito storiografico, la figura di Giuseppe Moscati è stata talvolta confinata entro una lettura agiografica che ne ha ridimensionato il profilo strettamente accademico, separando la sua profonda devozione dall’attività di ricerca biochimica. L’analisi diretta dei suoi contributi bibliografici rivela al contrario uno scienziato di livello internazionale, pienamente inserito nei circuiti d’avanguardia della Fisiologia e della Chimica Biologica della prima metà del Novecento13.

Le Ricerche Pionieristiche sul Glicogeno e sui Polisaccaridi

Moscati avviò la sua attività accademica nei laboratori dell’Istituto di Fisiologia dell’Università di Napoli, diretto da Filippo Bottazzi, figura di spicco della biochimica italiana13. In questo contesto, Moscati affrontò lo studio del metabolismo intermedio dei carboidrati con un approccio sperimentale quantitativo e rigoroso13.
Tra i suoi contributi più rilevanti, pubblicati sia su riviste italiane come gli Atti della R. Accademia Medico-Chirurgica di Napoli e la Riforma Medica, sia su testate internazionali quali Hoppe-Seyler’s Zeitschrift für Physiologische Chemie e gli Archives Italiennes de Biologie, figura la celebre trilogia di studi sulla salda d’amido somministrata per via parenterale13. Moscati dimostrò sperimentalmente che le soluzioni di amido iniettate per via sottocutanea o endovenosa non venivano prontamente eliminate attraverso le urine, ma venivano trattenute dai tessuti parenchimatosi e trasformate in glicogeno, identificando i meccanismi fisiologici di deposito dei polisaccaridi di riserva nell’organismo umano e animale13.
La sua indagine biochimica si estese a molteplici ambiti applicativi14:

  • Ostetricia e Medicina Legale: Isolò e quantificò il glicogeno nella placenta umana, analizzandone la curva di scomparsa post-partum e attribuendo a tale parametro un valore diagnostico e medico-legale14.
  • Fisiopatologia Muscolare: Determinò la concentrazione di glicogeno nei muscoli scheletrici e le modalità della sua consumazione post-mortem, correlando la riserva polisaccaridica allo stato di nutrizione e all’attività motoria14.
  • Diagnostica Pneumologica: Rilevò la presenza di glicogeno negli espettorati, definendone il significato prognostico nelle affezioni dell’apparato respiratorio14.
  • Farmacologia e Endocrinologia: Studiò l’azione della chinina sull’autolisi epatica e splenica, l’influenza della cloroformizzazione sul glicogeno muscolare e gli effetti metabolici determinati dall’ipofisectomia nei cani attraverso una tecnica chirurgica orbitaria originale14.

L’Introduzione dell’Insulinoterapia e la Libera Docenza

L’apertura di Moscati all’innovazione farmacologica e biochimica trovò un momento apicale nel gennaio del 192216. A pochissimi mesi dalle sperimentazioni cliniche condotte da Banting e Best a Toronto, Moscati fu tra i primissimi clinici in Italia a impiegare l’insulina per il trattamento del diabete mellito16. La sua familiarità con la fisiopatologia dei glucidi gli consentì di comprendere la portata di quella scoperta, salvando numerosi pazienti affetti da forme severe di patologia metabolica16.
Nel maggio del 1921, il Consiglio d’Amministrazione dell’Ospedale degli Incurabili nominò Moscati Primario16. Successivamente, nel giugno del 1922, la Commissione Ministeriale lo abilitò alla Libera Docenza in Clinica Medica Generale16. La Commissione esaminatrice, constatata la straordinaria profondità e l’originalità dei suoi lavori pubblicati, lo dichiarò idoneo all’unanimità, esonerandolo formalmente dalla prova pratica, dalla lezione e dalla discussione dei titoli14.
Dalla prospettiva della Medicina Centrata sulla Persona, l’operato di Moscati evidenzia l’assenza di frattura tra ricerca scientifica e ricerca del senso2. Per Moscati, la biologia molecolare manifesta una sottostante “teleonomia”—l’orientamento intrinseco della natura verso l’ordine, la verità e la vita1. Il rigore analitico del laboratorio non costituiva un fine autosufficiente, ma lo strumento per svelare la struttura del vivente e mettere la conoscenza al servizio dell’uomo allettato10.

La Lettura Kairologica dell’Atto Clinico Moscatiano: L’Ermeneutica Persona-Centrata

Nel modello biomedico meccanicista, l’atto medico è concepito come un intervento strettamente tecnico che si consuma nel tempo della misurazione cronologica (Chronos): la raccolta dei dati, l’esame obiettivo, la refertazione e la prescrizione della terapia1. La Kairologia di Giuseppe Rodolfo Brera dimostra invece che la cura reale avviene quando la relazione tra medico e paziente si trasforma in una co-costruzione kairologica, un momento opportuno in cui la sofferenza biologica viene integrata nella totalità della persona1.

La Trasformazione del Tempo Relazionale

La prassi clinica di Moscati presso l’Ospedale degli Incurabili e nel suo studio privato offre una testimonianza storica di approccio kairologico13. Moscati rifiutava la logica del tempo affrettato e burocratico1. L’incontro con la persona malata era vissuto come un momento non replicabile, all’interno del quale la diagnosi biologica si univa alla comprensione della situazione esistenziale, familiare ed economica del paziente1.
Questa visione emerge chiaramente dai suoi scritti personali e dalle sue lettere indirizzate ai colleghi e agli allievi10:
«Ricordatevi che, seguendo la medicina, vi siete assunti la responsabilità di una sublime missione. Perseverate, con Dio nel cuore, con gli insegnamenti di vostro padre e di vostra madre sempre nella memoria, con amore e pietà per i derelitti, con fede e con entusiasmo, sordo alle lodi e alle critiche, tetragono all’invidia, disposto soltanto al bene»10.
In una seconda lettera, ammonendo contro i rischi dell’inaridimento riduzionista, Moscati precisava:
«Ahimè la nostra scienza, se fosse tutta fredda e destinata soltanto a mantenere i minuti piaceri del corpo, a che cosa servirebbe? Sarebbe un’ancella del materialismo e dell’egoismo! E perciò per mantenerla al riparo da simile accusa, noi medici, in momenti supremi… ricordiamoci di avere di fronte a noi, oltre che un corpo, un’anima, creatura di Dio»10.

Il Percorso Maieutico e l’Ermeneutica della Sofferenza

Sotto il profilo epistemologico, Moscati intendeva il sintomo fisico come un segnale semiologico complesso, rivelatore di una sofferenza che coinvolge l’intera dimensione psico-biologica e spirituale del soggetto4. Rifiutando i compensi dai pazienti indigenti e lasciando spesso un contributo economico sotto la ricetta medica, Moscati effettuava una vera e propria restituzione di dignità ontologica10.
Il momento della visita si trasformava in un Kairos in cui il dolore perdeva la connotazione di casualità per essere ri-significato2. La massima moscatiana secondo cui gli ammalati rappresentano la figura stessa di Cristo costituisce un’anticipazione etica del principio di rispetto assoluto della persona umana, valore che la Scuola Medica di Milano ha collocato alla base del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM)1.

Teoria della Relatività delle Reazioni Biologiche, PNEI ed Epigenetica Relazionale nella Vita di Moscati

La validità del paradigma centrato sulla persona formulato da Brera non poggia unicamente su premesse filosofiche, ma si fonda sulla “Teoria della relatività delle reazioni biologiche alla possibilità e alla qualità del coping” (RBR theory), sviluppata a partire dal 19955.

La Relatività delle Reazioni Biologiche

La RBR theory dimostra che la risposta di un organismo a un determinato agente causale o stressor non è deterministica o fissa, ma è relativa e subordinata all’interpretazione soggettiva e alla qualità delle strategie di fronteggiamento (coping) adottate dalla persona5. Superando il modello di Hans Selye—applicabile alla reazione biologica animale (Ra)—Brera ha formulato la dinamica della reazione biologica umana (Rh), la quale include la variabile della decisione libera, della motivazione valoriale e della dimensione spirituale del soggetto2.
Nella pratica clinica di Moscati, la percezione della sofferenza veniva trasformata proprio attraverso l’attivazione di un coping spirituale di alto livello2. Moscati dimostrava che l’affidamento al Trascendente, la speranza e l’esperienza dell’amore oblativo alterano il vissuto soggettivo del dolore, influenzando favorevolmente la risposta biologica dell’organismo e inducendo uno stato di integrità allostatica1.
Mentre il modello deterministico convenzionale presuppone che a uno stressor biologico corrisponda una reazione organica fissa condizionata esclusivamente da meccanismi causa-effetto, l’approccio kairologico interazionista dimostra che la risposta umana è mediata dal significato attribuito all’evento5. L’interruzione della catena deterministica avviene nel momento in cui il soggetto, supportato dall’alleanza terapeutica, attiva un coping esistenziale e valoriale capace di modulare la cascata fisiologica dello stress1.

Psiconeuroendocrinoimmunologia ed Epigenetica Relazionale

Le moderne acquisizioni della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e dell’epigenetica relazionale forniscono una conferma scientifica a queste intuizioni2. La relazione clinica, il senso di accoglienza e la qualità morale del contatto umano agiscono come veri e propri fattori epigenetici3:

  1. Modulazione dell’Asse HPA e del Carico Allostatico: L’incontro kairologico e l’empatia compassionevole riducono l’iperattivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, diminuendo la secrezione cronica di cortisolo e citochine pro-infiammatorie e favorendo il ripristino dell’omeofilisi organica1.
  2. Riprogrammazione Epigenetica e Trascrizione Genica: La presenza di significati valoriali e la percezione dell’amore incondizionato influenzano i meccanismi di metilazione del DNA e di modificazione degli istoni nelle cellule immunitarie, promuovendo pattern trascrizionali associati alla salute e alla protezione cellulare3.
  3. Realizzazione della Teleonomia Pneumatica: Nell’ambito della Kairologia, l’orientamento della volontà verso il bene, la verità e la bellezza costituisce l’espressione della teleonomia umana, in grado di armonizzare l’assetto psico-biologico dell’individuo1.

L’esperienza spirituale di Moscati si traduceva in una condotta di continua dedizione verso l’altro, sostenuta da una solida vita interiore10. Un appunto autografo ritrovato dopo la sua morte esprime tale dinamica:
«Mio Gesù amore! Il vostro amore mi rende sublime; il vostro amore mi santifica, mi volge non verso una sola creatura, ma a tutte le creature, all’infinita bellezza di tutti gli esseri, creati a vostra immagine e somiglianza»10.
La vita di Moscati testimonia come l’amore oblativo e la motivazione spirituale costituiscano risorse in grado di preservare l’integrità del clinico contro l’usura professionale e di trasformare l’atto medico in un fattore epigenetico positivo per il malato2.

Confronto Sistematico dei Paradigmi Epistemologici e Clinici

Per facilitare una valutazione analitica delle differenze epistemologiche tra il paradigma meccanicista tradizionale e il paradigma kairologico personalista incarnato da San Giuseppe Moscati e teorizzato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera, si riportano di seguito due tabelle comparative sintetiche.

Tabella 1: Analisi Dicotomica tra la Medicina del Chronos e la Medicina Centrata sulla Persona (Kairos)

 

Categoria Epistemologica Medicina Meccanicista Determinista (Chronos) Medicina Centrata sulla Persona e Kairologia (Kairos)
Dimensione Temporale Quantitativa, sequenziale, metrica, vincolata alla durata della prestazione e al protocollo burocratico1. Qualitativa, esistenziale, opportuna, focalizzata sull’istante significativo dell’incontro e della scelta1.
Oggetto dell’Atto Clinico La malattia organica, il sintomo isolato, la lesione tissutale o il parametro alterato1. La Persona malata nella sua totalità biologica, psicologica, relazionale e spirituale1.
Modello di Risposta Biologica Deterministico e rigido (Ra), basato sul modello di adattamento generico allo stressor3. Relativo alla qualità del coping (Rh), modulato dall’interpretazione soggettiva e dai valori5.
Relazione Medico-Paziente Prestazionale, direttiva, incentrata sul deficit e neutralizzata dal punto di vista emotivo6. Co-costruzione kairologica, maieutica della dignità, ascolto empatico ed erogazione di senso1.
Finalità della Cura Soppressione del sintomo organico e ripristino dei valori di norma di laboratorio4. Realizzazione della teleonomia umana, promozione dell’adattamento creativo e della salute1.

Tabella 2: Corrispondenza tra le Fasi della Carriera di Giuseppe Moscati e i Principi della Kairologia di Giuseppe Rodolfo Brera

 

Tappa Storico-Scientifica (Moscati) Evidenza Documentale e Bibliografica Corrispettivo Epistemologico Kairologico (Brera)
Indagine Biochimica sul Glicogeno Pubblicazioni su Hoppe-Seyler’s Zeitschrift e Atti Accademia Medico-Chirurgica (1906-1911)13. Riconoscimento della teleonomia della materia organica e dell’ordine intelligibile inscritto nella biologia1.
Pionierismo nell’Insulinoterapia Primo utilizzo dell’insulina a Napoli nel gennaio 1922 per la cura del coma diabetico16. Capacità di cogliere il Kairos della scoperta scientifica per volgerlo tempestivamente al salvataggio della vita1.
Integrazione tra Fede e Scienza Libera Docenza (1922) e lettere: «Una sola scienza è incrollabile… quella dell’aldilà!»10. Superamento del dualismo cartesiano; sintesi tra la causalità efficiente biomolecolare e la causa finale teleonomica1.
Attività Clinica agli Incurabili Assistenza gratuita agli indigenti, supporto economico e diagnosi integrale della persona10. Applicazione ante-litteram del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e del tempo inteso come Kairos1.

Conclusione: San Giuseppe Moscati come Archetipo del Medico Kairologico nel Terzo Millennio

La rilettura dell’esperienza scientifica, umana e spirituale di San Giuseppe Moscati alla luce della Kairologia e del paradigma fondato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera evidenzia la validità di una visione della medicina incentrata sulla persona1. Moscati ha dimostrato che l’eccellenza della ricerca biochimica e il rigore metodologico non sono incompatibili con la dimensione spirituale, ma trovano in essa il loro compimento teleonomico1.
Anticipando i principi della Psiconeuroendocrinoimmunologia e dell’epigenetica relazionale, Moscati ha mostrato come l’attenzione empatica e l’amore oblativo costituiscano determinanti primari della salute e del fronteggiamento della malattia1. Sottraendo l’atto clinico al mero scorrere del Chronos burocratico, egli ha trasformato la relazione terapeutica in un Kairos, all’interno del quale la diagnosi e la cura diventano momenti di restituzione della dignità umana1.
Per la formazione medica promossa dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, la testimonianza di San Giuseppe Moscati rappresenta un modello operativo1. Essa conferma che la scienza medica del terzo millennio, per essere autenticamente efficace, deve coniugare l’avanzamento tecnologico con una profonda ermeneutica della persona, restituendo al tempo della cura il suo valore di momento di crescita, speranza e salute integrale1.

Bibliografia

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26.Unilibro. Libri di Giuseppe Brera: Tutti i libri dell’autore online [Internet]. Unilibro; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.unilibro.it/libri/f/autore/brera_giuseppe_r
 
[1] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it il 21/08/2026
[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana
Direttore del Comitato Sanitario Nazionale
Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)
Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea
Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano
Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori
Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it
 

La Ricerca della Verità come Cura: Perché la SERS 2026 è Molto Più di un Concorso Scolastico

La Ricerca della Verità come Cura: Perché la SERS 2026 è Molto Più di un Concorso Scolastico
Vito Galante[1]
Nell’era della post-verità, stiamo assistendo a una progressiva e pericolosa erosione del concetto di “realtà oggettiva”. La società contemporanea è scivolata in quella che gli esperti definiscono la “Sindrome del Grande Fratello”: un paradosso culturale in cui la verità viene declassata a mera percezione soggettiva — “è vero ciò che io penso e sento”. Alimentata da un’epidemia nell’uso degli smartphone, questa deriva non è solo un cambiamento di costume, ma una vera e propria minaccia biologica e cognitiva che porta a una “riduzione sottocorticale” del pensiero e dell’affettività.
In questo scenario critico, la SERS 2026 (Settimana Italiana di Educazione alla Ricerca Scientifica) emerge non come un semplice evento accademico, ma come una risposta trasformativa e vitale. Il suo obiettivo? Riportare la bussola della verità al centro della formazione delle nuove generazioni.

  1. La Salute come Scelta Etica: Il Paradigma della Person-Centered Medicine

Il cuore filosofico della SERS 2026 batte nel superamento della vecchia visione di medicina puramente biologica. Seguendo le tesi del Prof. Giuseppe R. Brera, il progetto introduce il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (Person-Centered Medicine), dove la salute smette di essere un dato statico per diventare il risultato di una scelta morale e consapevole. La salute è, intrinsecamente, una questione di verità.
“La salute è infatti ‘La scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana’ (Brera 2011-2024)”
Secondo questa prospettiva rivoluzionaria, la ricerca della verità è un atto etico fondamentale. Scegliere la realtà rispetto alla “pseudo-realtà” non è un lusso intellettuale, ma la base necessaria per il benessere spirituale, psichico e fisico. In questa cornice, la moralità e la capacità di orientarsi verso “possibilità vere” diventano i veri determinanti della longevità e della qualità della vita.

  1. Il Metacodice della Verità: Gli “Apostoli dell’Immunità”

Uno dei punti di forza del progetto è lo straordinario collegamento tra filosofia e biologia molecolare. introducendo il concetto di “metacodice della verità”: la scoperta che il nostro organismo, a livello cellulare, opera secondo criteri di verità oggettiva per garantire la sopravvivenza.
Il nostro sistema immunitario è il guardiano di questo codice. I linfociti killer, in particolare i CD4 e i CD8, vengono definiti dal Prof. Brera come i veri “apostoli dell’immunità”. Questi agiscono discriminando incessantemente tra ciò che appartiene all’organismo (il vero) e ciò che rappresenta un pericolo esterno o interno, come virus, batteri patogeni e cellule tumorali (il falso). Attraverso la modulazione epigenetica, la nostra vita spirituale e le nostre scelte morali si riflettono direttamente sulla risposta immunitaria. La verità, dunque, non è un concetto astratto: è la protezione biologica della nostra vita.

  1. Contrastare la “Sindrome del Grande Fratello” e la Morte del Pensiero

La SERS 2026 si propone come un baluardo contro la “Sindrome del Grande Fratello”, una cultura che sacrifica il rigore della realtà sull’altare dell’istinto immediato. Questa tendenza sta portando a una recessione non solo culturale, ma anche economica, poiché il corpo sociale perde la capacità di pensiero critico necessaria per la libertà e l’innovazione.
L’educazione alla ricerca scientifica mira a invertire questa rotta, sottraendo i giovani a una narrazione mediatica che spesso li valorizza solo per comportamenti negativi o cronaca nera. Portando gli studenti a confrontarsi con la ricerca del “bene”, il progetto stimola una maturazione affettiva e intellettuale, fondamentale per evitare la spirale auto-distruttiva che sembra avvolgere il mondo contemporaneo.

  1. Una Mobilitazione Nazionale: 200.000 Studenti per il Futuro dell’Italia

La portata del progetto è imponente e ambiziosa. La SERS 2026 punta a coinvolgere fino a 200 scuole secondarie (10 per ogni regione d’Italia), mobilitando un potenziale di circa 200.000 studenti delle classi quarte e quinte superiori. La ricerca degli studenti non sarà teorica, ma basata sull’analisi di stili di vita e valori etici contenuti nella “Dichiarazione Universale dei Diritti e Doveri del Giovane”.
Il rigore scientifico è garantito da una procedura strutturata:

  • Costituzione del Comitato SERS scolastico: Un organo decisionale composto da tre studenti e due professori di scienze.
  • Target mirato: Partecipazione di tre classi di quarta e due classi di quinta superiore per ogni istituto.
  • Metodo Scientifico in azione: Distribuzione di questionari, elaborazione statistica dei dati e discussione critica dei risultati in classe.
  • Standard Professionali: Produzione di presentazioni in PowerPoint e abstract bilingue (italiano e inglese) per i migliori elaborati.
  • Fase Regionale e Nazionale: Una selezione progressiva che porterà i vincitori a presentare i propri lavori in un contesto di congresso nazionale.

L’obiettivo primario non è la competizione, ma la nascita di “Net-science-Italy”, un network nazionale permanente di educazione alla scienza che unisca scuole, famiglie e ricercatori in una missione comune.
 
Conclusione: Un Esempio di Civiltà per un Mondo in Crisi
La SERS 2026 rappresenta un pilastro fondamentale per lo sviluppo sovrano dell’Italia. In un’epoca segnata da incertezza e decadenza del pensiero critico, questo progetto offre al mondo un esempio di civiltà, dimostrando che la scienza e la filosofia possono e devono camminare insieme per la tutela della salute umana. Educare i giovani alla verità significa restituire loro la dignità e la capacità di essere attori protagonisti della propria esistenza.
Siamo pronti a riscoprire la verità oggettiva come fondamento non solo della scienza, ma della nostra stessa libertà e salute?
Bibliografia essenziale di riferimento
1.Brera GR. Il kairos dell’esistenza. Mistero. Realtà e Possibilità nell’adolescenza e nella natura umana. Milano: CISPM; 1994.
2.Brera GR. La Medicina centrata sulla persona e la formazione dei medici nel terzo millennio. Pisa: IEPI; 2001.
3.Brera GR. Il tempo di Ulisse ed il tempo di Penelope: gli adolescenti italiani e la loro salute. Milano: Università Ambrosiana; 2004.
4.Brera GR. L’adolescenza o del nobile mistero della natura umana. Milano: Università Ambrosiana; 2009.
5.Brera GR, a cura di. La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona. Milano: Università Ambrosiana; 2024.
6.Brera GR. SARS-COV 2- allostasis and the people and person-centered prevention. Milan: Università Ambrosiana; 2021.
7.Brera GR, Galante V. Dalla comunicazione alla relazione umana. La Kairologia e lo sviluppo ontologico della persona: dal poter essere alla realtà dell’essere una persona umana. Adolescentologia. Giornale Italiano di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. 2018;V-VI(4-1):4-30.
8.Brera GR. Person-Centered Medicine: Theory, Teaching and Research. The International Journal of Person Centered Medicine. 1(1):79-89.
9.Brera GR, ITFOP. Person-centered clinical Method and its teaching. Pers Cent Med Int J [Internet]. 2025 Nov 10;XV:ID1.
10.Brera GR. The shift of medicine to the person‑centered medicine paradigm and the life epistemology. Pers Cent Med Int J [Internet]. 2025 Nov 13;XV:ID3.
11.Galante V. Unity vs. Fragmentation: The Epistemology of Person-Centered Medicine in the Thought of Giuseppe Rodolfo Brera. Person Centered Medicine International Journal. 2026;II(1):ID1.
12.Galante V. Faith and Religious Experience for Adolescent Health in the Thought of Giuseppe R. Brera. Med Mind Adolesc. 2026;XXI:ID4.
13.Brera GR. Adolescenza e verità. Milano: Università Ambrosiana; 2026.
 
 
[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.
La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it
 
 

La Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona secondo il Paradigma di Giuseppe R. Brera: Fondamenti Epistemologici, Clinici ed Epigenetici

La Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona secondo il Paradigma di Giuseppe R. Brera: Fondamenti Epistemologici, Clinici ed Epigenetici

Vito Galante[1] 

Abstract

The concept of human will (volition) represents a foundational yet historically neglected component of clinical medicine. This research report analyzes the role of the will within the Person-Centered Medicine (PCM) paradigm, formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University. Grounded in a non-deterministic, interactionist-teleonomic framework, PCM epistemologically redefines health as “the choice of the true possibilities for being the best human person.” Through the mathematical formalization of the Health Relativity Theory (HRT)—represented by the equation Hp= K (IqxCQ)—this study demonstrates how the Quality of Choice (Cq), as a proxy for the human will, directly modulates biological and clinical outcomes. By integrating the latest advancements in psychoneuroendocrineimmunology (PNEI), relational and moral epigenetics, and allostatic regulation, we illustrate the molecular pathways through which existential and ethical choices are biologically transduced. Finally, the paper discusses the clinical operationalization of the will via the Person-Centered Clinical Method (PCCM) and Medical Counselling, emphasizing the physician’s role as a “Maieuta of Human Dignity” (Religio Medici) who defends the patient’s ontological sanctity from conception to natural death.

Keywords

Person-Centered Medicine; Will; Health Relativity Theory; Kairology; Epigenetics; Psychoneuroendocrineimmunology; Medical Counselling; Adolescentology.

Introduzione ed Epistemologia della Volontà nella Medicina Clinica

La professione medica contemporanea attraversa una fase di profonda ridefinizione epistemologica, contrassegnata da quello che è stato definito come un naufragio ontologico della figura del clinico (Galante, 2026)1. Questa crisi d’identità affonda le sue radici storiche nel trionfo del riduzionismo biomedico di stampo positivista, il quale, a partire dalle formulazioni di Claude Bernard, ha ridotto il corpo umano a una macchina complessa e la malattia a un mero guasto molecolare deterministico (Brera, 2001; Galante, 2026)4. Tale approccio ha generato un diffuso analfabetismo epistemologico che frammenta la persona del paziente dietro un velo di dati bio-statistici, trasformando il medico in un semplice tecnico addetto alla riparazione organica (Galante, 2026)1.
Per ovviare a questa deriva meccanicistica, la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, sotto la guida del Professor Giuseppe Rodolfo Brera, ha avviato a partire dagli anni novanta una rivoluzione epistemologica senza precedenti: la nascita della Medicina Centrata sulla Persona (PCM) (Brera, 2025; Galante, 2026)7. Questo nuovo paradigma unificatore supera il dualismo cartesiano tra res cogitans e res extensa, dimostrando come la soggettività, i valori e la volontà della persona interagiscano costantemente e bidirezionalmente con la biologia cellulare e molecolare (Brera, 2001; Galante, 2026)4. In questo orizzonte, la volontà del paziente non rappresenta un epifenomeno psicologico trascurabile, bensì il nucleo centrale del processo di cura e il principale modulatore della resilienza biologica (Brera, 2025; Galante, 2026)7.

La Volontà tra Arbitrio, Verità e Vocazione nella Visione di Brera

All’interno dell’antropologia medica di Brera, la volontà umana si colloca in una dimensione radicalmente diversa sia dall’arbitrio individualista sia dalla passività deterministica (Brera, 2025; Brera, 2026)7. La cultura edonistica contemporanea tende a equiparare la libertà all’arbitrio assoluto (arbitrio assoluto), illudendo l’uomo di poter disporre della propria e dell’altrui vita in modo incondizionato (Brera, 2026)9. Questa distorsione morale trova espressione clinica e legislativa nella legalizzazione istituzionale di pratiche come l’aborto e il suicidio assistito, che Brera e la bioetica dell’Università Ambrosiana denunciano come espressioni di un delirio di onnipotenza che stravolge la funzione difensiva del diritto e della medicina (Brera, 2008; Brera, 2026)9.
Al contrario, la vera volontà e la libertà autentica si realizzano unicamente quando la scelta soggettiva si orienta verso la verità oggettiva e il bene della persona (Brera, 2025; Brera, 2026)7. Come insegnano S. Agostino e S. Ambrogio, la volontà umana è strutturata per la ricerca della verità (“Se dubito vuol dire che esiste la verità“) ed è fatta per essere, sapere e amare (Brera, 2026)2. Ciascun individuo vive costantemente una battaglia irriducibile, sia psicologica sia biologica, tra il vero e il falso, tra il bene e il male, tra l’integrazione genitale e la frammentazione pre-genitale (Brera, 2026)12. Il sistema immunitario stesso si offre come un modello biologico di questa dinamica di discernimento, distruggendo attivamente le minacce alla vita dell’organismo (Brera, 2025)7.
In questa prospettiva, la volontà non è una forza cieca, ma la risposta consapevole a una vocazione esistenziale all’amore, alla bellezza e alla verità (Brera, 2008; Brera, 2025)14. L’atto di volontà richiede il coraggio e l’umiltà di andare controcorrente rispetto alle pressioni edonistiche o istituzionali che spingono verso quello che Herbert Marcuse definiva la “conquista della coscienza infelice” e la chiusura dell’universo di discorso (Brera, 2005)17. La salute, pertanto, non è un adattamento passivo alle richieste del mondo, bensì un processo costruttivo della persona orientato ad veritatem (Brera, 2008)14.

La Teoria della Relatività della Salute (HRT) e la Matematizzazione della Scelta

La straordinaria innovazione teorica apportata da Brera consiste nell’aver tradotto queste considerazioni filosofiche in un modello scientifico rigoroso e formalizzato (Galante, 2026)2. Attraverso la Teoria della Relatività della Salute (Health Relativity Theory, HRT), la salute viene definita come un costrutto semantico e allostatico della persona, regolato dall’interazione tra la qualità dell’interpretazione dell’esperienza e la qualità delle scelte (Brera, 2021; Galante, 2026)18.
La probabilità di salute (Hp, Health Probability), intesa come potenziale dinamico di espressione della vita, è descritta dalla formula (Brera, 2021; Galante, 2026)5:
Hp= K(IqxCq)
Dove:

  • K rappresenta la Costante Kairologica, ovvero la domanda naturale e innata di significato, verità, amore e bellezza che caratterizza lo spirito umano (Brera, 2021)20.
  • Iq rappresenta la Qualità dell’Interpretazione (Interpretation Quality) delle possibilità e degli stimoli esistenziali che si presentano imprevedibilmente nella vita (Brera, 2021)18.
  • Cq rappresenta la Qualità delle Scelte (Choices Quality), espressione diretta dell’atto volitivo che traduce l’interpretazione in comportamento concreto (Brera, 2021)18.

In perfetta continuità teorica con la HRT, la Teoria della Salute basata sulla Resilienza (Resilience-Based Health Theory, RBHT) formalizza la resilienza sanitaria (HRz) e il rischio biologico (Hrk) in base alle polarità assunte dalle facoltà cognitive e volitive del soggetto (Brera, 2021; Galante, 2026)18:
HRz= IPq+ x CPq+
Hrk= IPq- e CPq-
Dove IPq+ e CPq+ indicano l’interpretazione e la scelta orientate positivamente alla verità e al bene della persona, mentre IPq- e CPq- descrivono le declinazioni patogene e disfunzionali della volontà e del pensiero (Brera, 2021; Galante, 2026)18.
La tabella seguente illustra il contrasto paradigmatico tra la visione deterministica classica e il modello indeterministico centrato sulla persona relativamente alla dinamica della volontà e della salute.
 

Dimensione Modello Biomedico Deterministico (Bernard/Cannon/Selye) Paradigma Centrato sulla Persona (Brera/Scuola di Milano)
Definizione di Salute Assenza di malattia o stato omeostatico statico di equilibrio fisico2. “La scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana”7.
Ruolo della Volontà Epifenomeno privo di causalità biologica; comportamento ridotto a riflesso o pulsione4. Variabile clinica primaria (Cq, CPq) in grado di modulare l’espressione genica e l’allostasi7.
Concetto di Libertà Illusione soggettiva; l’azione umana è determinata da geni e ambiente24. Autodeterminazione responsabile orientata alla verità e al bene della persona7.
Modello di Adattamento Omeostasi passiva e reattività meccanica agli stimoli biologici2. Allostasi dinamica e adattamento creativo regolato dall’interpretazione soggettiva10.
Metodologia Clinica Semeiologia fisica e classificazione nosografica oggettivante orientata all’organo18. Diacrisi tridimensionale, Epoké clinica e Diagnosi di Persona5.

Epigenetica Relazionale, Epigenetica Morale e Meccanismi Allostatici

La transizione dall’indeterminismo clinico alla realtà biologica trova la sua spiegazione scientifica nei meccanismi molecolari della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e dell’epigenetica (Galante, 2026)2. Gli studi pionieristici condotti e sintetizzati presso l’Università Ambrosiana dimostrano come il sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E) sia in grado di riprogrammare l’espressione genica e la fisiologia sistemica attraverso processi di simbolizzazione affettiva ed esistenziale (Galante, 2026)2.
L’Epigenetica Relazionale evidenzia come le interazioni affettive e la qualità delle relazioni umane (inclusa la relazione medico-paziente) vengano trasdotte molecolarmente attraverso vie di segnalazione neuroendocrine che influenzano la metilazione del DNA, l’acetilazione istonica e l’espressione genica (Brera, 2025; Galante, 2026)7. L’Epigenetica Morale compie un passo ulteriore, dimostrando che le scelte esistenziali e l’orientamento della volontà verso la verità e l’amore fungono da primari regolatori della stabilità allostatica (Galante, 2026)8.
Sotto il profilo biochimico, una volontà orientata a scelte coerenti con il bene riduce l’entropia e il carico allostatico cerebrale (Galante, 2026)19. Al contrario, l’incertezza cognitiva, le scelte disfunzionali e il conflitto irrisolto tra vero e falso generano una attivazione cronica dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), con conseguenti picchi catecolaminergici deleteri per l’endotelio vascolare e stati di immunodepressione (Galante, 2026)19.
Questo modello epistemologico poggia su solide e verificate basi scientifiche internazionali:

  • Moshe Szyf e Michael Meaney hanno provato che la qualità del coping e le cure materne modificano stabilmente i recettori cerebrali dei glucocorticoidi tramite modificazioni epigenetiche (Brera, 2025)20.
  • Erik Kandel (Premio Nobel) ha dimostrato che l’apprendimento e le scelte comportamentali alterano l’espressione genica e rimodellano la struttura neuronale (Brera, 2025)20.
  • Pier Mario Biava ha scoperto il codice epigenetico di differenziazione cellulare in grado di riprogrammare le cellule tumorali e arginare i processi neurodegenerativi (Galante, 2026)8.
  • Elisabeth Blackburn (Premio Nobel) ha svelato la correlazione diretta tra la qualità della vita, il superamento dello stress e la regolazione della lunghezza dei telomeri, ponendo in luce le basi biologiche della longevità cellulare (Brera, 2025)7.

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e la Salvaguardia della Volontà del Paziente

La messa in opera di questo paradigma nella pratica clinica avviene attraverso il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (Person-Centered Clinical Method, PCCM), originato dalle intuizioni del Counselling Medico fondato da Brera nel 1991 (Brera, 2025)25. Il PCCM si struttura come una metodologia rigorosa che impedisce la strumentalizzazione del paziente e promuove una “tolleranza 0%” verso qualsiasi mercificazione della cura (Galante, 2026)2.
In ambito clinico e pedagogico, in particolar modo nel trattamento degli adolescenti, il PCCM e la “Teoria dell’adolescenza centrata sulla persona” (Brera, 1983) proteggono rigorosamente la volontà del minore (Brera, 2026; Galante, 2026)2. Il counselling medico non mira affatto a manipolare o forzare la volontà del giovane, bensì a destrutturare l’empatia tradizionale in un metodo scientificamente fondato che consenta all’adolescente di partecipare in modo attivo, consapevole e volontario alle decisioni cliniche, allineando le scelte terapeutiche ai propri valori morali e spirituali (Brera, 2026)6. La fede religiosa e l’esperienza spirituale del paziente vengono qui valorizzate come potenti alleati della guarigione e della resilienza esistenziale (Brera, 2026)6.
Sotto il profilo applicativo, il PCCM si articola attraverso la Diacrisi, una valutazione tridimensionale della persona (biologica, psicologica e spirituale) che mette temporaneamente “tra parentesi” l’ansia nosografica del clinico (Epoké Clinica) per concentrarsi sulle risorse e sui punti di forza del paziente, prima ancora che sui suoi sintomi (Brera, 2025; Galante, 2026)5.
La validità clinica e l’efficacia del PCCM sono supportate da dati pilota inconfutabili raccolti dalla Scuola Medica di Milano, illustrati nella tabella seguente (Brera, 2025; Galante, 2026)18.
 

Indicatore di Efficacia Clinica del PCCM Percentuale di Medici che Confermano l’Efficacia Implicazione Sanitaria ed Economica
Miglioramento della Comprensione del Paziente 95% Ottimizzazione dell’alleanza terapeutica e della compliance del paziente20.
Miglioramento della Salute e Qualità della Vita 75% Incremento effettivo del benessere allostatico e della resilienza biologica20.
Riduzione di Esami Strumentali e Prescrizioni Inutili 70% Drastico abbattimento della spesa sanitaria pubblica e della iatrogenesi20.
Riduzione di Ospedalizzazioni Non Necessarie 55% De-congestionamento delle strutture ospedaliere ed efficientamento dei servizi territoriali20.
Richiesta di Maggiore Dedicazione di Tempo 55% Necessità di una riorganizzazione strutturale dei tempi della consultazione clinica31.

Conclusioni: La Maieutica della Dignità e il Ruolo del Medico

L’analisi esaustiva del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona formulato da Giuseppe R. Brera evidenzia che la volontà umana rappresenta un formidabile e ineludibile determinante della salute (Brera, 2025; Galante, 2026)7. Attraverso l’esercizio di una volontà consapevole, orientata alla verità e informata dal significato, la persona cessa di essere una vittima passiva dei processi patologici o di spinte pulsionali regressive, assumendo il ruolo di autentico protagonista e co-creatore del proprio destino biologico ed esistenziale (Brera, 2005; Brera, 2025)17.
In questa rivoluzione copernicana della scienza medica, il medico abdica al ruolo di mero tecnico della riparazione organica per assurgere a quello di “Maieuta della Dignità Umana” e “sacerdote laico” della cura (Religio Medici) (Galante, 2026)1. Egli è chiamato a instaurare un incontro terapeutico intersoggettivo che difenda e rispetti la sacralità della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, aggiungendo non solo giorni alla vita, ma autentica vita ai giorni (Galante, 2026)2. Solo restaurando la sovranità della volontà e dello spirito all’interno della clinica sarà possibile realizzare una medicina autenticamente umana, scientificamente rigorosa e capace di sconfiggere l’alienazione del nostro tempo (Galante, 2026)2.

Bibliografia essenziale

  1. Brera GR. La Medicina centrata sulla persona e la formazione dei medici nel terzo millennio. Pisa-Roma: IEPI; 2001. p. 21-35. ISBN 88-8147-245-7.
  2. Brera GR. A Revolution for Clinical Method and Bio-Medical Research: The determinate and the quality indeterminate Relativity of Biological Reactions. Milano: Università Ambrosiana; 1996.
  3. Brera GR. The manifesto of Person-Centred Medicine. Medicine, Mind and Adolescence. 1999;XIV(1-2):7-11.
  4. Brera GR. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. 2nd ed. Milano: Editoria Università Ambrosiana; 2021. ISBN: 9798756383423.
  5. Brera GR. The shift of medicine to the person-centered medicine paradigm and the life epistemology. Pers Cent Med Int J. 2025 Nov 13;XV:ID3. DOI: 10.13140/RG.2.2.20291.58405.
  6. Brera GR, ITFOP. Person-centered clinical Method and its teaching. Pers Cent Med Int J. 2025 Nov 10;XV:ID1.
  7. Galante V. Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità. Comitato Sanitario Nazionale. 2026 Giu.
  8. Galante V. Epigenetica Relazionale e Morale: La Rivoluzione del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano. Comitato Sanitario Nazionale. 2026 Lug 6.
  9. Galante V. Educating for Desire and Cultivating Resilience in Adolescence: Integrating Pedagogical Criteria and Clinical Epoké. ResearchGate. 2026 Jan.
  10. Brera GR. Bioetica dell’adolescenza, l’ermeneutica kairologica di Giuseppe Rodolfo Brera e il magistero della Chiesa cattolica. Comitato Sanitario Nazionale. 2026 Giu 21.

Bibliografia

1.Comitato Sanitario Nazionale. Person-centered medicine [Internet]. Milano: Comitato Sanitario Nazionale; [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/person-centered-medicine/
2.Comitato Sanitario Nazionale. Medicina centrata sulla persona [Internet]. Milano: Comitato Sanitario Nazionale; [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/medicina-centrata-sulla-persona/
3.Brera GR. Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità [Internet]. ResearchGate; 2025 [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/407289618_Il_Ruolo_del_Medico_nella_Medicina_Centrata_sulla_Persona_Dall’Analfabetismo_Epistemologico_alla_Maieutica_della_Dignita
4.Brera GR. La Medicina Centrata sulla Persona [Internet]. ResearchGate; 2014 [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/268799611_LA_MEDICINA_CENTRATA_SULLA_PERSONA
5.Galante V. The relativity of biological reactions and the first formulation of an interactionist epistemological paradigm for medical science [Internet]. AMCI Italia; 2026 [citato 17 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.amciitalia.org/wp-content/uploads/2026/03/V.Galante.pdf
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[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.
La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it